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La Delta 2040 ha messo il TURBO

 

IL NOSTRO PERCORSO VERSO LA DELTA TURBO

 Costruendo la BigDelta per stampare case ci siamo imbattuti in un problema che prima non avevamo mai incontrato: la scheda di controllo (Arduino Mega) non riusciva a gestire agevolmente la mole di dati necessaria per muovere gli assi dei motori. Sembra impossibile che un processore che controlla 16 stati logici con una velocità di calcolo di 16 milioni di cicli al secondo, per un totale di 256 milioni di operazioni, non riesca a controllare una meccanica.

Che un’elettronica sia messa in crisi da una meccanica è generalmente improbabile. A ben guardare, però, una stampante Delta deve eseguire circa 200 radici quadrate al millimetro per ogni asse (e gli assi sono 3, senza considerare l'estrusore). Ci siamo accorti che la configurazione Delta richiede un quantitativo enorme di dati da eseguire e che era per questo che le BigDelta, alte metri, procedevano a scatti e il display ritardava ad aggiornarsi, girando l'encoder la scheda non reagiva. Purtroppo nel mondo dell’open source non abbiamo trovato schede che soddisfacessero le nostre esigenze: chi le ha sviluppate non le condivide e la ricerca di un firmware per la gestione di processori più complessi non è messa in comune. Nell'open si trovano preziosi spunti, ma poche soluzioni adatte ad applicazioni professionali.

Uscire dalla conoscenza condivisa è dura, ci si trova a navigare in mare aperto, dove nessuno ha mai navigato. Ma dovevamo farlo.

WASP ha nel suo team Dennis Patella, un grande innovatore, pronto a sventrare il Marlin (il programma che controlla le stampanti) e a ricomporlo ad arte. La sfida era davvero ardua, come quelle che più ci piacciono: un processore RISC da 32 bit e 82 milioni di operazioni al secondo, per un totale di 2624 milioni di operazioni al secondo può fare quello che fanno 10 processori vecchio modello. Il lavoro da fare è grande: questi processori vengono alimentati a 3 volt per evitare surriscaldamenti e sprechi di energia, quindi devono essere ridimensionati i driver dei motori, i mosfet di controllo delle periferiche e i riferimenti dei comparatori analogico-digitali.

Ma quando il gioco si fa duro un Wasper non si tira indietro, anzi, è sul campo di battaglia che dà il meglio di sé. Così Dennis, Roberto e Massimo hanno ridisegnato la scheda e l’hanno montata su di una scattante Delta 20 40. Come era già avvenuto per Resurrection System, la ricerca era indirizzata a risolvere problemi sorti dalla BigDelta per riversarsi poi sulle stampanti solide commerciali di taglia relativamente più piccola.

La DeltaWASP 20 40, scattante e robusta com'è, ha fatto propria la potenza di calcolo della nuova scheda, stupendo tutti: la stampa procedeva a una velocità inimmaginabile e si muoveva in modo preoccupante, tutti noi ci chiedevamo silenziosamente se avrebbe retto o sarebbe esplosa.

La battaglia fra meccanica ed elettronica era in atto: aumentava la velocità, l'accelerazione cresceva del 150%, 200%, 300%, 400%, 500%... dai 3.000 mm/s² ai quali eravamo abituati a 5.000, 10.000, 20.000 mm/s².

La DeltaWASP 20 40 gestisce milioni di dati al secondo e li esegue alla perfezione, senza battere ciglio, o meglio, senza perdere passi. Sembra battere le ali e prendere il volo.

Gli elastici verdi che contraddistinguono il nostro estrusore sospeso vibrano, si stenta a scorgere l’estrusore stesso. E’ la struttura della DeltaWASP e in particolare la caratteristica dell’estrusore sospeso (protetto da Creative Commons) a consentire un risultato del genere. Velocità di movimento fino a 1000 mm/s e accelerazione fino a 20.000 mm/s². L'entusiasmo sale alle stelle, quando ci rendiamo conto che è una delle stampanti più veloci al mondo, anzi, forse è la più veloce.

COMUNICATO STAMPA
 LA DELTAWASP DIVENTA TURBO
E si candida ad essere la più veloce al mondo
Al 3D Print Hub di Milano, WASP presenterà la DeltaWASP 20 40 versione Turbo. Già tra le più veloci stampanti disponibili, questo modello è il primo a toccare i 1000 mm/s.
Il gruppo, che sta continuando la propria ricerca e progettazione sulla BigDelta (la stampante alta diversi metri per realizzare case con materiale a km. 0) si è trovato di fronte alla necessità di una scheda più potente per muovere i bracci del motore con una velocità adeguata e con una fluidità maggiore. Da questa esigenza è partito il nuovo progetto di WASP: la modifica del programma che controlla le stampanti (il Marlin), per poter gestire una scheda ridisegnata con un processore RISC da 32 bit e 82 milioni di operazioni al secondo.
“Nel mondo dell’open source non abbiamo trovato schede più potenti: tutti i firmware sono scritti per Arduino Mega. Questo ci ha costretti a fare un profondo lavoro di 'scoperta e sviluppo' che condividiamo in open source per ricambiare le preziose conoscenze che ci sono state donate dalla comunità fino ad ora” racconta Massimo Moretti, fondatore di WASP.
I Waspers hanno provato la scheda “potenziata” su una delle stampanti solide, la DeltaWASP 20 40. Il risultato è stato incredibile: con l’implementazione Turbo, ora la macchina può arrivare fino a 1000 mm/s, candidandosi ad essere la stampante FFF più veloce al mondo. Grazie alle caratteristiche della Delta, tra cui l’estrusore ammortizzato, l'esclusivo disegno delle guide integrate nella struttura e il raffreddamento a turbina e flusso convogliato che la contraddistinguono, la precisione rimane invariata.
Le scoperte in casa WASP sono praticamente mensili. Come sempre il gruppo reinveste in ricerca la quasi totalità del ricavato delle proprie vendite. Un’eccellenza italiana quella di WASP, che contribuisce attivamente alla condivisione della conoscenza e alla diffusione di strumenti accessibili ai più, con l’intento di consentire, attraverso la stampa 3D, di avviare una vera e propria produzione.
L’invito è a Milano, 5, 6, 7 marzo, per vedere all'opera la velocissima stampante tutta italiana di WASP.
Info: www.wasproject.it

Bowden Sospeso di WASP

Alla MakerFaire 2013 abbiamo presentato la nostra innovazione sul Bowden della linea Delta Family, il Bowden è sospeso!!

Cosa significa? la possibilità di scaricare l'inerzia sugli elastici di sospensione, e in questo modo migliorare esponenzialmente la qualità e la velocità di stampa.

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Licenza Creative Commons

Ci teniamo a dichiarare il Bowden Sospeso di WASP protetto da Creative Commons.

Rivendichiamo questa innovazione tecnologica, un progetto di utilità, WASP sostiene la condivisione delle conoscenze. Confidiamo nelle regole non scritte ma universalmente condivise del mondo Makers. Il tipo di approccio che più si avvicina al nostro sentire è quindi Creative Commons, che prevede la pubblicazione delle conscenze con una limitazione dello sfruttamento ad uso commerciale.

Ci piacerebbe che, nel caso venisse violata la regola del Creative Commons, la comunità proteggesse il nostro contributo.

Licenza Creative Commons

Bowden Sospeso diWASProject è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.


WASP mood / illustrazione

Giulia Romualdi wasproject

 

L'Illustratrice Giulia Romualdi per WASProject

Website -> http://giuliaromualdi.tumblr.com/


Eurochocolate / EXPO 2015 Cocoa & Chocolate Cluster

Here we are! Expo2015
Eurochocolate / EXPO 2015 Cocoa & Chocolate Cluster


Pensieri dal laboratorio WASP

Da 16.000 a 138.000 visualizzazioni in una notte sul nostro video con la Big Delta di 4 metri.

Il concept galoppa e schizza tra le connessioni del mondo. Alcuni pro, qualcuno contro, molti parlano come se tutto fosse già successo. Si animano discussioni, riflessioni.
Altri riservano il loro terreno perchè conosco la bellezza della abitazioni in terra cruda.
Telefonate. "Quanto tempo ci vorrà per avere una casa?"
Una signora si presenta come piccola risparmiatrice  "come posso esservi utile, posso fare qualcosa per questo progetto?".
Richieste internazionali, interesse, solidarietà.
Contemporaneamente "stamperete case con la pupù"? "che grossa idea stupida, chi vuole vivere in capanne di fango?"

Poco tempo fa questa era solo un'idea, sta prendendo forma. Niente sembra impossibile e tutto si rivela complesso e articolato. Si espande a macchia d'olio.

Noi del gruppo comunicazione siamo felici ma anche un pò spaventati, non lo nascondiamo. La portata è mondiale, apri il Pc e dentro c'è il mondo. Poi ti guardi intorno, un laboratorio, un team, Massa Lombarda. Niente di straordinario.
Ce la faremo? Siamo solo un gruppo di smanettoni pazzi, o il nostro approccio alla conoscenza può contribuire all'evoluzione?

Ogni giorno è più vero che il senso di possibilità che ci anima rivela un'approccio, fa di queste esperienza una missione.
Piccola o grande che sia non importa. Certamente catalizza, certamente crea. Ad oggi i frutti sono buoni e la direzione pare essere quella giusta.

Un piccolo traguardo diventa la conferma che il dubbio antecedente non aveva ragion d'essere. Una voce sottile ti dice, " ma allora si può fare".

Dalle nostre macchine nascono stupefacenti effetti collaterali, molti Waspers fanno cose belle, utili, interessanti.

La stampa 3D è la creazione per successione, per strati. Ogni strato non può esistere se una base solida non lo sostiene. Ogni forma deriva da un progetto, questo può essere più o meno sensato , l'autore è responsabile di fallimenti e successi.
L'ego è sepolto, perchè la stragrande maggioranza delle volte sbagli.

Ecco la metaforica chiave di lettura, ecco forse perchè si fa un gran vociare di quello che sta accadendo.
Ecco la risposta ruggente della nostra epoca.
Siamo fieri di esserci perchè ognuno ha la sua rivoluzione e questa è la nostra.

Ci chiamano Makers ma noi ci riconosciamo dal modo di fare, ancora prima dal modo di pensare .  Si Scavalcano i titoli, le età, le posizioni, le lingue.

Tutti noi, continuiamo a darci dentro.

Speriamo di non avervi annoiato troppo
Best regards Vespe.

WASP Team

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Le immagini utilizzate da www.associazionearterra.it mica male una casetta così....


Robot Composito Snodabile, stampa 3d con Delta WASP 2040

Designed by Stefano Valle
Stampato con Delta 2040
Materiali: ABS, Nylon, PLA.
Made by Fabula

Il Robot è realizzato in parti, successivamente assemblate e con inserti snodabili. Ogni elemento è stato realizzato utilizzando la stampa 3d.
Il prototitpo sarà utilizzato ( insieme ad altri )  in una discussione per una tesi di laurea su Stampa 3D FDM all'Accademia di Belle Arti Santa Giulia Brescia.

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3D Printing Uomo Vitruviano

Thanks to Design for Craft
3d modeling from Fabio Severin
3D printing with DeltaWASP
layer 0.05mm

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Mettiti gli "Occhialini" / la stampa 3d in piccolo

Luca Occhialini di creazioni Malù disegna e stampa 3d.

Un interesse particolare alla post produzione dei pezzi stampati. Utilizza le sue creazioni per stampi in silicone e riproduce gli oggetti con colate di gesso. Ecco spiegata l'attenzione al dettaglio e la ricerca nella  finitura superficiale dell'oggetto.

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Gli oggetti non sono più grandi di 4/5 cm.

Grasshopper + Luca Occhialini +Power WASP EVO 1.75mm = stampe da urlo ;)

powerwasp_occhialini-9472Particolare di un'oggetto non levigato superficialmente, con layer di stampa a 0.05mm.

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Oggetto lavorato con carta vetrata fine.

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Voi waspers come lavorate i vostri pezzi?


TeoTronico, il robot pianista

Matteo Suzzi, titolare di Teotronica, racconta come ha realizzato il suo robot TeoTronico con la stampante 3D Power WASP e come questa tecnologia gli abbia cambiato il modo di realizzare i suoi prodotti.

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BigDelta 6 metri - scelte, percorsi, evoluzioni della stampa 3D

 

Una stampante per edilizia deve essere trasportabile e a basso consumo di energia, ognuna di queste caratteristiche richiede delle soluzioni tecniche specifiche.
La trasportabilità implica che il materiale sia leggero e che la macchina possa essere tarata in base alle caratteristiche del territorio. La questione del consumo di energia è determinante perchè in vaste aree del pianeta manca l'elettricità. Il nostro obiettivo è infatti costruire case a km 0, se immaginiamo un villaggio dell'Africa Centrale dovremo essere in grado di utilizzare energie rinnovabili come il sole, il vento e l'acqua.

La stampante che abbiamo immaginato sta prendendo forme sempre più definite. Quella che abbiamo portato a Roma e Bologna può sembrare una stampante molto semplice, ma è proprio in questo che troviamo le caratteristiche necessarie per definirla un buon risultato. Tutti i buoni progetti sono semplici una volta finiti, la difficoltà è proprio la semplificazione del progetto.

Esistono stampanti più grandi della nostra BigDelta, ma non sono trasportabili e consumano quantitativi enormi di energia, con un tipo di sviluppo e concezione completamente diversi.
La BigDelta è stata progettata per essere montata da tre persone nel giro di un'ora, e,  al momento stiamo lavorando affinché sia sufficiente una persona sola.
Il progetto non è la stampante, è il processo. Ciò che ci interessa sviluppare è una macchina in grado di stampare case con materiali reperiti sul territorio, che sia adattabile a qualsiasi tipo di contesto ambientale, trasportabile e assemblabile facilmente, che richieda il minor quantitativo di energia possibile o meglio, che sia in grado di autoalimentarsi.

Abbiamo scelto da tempo l'approccio delta proprio perché i tre assi verticali consentono bassi consumi energetici, quello che si muove è solo l'estrusore. Se avessimo costruito una stampante a portale come è stato fatto in Cina e negli Stati Uniti avremmo dovuto muovere una macchina con un peso che potrebbe arrivare a dieci o quindici quintali. Il nostro estrusore può arrivare al massimo a settanta kg, per questa ragione parliamo di un consumo ridotto a meno di un decimo, dieci volte più efficienza e funzionalità.

In questo momento il fabbisogno di energia della BigDelta è di circa 300 watt, perfettamente gestibile con una batteria e pochi metri quadri di pannelli solari. Per questo motivo dichiariamo che lo sviluppo del progetto è perfettamente in linea con l'idea di partenza: una stampante che estrude materiale a km 0 e si alimenta di sole, vento e acqua.

stampante 3d gigante

 

L'estrusore è stata una delle parti più complesse da progettare ed è in continuo sviluppo: attualmente è composto da una pompa peristaltica appositamente modificata per questo sistema. La difficoltà in questo momento è ancora legata all'alimentazione: gli attriti dell'impasto all'interno del tubo richiedono un quantitativo di energia maggiore di quello impiegato dai bracci per muoversi. In questo momento è più oneroso spingere il materiale fino all'estrusore che stampare, questo spreco è per noi inaccettabile. Per questa ragione ci stiamo nuovamente ispirando alla vespa vasaia, che deposita direttamente il materiale. Occorre un approccio economico e naturale. Il nuovo estrusore avrà un serbatoio che conterrà circa 50 kg di materiale, poichè abbiamo verificato che questo è il peso che i bracci riescono a sostenere agevolmente, e lo depositerà direttamente, senza l'impiego di tubi di trasporto.
Progetteremo la macchina affinché una volta finito l'impasto nel serbatoio ne recuperi altro, proprio come la vespa vasaia.

Tutto questo implica però un cambiamento del firmware, il software di controllo macchina. Tutte le stampanti solide realizzate fino ad ora si fermano nel caso in cui la stampa vada male, viene quindi perduta. Assieme al nostro collaboratore Dennis Patella abbiamo quindi sviluppato un nuovo firmware che permette di interrompere la stampa in qualsiasi momento, spegnere la macchina e riprendere la procedura da dove la si era lasciata. Nessuna stampante al mondo ha questa funzione, che abbiamo sviluppato appositamente per le nostre case a km 0 ma che è stata applicata a tutte le nostre stampanti professionali. L'abbiamo chiamata Resurrection. Non si tratta di mettere in pausa la macchina ma di staccarne addirittura l'alimentazione, questo è determinante: se un cantiere perdesse le coordinate di stampa il lavoro svolto fino a quel punto sarebbe perso. Questa funzione è già stata implementata sulla nostra BigDelta, nella versione da 4 e 6 metri.

 

Come dicevamo, abbiamo capito che l'estrusore con pompa peristaltica non è adatto alla stampa di case proprio per l'eccessivo impiego di energia. Nonostante questo, durante il Saie di Bologna, una delle maggiori fiere nazionali di edilizia, sono emersi altri utilizzi. Le nostre BigDelta attuali, con area di stampa di 2x3 metri, possono essere impiegate nella costruzione di fontane, in interventi di restauro e nella realizzazione di capitelli ed altri elementi architettonici.
L'unione dello scanner e della stampa 3D potrebbe veramente aprire nuove possibilità operative nel mondo del restauro, stiamo dunque lavorando ad un estrusore per il cemento ad alta precisione da utilizzare con questo scopo, lo porteremo a Bari, è la nostra nuova sfida.
Del resto sulla strada per realizzare il nostro sogno non rimaniamo sordi o ciechi a quelle che sono le richieste del mercato, di persone e aziende. Crediamo nella tecnologia 3D, nel suo potenziale per ovviare a nuove e vecchie esigenze.

 

 


Resurrection System, una rivoluzione nella stampa 3D

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La volontà di costruire case ci ha reso indispensabile lo sviluppo di Resurrection

Un’evoluzione della funzione Stop e Salva. L’esigenza di fermare o di bloccare la stampa dei muri per poi riprenderla il giorno seguente nello stesso punto in cui l’avevamo lasciata, è stata la spinta per la creazione di questa nuova implementazione.

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E’ stato il nostro collaboratore Dennis Patella, un vero maker, a risolvere il problema del firmware per lo sviluppo della funzione Stop e Salva.

La logica è abbastanza semplice: le coordinate su cui si sta estrudendo vengono salvate su una SD card ed è da quelle stesse coordinate che la stampa prosegue quando riattivata. Il sistema si adatta perfettamente alle Delta perché il finecorsa delle macchine è posizionato in alto. Nelle stampanti comuni è in basso a sinistra, quindi l’estrusore “andando ad home” potrebbe urtare il pezzo. Il sistema salva le coordinate in un file che abbiamo denominato resurrection.g.

Abbiamo successivamente implementato la funzione anche per le stampanti tradizionali. E' sufficiente non fare la home della z ma solo x y.

E se salta la corrente elettrica in cantiere? Resurrection System è la risposta a questo problema

Per ovviare ad un inconveniente simile era necessaria una batteria tampone, in modo che staccando la corrente elettrica la funzione si attivasse automaticamente. Abbiamo interrotto la pista che alimenta l’Arduino con i 12 volt e abbiamo inserito un diodo e un condensatore da 10.000 µF (ovvero una piccola batteria). Dopo molte prove siamo arrivati a questa misura, non sapevamo qual era il tempo necessario per poter svolgere questa operazione. Dennis ha lavorato moltissimo sulla velocità di trasferimento e scrittura sulla SD card, rendendo il salvataggio istantaneo.

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Come funziona?

Il sistema è composto da un partitore resistivo su di un ingresso dell’Arduino, che legge la tensione presente sul partitore stesso e da una serie di righe di codice, per cui quando la tensione va sotto ad un certo livello l’Arduino esegue automaticamente la funzione Stop e Salva.

Se venisse staccata la spina elettrica, Arduino tenterebbe di svolgere la funzione Stop e Salva ma i motori della macchina, che assorbono molta corrente, gli impedirebbero di poterla portare a buon fine. Utilizzando invece un diodo in serie all’alimentazione del microprocessore abbiamo accantonato l’energia necessaria per portare a compimento il salvataggio.

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Se anche la tensione dovesse andare improvvisamente a zero, i motori non possono utilizzare l’energia immagazzinata in quel condensatore protetto dal diodo, una valvola che impedisce il passaggio di corrente nel senso opposto. Così, l’energia che è in quella piccola batteria è sufficiente per tenere in vita l’Arduino per il tempo necessario ad effettuare il salvataggio. Questa funzione è sorprendentemente efficace ed utile. Le applicazioni sono tantissime. Potrebbe salvare tutte quelle stampe, anche molto lunghe, che oggi vanno effettivamente perse. Non ci risulta che sia stata fatta una cosa simile prima d’ora. Nata dall’obiettivo di stampare case, Resurrection non è stata implementata solo sulla BigDelta ma su tutte le nostre stampanti.

Licenza Creative Commons

Ci teniamo a dichiarare Resurrection protetto da Creative Commons, chiunque quindi può replicarla sulle proprie schede: la rendiamo disponibile per tutti i Makers che intendono montarla sulla loro macchina. Condividiamo inoltre il firmware per chi ha i modelli WASP precedenti a questa funzione.

Rivendichiamo questa innovazione tecnologica, un progetto di utilità, caratterizzato da un microprocessore che appena alimentato accantona la piccola quantità di energia necessaria a salvare le coordinate dell’estrusore nel caso venisse a mancare l’alimentazione. Il microprocessore legge la tensione dell’alimentatore ed avvia la subroutine di salvataggio nel caso in cui l’alimentazione cada.

Resurrection è molto interessante, costituisce una vera e propria svolta nel panorama della stampa 3D, siamo quindi sicuri che farà gola a grandi realtà di questo settore. Ci sarebbero gli estremi per un brevetto di utilità ma WASP sostiene la condivisione delle conoscenze. Confidiamo nelle regole non scritte ma universalmente condivise del mondo Makers. Il tipo di approccio che più si avvicina al nostro sentire è quindi Creative Commons, che prevede la pubblicazione delle conscenze con una limitazione dello sfruttamento ad uso commerciale.

Ci piacerebbe che, nel caso venisse violata la regola del Creative Commons, la comunità proteggesse il nostro contributo.

Licenza Creative Commons

Resurrection System diWasproject è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.


Stampa 3D e produzione: i serbatoi di Tondo Garage

Le sinergie e le collaborazioni attivate dalle innumerevoli possibilità della stampa 3D si moltiplicano.
Oggi vi parliamo di Tondo Motor, un'officina di Ravenna nata dalla passione di Giovanni Gallo e Luigi Tondo, ex pilota e grande esperto di moto, e che nel 2011 si è lanciata in una nuova avventura: Tondo Garage, un'officina dove vengono progettate e realizzate moto speciali su richiesta. Quattro mesi fa i ragazzi di Tondo Garage ci hanno contattato per esplorare insieme la possibilità di realizzare serbatoi stampati. Invece che stampare i serbatoi abbiamo deciso di realizzare il modello da cui generare uno stampo in resina con cui avviare una vera e propria produzione.

Il processo è lineare: viene eseguito il rilievo della moto (in parte con uno scanner, in parte manualmente), in seguito si progetta il pezzo che viene poi stampato in 3D. Da qui nasce la base su cui viene realizzato uno stampo in resina, che servirà per avviare una vera e propria produzione.

La stampa 3D offre in questo caso la possibilità di realizzare un modello di partenza con un tempo minore ed una spesa molto più ridotta rispetto ai prototipi realizzati in lamiera, avviando poi una produzione in fibra di carbonio o in materiali più pregiati a partire da questo. La precisione e la rapidità di stampa consentono realmente di poter entrare realmente nel processo produttivo di un'azienda e di facilitare la reazione di un progetto con caratteristiche anche molto particolari come quelle di un prodotto customizzato.

I professionisti di Tondo Motor sono sperimentatori e appassionati, percorrono nuove strade per avvicinarsi con sempre più facilità alle richieste dei loro clienti mantenendo una matrice fortemente artigianale sul proprio lavoro.

photo by Tondo Garage


Dal Washington Post alle 17.302 condivisioni di I fucking love science!

 

 

 

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Qui l'articolo di I fucking love science

Schermata 2014-10-20 alle 11.35.14Qui l'articolo del Washington Post


WASP al SAIE Bologna

Siamo stati al Saie, una delle maggiori fiere italiane per i sistemi avanzati nel mondo dell’edilizia. E’ la prima volta che partecipiamo ad una fiera di settore di questo tipo, nonostante il nostro sia un progetto di ricerca a tutti gli effetti edile.
Negli anni precedenti non eravamo pronti, la strada è stata dall’ideazione al progetto, fino al prototipo, per giungere poi ai primi tentativi di stampa 1:1 veri e propri degli ultimi mesi.

La nostra GigaDelta alta 4 metri era alla sua terza uscita pubblica e non si presentava più ad una platea di sognatori ma ad una di esperti del settore delle costruzioni, volevamo proporre a chi erige case da decenni il nostro progetto di una dimora con costo tendente a zero. Di fronte al pragmatismo di un contesto simile non potevamo permetterci nessuna leggerezza.

Abbiamo organizzato lo spazio che avevamo a disposizione in tre isole: nella prima, in cui stampavamo materiali polimerici con le Delta, abbiamo realizzato plastici di palazzi, grattacieli e monumenti storici per dimostrare l'efficacia della stampa 3D nella prototipazione.
Un uso adatto ad architetti, designer, ingegneri ed imprese edili che intendono mostrare al cliente un modello del progetto.

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La seconda isola era dedicata alla stampa di porcellana, sicuramente difficile da inserire all’interno della fiera. Ci sembrava però così bello, chiaro ed esplicativo mostrare la stampa ceramica, che abbiamo deciso di portare anche gli estrusori per i materiali argillosi con noi.
La sera prima della partenza ci è tornato in mente un progetto che ci avevano sottoposto gli amici di Artificio Digiale. Si trattava di moduli abitativi progettati per essere stampati in 3D.
L’intuizione è stata che la porcellana, depositata con un’alta velocità di stampa e quindi senza la possibilità di essicarsi, ci avrebbe dato l’opportunità di verificare eventuali punti di collasso meglio di qualsiasi computer o calcolo.
Non sapevamo se i modelli sarebbero stati funzionali per la stampa, abbiamo deciso di utilizzare quindi la porcellana per fare una simulazione di costruzione. Con una velocità molto alta è davvero possibile valutare il limite della possibilità di collasso, è un'ottima metodologia per l’analisi di un progetto.
I moduli erano stati pensati per la stampa 3D ed in maniera adeguata, perché abbiamo realizzato prototipi perfetti.

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La terza isola era dedicata alla nostra BigDelta: a pochi km da casa abbiamo deciso di trasportare giorno dopo giorno i quintali di materiale necessari per metterla in funzione nei quattro giorni della fiera. Per una questione di logistica abbiamo estruso un impasto di argilla, acqua e sabbia.
La BigDelta ha attirato tantissimo interesse, non era però la mera curiosità verso qualcosa di mai visto: buona parte degli addetti ai lavori vedevano nella nostra stampante una nuova modalità produttiva estremamente funzionale per le loro necessità.
Qualcuno ci ha chiesto una stampante per realizzare fontane, panchine e moduli edili, abbiamo ricevuto perfino una proposta per il restauro di capitelli e fregi.
Grazie al confronto con esperti del settore edile siamo tornati a casa con la consapevolezza dell’enorme campo d’azione in cui possiamo muoverci ed un nuovo obiettivo: realizzare un estrusore preciso come quello per la porcellana ma in grado di agire su grandi dimensioni, da impiegare per il restauro.

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Finita la fiera ci siamo ritrovati con un muretto alto poco più di mezzo metro che pesava circa 10 quintali e che avremmo dovuto portare a casa. Composto da argilla, acqua e sabbia, era quanto avevamo prodotto negli ultimi 3 giorni di fiera.
Mentre smontavamo ci è venuta l’idea di provare se il muretto avrebbe potuto reggere un piano, sebbene non fosse ancora secco: presa una tavola, Massimo (110kg), Nicola (80 kg) e Sebastiano (90 kg) ci sono saliti sopra. L’argilla era ancora fresca ma non si è minimamente deformata.
Come sempre gli incontri hanno attivato idee e collaborazioni, siamo tornati a casa felici, sapendo che si, si può fare.IMG_0700

 


RaspiBO e Power WASP

Il professor Davoli è un guru dell’open source e fondatore dei RaspiBO, un gruppo di appassionati di informatica, elettronica, meccanica ed arti che porta avanti progetti di ricerca e sviluppo comuni. Il gruppo è stato tra i primi acquirenti della Power WASP e l’ha interpretata nella maniera migliore, integrandola, personalizzandola e condividendo le ricerche fatte.

I RaspiBO hanno utilizzato la fresa Power WASP per realizzare circuiti stampati in maniera veloce e intuitiva.
Un altro progetto realizzato è un sistema di rilevamento dati con un tastatore 3D estremamente preciso che individua e comunica le coordinate spaziali di un oggetto. E' un sistema di reverse-engineering con una tecnologia avanzatissima autoprodotto,  se acquistato sarebbe costato migliaia di euro. Questo strumento consente di riprodurre al centesimo di millimetro i particolari di un modello.

Un altro progetto con cui i Raspibo hanno implementato la nostra stampante è il taglio laser, che consente di incidere, tagliare e scrivere su diversi materiali. Hanno utilizzato l'utensile fresa della Power WASP per realizzare il supporto su cui il laser stesso è collocato.

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Tutto questo lavoro, di cui RaspiBO ha messo a disposizione coordinate e conoscenze, è stato realizzato su piattaforma Power WASP. Consigliamo a tutti i Waspers di seguire il gruppo bolognese di makers, oltre che per la validità dei loro progetti, per il bellissimo spirito con cui sono aperti ad accogliere nuovi arrivati, condividere le informazioni e far circolare le competenze.  Si riuniscono con una scadenza almeno bimensile per serate dedicate allo sviluppo ed alla presentazione di nuove idee. Chiamano questi incontri il non-corso, per sottolineare come non siano lezioni ma momenti di scambio.

Abbiamo chiesto a RaspiBO di personalizzare una stampante anche per noi, realizzando un tastatore per la Delta. Quando volevamo ricompensarli ci hanno proposto di contraccambiare con un upgrade della Power WASP che hanno acquistato anni fa. Non hanno accettato uno scambio monetario, i RaspiBo fanno girare conoscenze con entusiasmo, apertura e competenza. Sono dei veri Makers.
I progetti realizzati dal pofessor Davoli e il suo gruppo sono diffusi con una licenza Creative Commons che consente a chi voglia di utilizzarli e modificarli, a patto di citarne la fonte e di rilasciarli  secondo le stesse condizioni scelte dall'autore originale.

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Se siete interessati partecipare alle loro discussioni, hanno aperto un social network apposito. Se invece vi piacerebbe ricevere informazioni riguardo alle iniziative di RaspiBo potete iscrivervi alla newsletter.


Stampa ceramica ad alta precisione, è la novità a Parigi

Torniamo da Parigi stanchi ma felici.
Questa trasferta di WASP è stata una conferma del lavoro fatto: abbiamo portato al 3D Printing Show Paris i nostri nuovi estrusori per l'argilla, che instancabili hanno stampato con una precisione altissima ininterrottamente e senza alcun intoppo.
I nostri estrusori ceramici sono stati tra le più grandi novità della fiera, ci ha reso molto contenti di ricevere ripetutamente le visite di altri produttori di stampanti ed essere trasmessi in prima serata su uno dei canali nazionali francesi.
Ciò che ci ha reso davvero fieri però, è stato toccare con mano l'interesse reale verso la stampa ceramica, la comprensione da parte di diverse realtà e persone di quella che potrebbe essere una vera e propria rivoluzione produttiva. Abbiamo fatto fatica a portare a casa gli estrusori e a non venderli a chi ce li chiedeva, ma ci serviranno tra qualche giorno per il Saie di Bologna.
L'incontro più bello, quello con un'associazione onlus che si occupa di creare centri di produzione artigianale avanzata in diversi Paesi in Via di Sviluppo, affiancando giovani ad artigiani del luogo. Di fronte alle nostre macchine che stampavano porcellana hanno colto una soluzione per il loro lavoro, una modalità di produzione semplice e a basso costo, un incontro tra innovazione e tradizione.
Lavoriamo affinché la stampa 3D sia un mezzo per migliorare la qualità della vita e ci sia una diffusione di conoscenze e benessere, ringraziamo chiunque ci dia la possibilità di fare sì che questo accada per davvero.

 

I sogni condivisi diventano realtà, ancora. Bzzzzzzz...


Evoluzioni di stampa ceramica

E' da qualche mese che stampiamo argilla con un estrusore a pressione. Il bello dell'argilla è che è un materiale che si può rimpastare, riutilizzare, lavorare anche dopo la stampa, e, come abbiamo già ribadito, consente al pezzo di avere un valore di mercato e un uso nel quotidiano.
L'estrusore a pressione non consentiva però di interrompere il flusso, così ne abbiamo elaborato un altro: lavora con una coclea, che potrebbe essere il corrispettivo del tirafili utilizzato con il PLA, e della stampa di materiali plastici conserva le modalità di retrazione, interruzione e gestione del deposito di micro-quantità di materiale.

Ci stiamo preparando a Parigi, per questa ragione abbiamo pensato di stampare il busto di Napoleone con il nuovo estrusore per la stampa ceramica, che può arrivare fino a 0,35 mm. I primi risultati di stampa ottenuti ci avevano esaltati, ma nel corso della settimana ci siamo accorti che erano solo un buon punto di partenza per una serie di miglioramenti progressivi, veloci. Potete vedere nelle foto sottostanti la differenza tra il primo busto stampato e l'ultimo. A separare i due, solo qualche giorno e tanto lavoro.

Napoleone diceva "Ogni giorno perso è una possibilità di sventura per il futuro". Era famoso per la sua velocità, si muoveva continuamente, anche quando sembrava che fosse inutile. Giocare d'anticipo era la sua qualità, che sentiamo un pò nostra. L'estrusore a pressione che abbiamo portato ad Argillà era una novità, ma non ci siamo fermati e a Parigi esordiremo con il nuovo.

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In foto vediamo la prima stampa della testa dell'imperatore, in cui l'impasto era troppo fluido e rimaneva attaccato all'ago. Nonostante questo la corona d'alloro era chiusa sul davanti ed eravamo felici dei risultati ottenuti. La seconda foto è quella dell'ultima stampa. Dopo aver modificato il cuscinetto reggi-spinta e il passo della vite, nonchè la camera di passaggio del materiale e l'impasto abbiamo raggiunto risultati straordinariamente precisi. Tra l'una e l'altra, appunto, è trascorsa una settimana.

E' evidente che chiunque, con uno scanner da pochi centinaia di euro e il sistema WASP di estrusione per la ceramica può realizzare in poche ore busti (o tanto altro). Il processo che abbiamo messo a punto costituisce una possibilità di occupazione concreta, è un tassello importante nel nostro obiettivo di dare opportunità di lavoro.

L'entusiasmo rimane alto, come anche la curiosità e il senso di sfida.

Stay tuned!

Bzzzz

 

Ecco alcune foto delle stampe ceramiche e i video:

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Arte ceramica e stampa 3d si fondono nelle nostre sperimentazioni

Una raccolta fotografica di WASP che illustra con le immagini più significative questa insolita ed affascinante relazione. I materiali alternativi per la stampa 3d e l'utilizzo di impasti argillosi caratterizzano la nostra ricerca che evolvendosi verso dimensioni sempre più grandi crea risultati di nicchia, di passaggio in passaggio.

In questo percorso si incontrato e si collegano energie da tutto il mondo. Ecco la sinergia dei mastri che si riuniscono nell'innovazione.

Tra quelli in foto potete vedere alcuni pezzi ideati dall'artista inglese Jonathan Keep modulando suoni ambientali e realizzati in diretta con una DeltaWASP. Un incontro fortunato quello con Ivo Sassi, maestro ceramista di fama internazionale, che, appassionatosi al nostro lavoro, ha voluto dipingere e cuocere i pezzi.

La stampa 3D offre possibilità espressive e soluzioni inedite alla creatività di grandi artisti.

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.stl and .gcode from Jonathan Keep  / 3d printing by Wasproject / material: white clay / painted and fired by Ivo Sassi 3dprintingclay12

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.stl and .gcode from Jonathan Keep  / 3d printing by Wasproject / material: white clay / painted and fired by Ivo Sassi / wet object heigth 68 cm 3dprintingclay7

.stl from thingiverse / 3d print Wasproject/ material: polcelain / painted and fired by Jacopo Vitali 3dprintingclay20


Dopo la Maker Faire. Cose che abbiamo capito

In un ambito come il nostro, dove ci si confronta con il lavoro degli altri quasi sempre virtualmente, è bellissimo poter incontrare dei volti, stringere mani, guardarsi intorno e non metaforicamente.La Maker Faire per WASP è anche questo.

Ma non solo: la Maker Faire quest’anno è stata l’occasione per sperimentare cosa significa trasportare una stampante gigante con i quintali di materiale che servono ad alimentarla e provare l’emozione di stampare un muro in diretta di fronte a migliaia di persone stupite.

Abbiamo constatato che il nostro stand non era solo quello che ci si aspetta di vedere se si pensa alla stampa 3D: c’era argilla, una costruzione gigante di terra e sabbia, una macchina che oltre che stampare fresa e la Delta Open, completamente open source e semplicissima da montare, alla portata di tutti. Un’infinità di possibilità espressive.
Così abbiamo immaginato che un negozio WASP non venderebbe solo stampanti ma processi.

 

I sogni condivisi prendono forma, indipendentemente dalle capacità economiche e dalle difficoltà, questo l’abbiamo sempre creduto e pensato. Ma non lo sapevamo prima di provarci, e se ora ne siamo sicuri è grazie a voi Waspers, a chiunque ci supporti.
Grazie alla facce stupite di grandi e piccoli che abbiamo incontrato e che hanno rinnovato il nostro entusiasmo.

Come ben sappiamo ogni arrivo è una partenza e siamo già in viaggio verso nuove mete.

 

Stay tuned.


Delta Open, al cuore della condivisione

Nasciamo dall’open source, siamo un’azienda in equilibrio tra quello che è il mercato, la produzione artigianale e quella industriale e rimaniamo fedeli alla nostra matrice: siamo un progetto open, si gioca sul filo dell’impossibile, portiamo avanti la nostra azienda con questi principi.
La Delta Open nasce in questo clima di condivisione, nella prospettiva di produrre una tecnologia a cui tutti possano avere libero accesso.

La macchina ha un’alta stabilità nel tempo, non richiede particolari accorgimenti o manutenzioni, si colloca in una fascia di prezzo tra i 500 e i 1000 euro con un estrusore che è derivato da quello professionale: questo la rende il prodotto ideale per hobbisti e appassionati, per le scuole e per chi intende vendere un corso di formazione comprensivo di stampante. Per tutti coloro che desiderano entrare nel mondo della stampa 3D.

Il legno della struttura è di betulla fenolica, utilizzato nel  settore navale per la sua resistenza agli agenti atmosferici e alle deformazioni meccaniche. Un legno che ha le caratteristiche di un materiale avanzato.
Da certi punti di vista potrebbe quasi fare concorrenza alle stampanti professionali che produciamo, sebbene si riferisca ad un target diverso, è una entry level in cui la semplicità e la qualità viaggiano di pari passo.
Delta Open è per WASP un prodotto molto importante proprio perché ci consente di comunicare e raggiungere un ampio numero di persone e situazioni.

La stampante viene venduta in kit di montaggio, l’assemblaggio è reso particolarmente semplice dalla meccanica essenziale della macchina, composta da 3 assi modulari  identici, che quindi necessitano per essere assemblati della stessa procedura. Durante la Maker Faire monteremo alcune Delta Open a diversi orari della giornata, reperibili sul programma di WASP, in modo che chiunque voglia venire ad assistere possa constatare coi propri occhi quanto sia semplice.

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Comunicato stampa WASP per la Maker Faire Roma

STAMPARE CASE NON E' PIU' SOLO UN SOGNO

Alla Maker Faire il gruppo WASP mostrerà

una gigantesca stampante 3D all'opera

Appena due anni fa WASP annunciò il suo progetto: stampare case con materiali a km. 0 trovando soluzioni legate a ogni territorio, con costi minimi per risolvere il problema della casa nel mondo. Poteva sembrare un'utopia ma WASP è in grado di coronare il suo sogno e lo dimostrerà alla Maker Faire di Roma, dove il gruppo di Massa Lombarda (Ravenna) tornerà il 3, 4 e 5 ottobre prossimi.

WASP ha costruito una stampante 3D alta 6 metri per realizzare costruzioni in argilla ed è già un prodotto commerciale. “Per motivi pratici porteremo a Roma una versione alta 4 metri – spiega Massimo Moretti, artigiano e anima di WASP -. Stamperemo un impasto di argilla e sabbia. Una casa si costruisce in settimane mentre alla Maker Faire avremo solo due giorni, quindi le dimensioni saranno diverse. Ma la stampata e i sistemi di estrusione, gli impasti e i materiali sono già testati e funzionanti”. Vedere all'opera questa gigantesca stampante sarà per i visitatori della fiera un'esperienza emozionante e unica.

Fiducia in se stessi, innovazione e ricerca caratterizzano WASP. Il progetto si autofinanzia diffondendo le tecnologie e le conoscenze per cambiare l’approccio al lavoro, cioè creandolo. La linea di stampanti 3D per materiali polimerici, tra le più veloci e precise al mondo, consente a WASP di alimentare la ricerca, mettendosi a servizio della piccola e media impresa per quanto riguarda la prototipazione rapida.

“Abbiamo un traguardo grande, e lavoriamo quotidianamente nel piccolo per raggiungerlo – prosegue Moretti -. Questa strada ci consente di trovare sempre nuovi sbocchi. Abbiamo creato i primi estrusori commerciabili per argilla, ceramica e porcellana, per dare la possibilità di produrre oggetti che abbiano una funzionalità e un valore di mercato. Grazie alla stampa in argilla è possibile consentire alle persone un’autoproduzione reale di pezzi che siano quindi di uso pratico oltre che vendibili. Il lavoro e il progresso sono i cardini del nostro pensiero conclude Moretti -. Del resto, WASP è l’acronimo di World Advanced Saving Project”.

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Non perdere lo spettacolo, ci trovi alla tensostruttura B, stand 9-10-101 #MFR14


DeltaWASP 40 70 - Veloce e precisa su piccole e grandi stampe

Wasp punta a dimensioni estremamente grandi ma si confronta continuamente anche con dimensioni infinitamente piccole (pezzi fino a 2 mm), perché proprio la dimensione appunto è una delle variabili che apre nuove possibilità di lavoro.

La nostra propensione a dare risposte reali ci porta a cercare soluzioni tecniche per avvicinarci al mondo dell’artigianato e alle piccole e medie imprese che necessitano di fare prototipi, ma non solo: con la Delta 40 70 è possibile realizzare una vera e propria produzione. E’ inevitabile pensare che con questa stampante si potrebbe realizzare manichini, prodotti di illuminotecnica in porcellana e ceramica, scenografie, oggettistica e stoviglie, per fare un esempio.

Grazie all’estrusore 1.75 è possibile stampare dal micorscopico al macroscopico con la stessa macchina. La stampa 3D dona da questo punto di vista vere e proprie speranze, chiunque può dare forma alle proprie idee ed eventualmente inventare addirittura la propria professione.

La dimensione è un tema che apre le porte a nuove applicazioni che se oggi sembrano di confine domani diverranno sicuramente realtà.

 

In questo momento Nicola Samorì, artista di fama internazionale, sta realizzando la sua seconda opera con una delle nostre Delta 40 70. Sarà una statua alta circa 2,50 metri in cui la leggerezza del materiale crea una sorta di cortocircuito percettivo rispetto alle dimensioni dell’opera. Ecco quindi una nuova frontiera dell’arte nascere da una nuova tecnologia, un ventaglio di possibilità inedite si apre davanti a noi.

 

A breve un articolo sul nuovo lavoro Nicola Samorì, seguiteci!

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Questo pezzo è stato stampato con una Delta 40 70
con un filamento di PLA 1.75
ugello 0.7
tempo di stampa 8 ore.
Per chi volesse provare a riprodurlo ecco il nostro gcode ed il link a Thingiverse dal quale abbiamo preso il formato .stl

 

 

 


Dal progetto all'oggetto, gli artigiani digitali

La stampa 3D è legata a quella che potremmo definire la Quarta Rivoluzione Industriale perché fornisce a chi ha le adeguate conoscenze o la possibilità di venire in contatto con esse gli strumenti per trasformare un progetto in oggetto. In seguito all’avvento dell’industrializzazione le possibilità di produzione si sono concentrate nelle mani di pochi. Grazie alla stampante 3D il singolo torna ad avere la capacità di produrre ciò di cui necessita, questo approccio si può definire nuovo artigianato o artigianato digitale.

Purtroppo quella della stampante 3D non è ancora una soluzione effettiva ma solo una tendenza, e questo a causa dell’uso di materiali plastici che sono solo parzialmente funzionali nella vita quotidiana. I materiali non sono ancora adeguati alle forme che una stampante 3D è in grado di creare, un bellissimo vaso di PLA ha dei contenuti estetici che sono limitati dalla mancata funzionalità, non è in realtà commerciabile.

Wasp intende dare una spinta all’autoproduzione che sia reale e quindi sceglie di stampare con materiali che abbiano un utilizzo, che provengono dalla tradizione. Stampiamo con argilla e ceramica, ma stiamo sperimentando molto anche il metal clay. Questo è un passo vero verso il mondo dell’artigianato digitale, verso il mondo che vorremmo. Anche noi siamo partiti dalla stampa di PLA e materiali plastici, ma crediamo che il futuro sia nel valore di un materiale che sia spendibile nel quotidiano.

Per Wasp è importante portare avanti la causa dell’autoproduzione, inventiamo processi per sostenere lo sviluppo e il benessere delle persone. Ed è per questo che non produciamo solo stampanti ma la possibilità di fare realmente. Un oggetto, ma anche il cambiamento.

 

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Nella foto a sinistra una creazione in ceramica stampata in 3d di Jonathan Keep e a destra un vaso in PLA stampato con una DeltaWASP.


Il nuovo estrusore 1.75 mm. Come funziona? - Wasp vs Wasp

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Sono passati due secoli in due anni, dalle prime stampanti solide autoprodotte o prodotte da piccoli gruppi. Dalle prime Wasp, che erano sicuramente tra le più precise del momento ma che sono state superate con un’esperienza di stampa e una ricerca quotidiana.

Il cuore del cambiamento è l’estrusore. Massimo racconta che per migliorarlo si è immedesimato nella plastica. La temperatura deve essere perfetta, esattamente quella di fusione, se fosse troppo bassa non scioglierebbe il PLA, ma un eccesso di calore lo farebbe sgocciolare.

Un estrusore è composto da un tubo di supporto che ha un interno di teflon e una copertura di acciaio inox, il quale termina in una camera di fusione (meld chamber). L’acciaio del tubo è stato scelto proprio perché cattivo conduttore: il calore tende a salire dalla camera di fusione e rischia di sciogliere il filo di PLA prima del dovuto, quando è ancora all’interno del tubo di supporto. Per rimediare a questo inconveniente, nel vecchio estrusore, ”il 3 mm”, il passaggio del filo era più largo prima della meld chamber, in modo che se anche il filo si fosse allargato a causa del calore fuoriuscito, l’attrito non sarebbe stato eccessivo.

Abbiamo creato un nuovo estrusore, infinitamente più preciso. Diametro 1.75. Sono stati aggiunti dei baffi di rame lungo il tubo di sostegno, che disperdono il calore in eccesso della meld chamber. Inoltre c’è una ventola che area il tubo di supporto. In questo modo possiamo utilizzare fili di PLA molto più sottili, gestirli con maggiore esattezza. Sarà una delle novità presentate il 3,4 e 5 ottobre a Roma, alla Maker Fair. Ma le sorprese saranno tante.

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Tutto questo è stato possibile grazie a chi ci ha supportato dai primi passi, ed è per questo che per continuare a camminare insieme chi ha acquistato le stampanti fino ad ora può ottenere risultati del tutto nuovi cambiando semplicemente l’estrusore. In un’era dove ogni oggetto viene archiviato o gettato per essere sostituito da un nuovo modello a noi interessa fare in modo che il progresso sia sostenibile, che non ci siano sprechi, che le stampanti in circolazione continuino a funzionare sempre meglio. Per i veri pionieri invece, che possiedono i primissimi modelli, quelli senza display, ci saranno degli sconti sull’acquisto di una nuova stampante.

E un grazie a chi ci sostiene e ha creduto in noi, sempre.  Il progetto delle stampanti di piccola taglia è quello che ci finanzia nella costruzione del nostro sogno, quello di stampare case, che, come vedrete a breve, è più vicino che mai.

Nelle foto le stampe di dimensioni ridottissime che il nostro estrusore da 1.75 mm è in grado di realizzare…Wasp lancia una sfida,  a chiunque voglia provare a realizzare taglie così ridotte con una precisione simile utilizzando altre stampanti, vi inviamo volentieri i file!
ecco il link di dropbox dove scaricare i file
->https://www.dropbox.com/s/buvra2g3308sgq5/stl.zip?dl=0
Gli originali degli .stl qui contenuti sono stati scaricati da thingivese e successivamente ridimensionati.


3D-printers.ireviews.com definisce Power WASP EVO miglior stampante 3D del 2014

Una bellissima recensione quella di 3d-printers.ireviews.com, che si occupa di tenere aggiornati consumatori, appassionati e professionisti del settore sulle novità internazionali per quanto riguarda alcuni settori tecnologici, quali le stampanti 3Dscanner 3D, robot, droni e automobili elettriche.

Nell’articolo si parla della Power WASP EVO, che oltre a poter stampare argilla e materiali plastici è in grado di fresare sia l’alluminio che il legno con una precisione inedita e ad una notevole velocità.  Grazie alle sue teste intercambiabili le possibilità sono praticamente infinite. La testa a siringa è in grado di stampare non solo argilla, ma anche silicone, diversi tipi di gel, colla, addirittura cioccolata. Utilizzando filamenti plastici si può raggiungere una precisione fino a 0,05 mm con una velocità di 200 mm/sec. Possono essere utilizzati i filamenti più commerciali e facili da reperire come il PLA, PC, ABS, Nylon, PS, gomma e legno.

Il software per utilizzarla è reperibile sul nostro sito ed è compatibile con Windows XP, Vista, Mac OSX e Linux. Le nostre macchine sono in continuo miglioramento, la ricerca è quotidiana, infatti è già presente un estrusore molto più evoluto e preciso di quello trattato nella recensione, il quale può essere montato sulla Pawer WASP EVO senza problemi, dando risultati ancora migliori. Si tratta del nuovo estrusore 1.75 mm, che consente di usare filamenti molto più sottili e di depositare quindi il materiale in modo molto più controllato.

La redazione di 3D-printers.ireviews.com’s ci ha definiti la miglior stampante 3D sotto i 2.000 euro, la più versatile, precisa, veloce. Questo ci ha resi immensamente felici perché è ciò che guida la nostra ricerca è l’obiettivo di una democratizzazione delle conoscenze e delle possibilità, ci piacerebbe che le opportunità che una stampante 3D fossero alla portata di tutti.

Ecco l’articolo di 3D-printers.ireviews.com’s. Buona lettura!


Ad Argillà i pezzi più grandi del mondo stampati in 3D in argilla

 

Il progetto Wasp si è presentato nel 2012 con l’obiettivo di stampare case e questo condiziona tutta la nostra ricerca, in particolare quella sulle materie prime che di conseguenza saranno prevalentemente argille, cementi, materiali fluido-densi. La ricerca in questo campo è quasi nulla, specialmente per quanto riguarda l’ambito dell’open source. In particolare ci siamo dedicati alla soluzione dei problemi di estrusione e di cambio di stato, oltre alla velocità di stampa e al disegno si aggiungono infatti altre variabili, come la fluidità e l’impasto. Abbiamo sviluppato i primi estrusori commerciali per la ceramica e i materiali fluido-densi. Alla luce della nostra ricerca e dei risultati raggiunti è stato un invito molto gradito quello di Argillà, un festival che già alla sua quarta edizione è vetrina nazionale dell’arte ceramica, da poco conclusosi.

Gli organizzatori ci hanno offerto la possibilità di lavorare in quei giorni al fianco di Jonathan Keep, un artista inglese di fama internazionale, maestro ceramista che utilizza già da tempo la stampa 3D  per le proprie produzioni, partendo dai suoni dell’ambiente circostante, dal codice numerico nascosto sotteso ad ogni elemento naturale. Ovviamente il suo approccio innovativo e sensibile ad un’arte tanto antica ci ha immediatamente conquistati.

Prima del nostro incontro c’era stato un contatto telefonico durante il quale avevamo deciso di realizzare insieme alcuni pezzi di dimensioni importanti. La sperimentazione in diretta sul campo è tipica dell’approccio Wasp, non sapevamo che cosa saremmo riusciti a fare. A tal proposito sono stati molto importanti i contribuiti e i consigli dei maestri ceramisti presenti al festival che ci hanno enormemente arricchiti e aiutati, abbiamo avuto l’occasione di confrontarci con veri e propri guru della ceramica che conoscono migliaia di argille.

Tra i consigli che ci sono arrivati c’era anche l’uso della Chamot, una componente che si aggiunge solitamente ad alcuni impasti per renderli più magri, rendendo però impossibile la tornitura a mano.  L’estrusione della Chamot, perfetta per le stampanti 3D ci ha consentito di realizzare dei pezzi dello spessore di 2 mm alti fino a 70 cm, ed abbiamo ragione di pensare che siano i pezzi più grandi al mondo in argilla prodotti con una stampante 3D.

 

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.stl di Jonathan Keep, i rumori della piazza di Faenza germita di persone per Argillà si trasforma in oggetto. 

L’entusiasmo di Jonathan Keep è stato rigenerante, utilizzando le Delta Wasp (20X40, 40X60 e Big Delta)  per la stampa di argilla ha capito che con questo metodo è possibile una vera e propria produzione. Veloci e affidabili nella stampa ci danno la possibilità di realizzare grandi oggetti.
Ci ha molto colpiti la sua capacità e la sua attenzione, Keep era profondamente dentro al lavoro, e nonostante le difficoltà linguistiche lui e Massimo hanno lavorato fianco a fianco per giorni nella piena sintonia di due sensibilità affini e di un impegno profondo condiviso.

In un contesto quasi prettamente dedicato all’artigianato si è presentata l’occasione di discutere con persone dotate di una competenza decennale nella lavorazione dell’argilla e di incontrare i loro pareri sulla presenza di una stampante 3D in un ambito così legato all’arte e alla tradizione. All’approccio di chi viveva l’utilizzo di questa tecnologia come la fine dell’artigianato, si è contrapposto quello della maggior parte dei maestri ceramisti più storici che ne coglievano la possibilità di nuove capacità espressive.

Uno degli incontri più stimolanti è stato quello con Ivo Sassi, maestro ceramista attivo a Faenza già dagli anni ’50. L’artigiano è rimasto strabiliato dalla tecnologia delle Delta proprio per la sua possibilità di ovviare ad alcuni problemi tecnici tipici della lavorazione ceramica e di realizzare quindi opere molto grandi senza particolari rischi di collasso, rottura o esplosione in cottura.

“Dal punto di vista artistico è una cosa molto armoniosa”, nonostante i suoi quasi ottant’anni Sassi ha subito riconosciuto l’interesse che può suscitare la tecnica del 3D, chiedendoci di poter cuocere e smaltare le opere realizzate nei giorni del festival con Jonathan Keep.

Stiamo aspettando che si concluda il processo di essicazione per vedere e mostrarvi il risultato della mano di un grande maestro sulle nostre stampe.

Assieme a Keep siamo andati a trovare Sassi nel suo laboratorio, una splendida chiesa sconsacrata nel centro di Faenza, un luogo di bellezza. Quando Jonathan ha chiesto a Sassi come potesse realizzare opere tanto grandi a mano senza che si crepassero o collassassero la risposta del maestro è stata immediata: “Io sono la ceramica”.

Dalla tecnologia innovativa delle nostre Delta, la forma numerica e la cifra artistica di Keep e la tradizione dei maestri ceramisti i pezzi che potete vedere nelle foto.

Ecco il link per l’articolo di Artribune sulla nostra esperienza ad Argillà.

 

 


Arduino / Biennale Venezia

Ci siamo quasi... venerdì e sabato ci troverete in Biennale a Venezia nello spazio dedicato ad Arduino! Due Delta20x40 e una PowerWASP EVO stamperanno in 3D argilla e polimeri. Ringraziamo il team Arduino per averci selezionato!
Cosa raccontano dal blog arduino? ecco qui -> http://bit.ly/1ruLNJK


Mini Marcello 3D

Stampa 3D con Power WASP e nuovo estrusore 1.75 mm.
Altezza dell'oggetto: 8 mm
Materiale utilizzato: PLA
Ugello: 0.4 mm

Nonostante le piccolissime dimensioni dell'oggetto stampato scopriamo con stupore che tutti i dettagli sono apprezzabili, naso, orecchie, mento, capelli. La Power WASP continua ad evolversi!
Il Mini Marcello che vedete è stampato in 3D. Come abbiamo fatto a trasformare il nostro Marcello in mesh?
Tramite una scansione 3D di Solido3D :)

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Ma Marcello non è un personaggio mitologico! Esiste e fa parte del team WASP.
Ecco nella foto l'originale in carne e ossa, a fianco a lui una stampa 3D più grande.
Macro e Micro con un semplice "scala 3d" di rhino ;)

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Alta Precisione con Power WASP

La Power WASP continua ad evolversi: nuovo estrusore per filamenti di diametro 1.75 mm.
Implementabile per chi possiede le precedenti versioni e intercambiabile per chi vuole avere l'opportunità di stampare anche con filamento da 3 mm.
Alta precisione, massima definizione, spingiamo al limite la tecnologia FFF.

Seguono le foto dei risultati di stampa, i pezzi non sono stati puliti ne levigati superficialmente.

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DeltaWASP 60 100 - Grandi dimensioni

WASP  ama le taglie forti e questo è risaputo.

 

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DeltaWASP 60x100 Stampante 3D italiana di grandi dimensioni

 

Vi presentiamo oggi la nostra Delta 60x100, questa stampante è progettata e sviluppata all'interno del laboratori WASP.

Rientra nel gruppo delle più grandi stampanti 3d al mondo con tecnologia FFF.
Con un'altezza di 250cm e una larghezza di 117cm ha un'area con base di 600 mm per un'altezza di 1000 mm, completamente utilizzabile.

Nasce da una richiesta specifica e ci è stata commissionata per particolari esigenze di "taglia", questa macchina è indispensabile per la realizzazione di oggetti di grandissime dimensioni.

Entra a far parte della nostra Delta Family e la trovate da oggi sul sito di wasproject!

Le Delta ve le facciamo al "metro", quindi non esitate a fare richieste specifiche, ma ricordate che questo è il risultato di alcuni mesi di lavoro, ogni macchina viene creata da zero e ogni "taglia" implica differenti soluzioni e accorgimenti.

Ora la grande Delta è in viaggio verso la Svizzera pronta a stampare oggetti enormi.

 

Alcune foto:

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Bruno e un'oggetto stampato 3d di grandi dimensioni con DeltaWASP 60x100

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Nicola e un'oggetto stampato 3d di grandi dimensioni con DeltaWASP 60x100

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Andrea e il DeltaWASP 60x100 a stampa terminata


Pubblicazioni on line

Parlano di noi anche On-line su:

3ders.org

startupitalia.eu

 3dprint.com

lastampa.it

Su ted.com  citano le sperimentazioni svolte nsieme al team di ricerca di Bio-Logic workshop 

(beautiful TEDtalk by bioartist Heather Barnett ... and our [ +Co-de-iT   +Maurizio Montalti +Sonja Baeumel +Waag Society +WASP Team ] Bio-Logic workshop's results are featured into )