La DELTA WASP 3MT INDUSTRIAL al BURNING MAN nel Deserto del NEVADA

Con un mood che ricorda tantissimo Mad Max si svolge ogni anno dal 1991 presso Black Rock City, nel deserto del Nevada il Burning Man Festival. L’evento cardine da cui prende il nome la manifestazione è il grande falò di un imponente fantoccio di legno, tradizione che continua dal 1986, quando Larry Harvey e Jerry James, i fondatori del Festival, festeggiavano il solstizio d’estate bruciando un pupazzo alto circa 3 metri sulla Baker Beach di San Francisco. Lo spirito dell’evento è selvaggio ed è descritto dagli organizzatori come una sorta di “esperimento sociale“, dove ognuno può sentirsi libero di esprimere se stesso con esibizioni, balli, mostre e persino workshop.

Una delle particolarità del Festival è la presenza massiccia di veicoli mutanti, ovvero vetture trasformate nelle maniere più bizzarre e creative possibili e, cosa da non trascurare, il pagamento tramite la forma di scambio del baratto. Partecipare al Burning Man Festival è un’esperienza unica e piena di adrenalina, un’occasione per tirare fuori il nostro lato più autentico, senza costrizioni, limiti o regole.

Nel centro dell’area riservata al Festival viene costruita ogni anno una struttura che deve rispettare i Principi del Festival quali Civic Responsibility e Leaving No Trace e rappresenta il Burning Man Temple.

È uno dei luoghi più significativi del Burning Man festival, rappresenta un portale per la guarigione, la condivisione di esperienze emotive, la creazione di profondi legami con se stessi e gli altri e poi lo si brucia tutto nell'ultimo giorno.

Il tempio è un posto speciale per la comunità per pregare, guarire e liberare il dolore. È un luogo dove per piangere, insieme, per le nostre perdite, che si tratti di una persona amata o di una persona anziana. Il tempio aiuta a riflettere su queste emozioni e ti connette a tutti gli altri nei loro dolori e nelle loro speranze.

Al Burning Man Festival del 2018, il celebre architetto Arthur Mamou-Mani ha progettato e costruito il tempio Galaxia che celebrava la speranza nell'ignoto, nelle stelle, nei pianeti, nei buchi neri, nel movimento che ci unisce in vorticose galassie di sogni. Galaxia era formato da 20 capriate in legno che convergevano come una spirale verso un punto nel cielo. 

Le capriate triangolari formavano diversi percorsi verso uno spazio centrale terminante con un gigantesco mandala stampato in 3D, il cuore di Galaxia. I primi moduli di legno partivano abbastanza grandi da contenere piccole alcove in cui le persone potevano scrivere in pace i messaggi da bruciare con il tempio e poi mentre si percorreva il sentiero sotto Galaxia, i moduli di legno si sollevavano e diventavano più sottili verso il cielo al fine di raggiungere il mandala centrale.

Nel centro del cuore di Galaxia c’era un insieme di oggetti che cadevano da varie altezze dalla parte più alta del soffitto del tempio. Questi oggetti rappresentano le lacrime delle persone all’interno del tempio della guarigione dal dolore.  Questi oggetti sono stati stampati in 3D con materiali bio-plastici dalla DELTA WASP 3MT INDUSTRIAL con il software open source Silkworm per Grasshopper3D. 

3DPrinted Teardrop è il nome del singolo oggetto creato da WASP per Galaxia. Rappresentava le lacrime di tristezza e gioia che si condensavano in un movimento incandescente centrale e si elevavano verso il cielo mentre al di sotto di queste lacrime sospese vi era un’increspatura nel terreno, raffigurante la caduta prevista della lacrima.

La partnership con lo studio Arthur Mamou-Mani è una milestone per WASP che ha fondato WASP HUB Londra che collabora con lo studio alla creazione e produzione di pezzi in stampa 3D di varie dimensioni e vari materiali per progetti di respiro internazionale.

La stampante 3D DELTA WASP 3MT INDUSTRIAL da poco lanciata sul mercato nella sua nuova linea  INDUSTRIAL  4.0 è una stampante di nuova generazione con stampa chiusa di grandi dimensioni e una grande versatilità non solo di area di stampa ma anche di materiali. Oggi potenziata con un serbatoio pellet ad auto alimentazione e un potente estrusore per materiali tecnici e riciclati che contiene un sensore di fine pellet per una stampa ancora più affidabile ed always on.

stampante 3d industriale
Delta WASP 3MT INDUSTRIAL 4.0

Il Network dei WASP HUB nel mondo rappresentano delle operative dislocate che creano innovazione condividendo scoperte, progetti, processi, materiali e opportunità di lavoro con la rete. Un ambiente in cui realizzare oggetti utilizzabili in differenti aree di ricerca: CASA, ARTE E CULTURA, SALUTE, ARTIGIANATO DIGITALE, ENERGIA e CIBO. Un Network che abbraccia i valori di WASP e consente di stampare H24 in grandi dimensioni in tempi ridotti.

YOUR DIMENSION | YOUR MATERIAL | OUR MISSION.


WASP e Fabio Novembre insieme per SAMMONTANA

Progetto ICE-DREAM: una collezione in plastica riciclata tutta made in WASP

WASP è considerato una eccellenza nel mondo del Design per la creazione di arredi frutto di un innovativo processo di 3D printing che utilizza Bio plastica, plastica riciclata e riciclabile. Durante la Design Week 2019 Sammontana ha voluto che il noto architetto e designer Fabio Novembre firmasse la prima collezione di oggetti sostenibili in mostra all’Hotel Magna Pars, nel cuore di zona Tortona: il Lido Sammontana.

La collezione d’arredi è infatti immaginata per il mondo outdoor: bar e stabilimenti balneari all’italiana, luoghi che hanno a che fare con l’energia vibrante e positiva del periodo estivo, delle vacanze attese tutto l’anno, delle golose pause gelato che caratterizzano i momenti più piacevoli della giornata.

Le sedute, le sedie a dondolo e i tavolini, di un vivace colore giallo e nella versione trasparente, devono la propria forma al concetto di vortice, quello dell’acqua o della coppa gelato: anelli concentrici che costruiscono geometrie e linee, e che suggeriscono una continua tensione verso il futuro, verso una idea di concepire gli oggetti che debba tenere necessariamente conto del loro impatto ambientale di oggi e di domani.

WASP ha impiegato il suo Service di stampa 3D per sviluppare “ICE-DREAM” dalla fase progettuale digitale alla fase realizzativa, utilizzando le stampanti DELTA WASP 3MT Industrial 4.0, macchine intelligenti ed evolute connesse alla rete e controllabili da remoto in grado di stampare con precisione oggetti di grandi dimensioni.

ICE DREAM
Tempo di stampa: 10 ore
Risoluzione layer: 1mm
Materiale: Bio plastica

Un mondo più pulito. WASP produce la Delta WASP 3MT Industrial 4.0 che è una stampante in grado per realizzare e generare nuove forme utili partendo dai rifiuti di plastica e nuovi materiali come la Bio plastica, la plastica riciclata e riciclabile.

ICE DREAM è una collezione di oggetti sostenibili in bioplastica stampata in 3D
con Delta WASP 3MT Industrial 4.0
con materiale bioplastico
Designed by Fabio Novembre

DELTA WASP 3M INDUSTRIAL
stampante 3d industriale


WASP e Arthur Mamou-Mani presentano il Progetto CONIFERA per COS

Progetto CONIFERA: esempio di fabbricazione diffusa e tecnologia WASP

ll marchio di moda COS ha collaborato con l’architetto francese Arthur Mamou-Mani per presentare un’installazione architettonica stampata in 3D su larga scala durante la Design Week 2019. Il progetto CONIFERA è composto da mattoni bioplastici rinnovabili realizzati da WASP con le stampanti DELTA WASP 3MT Industrial 4.0.

Un progetto enorme, ambizioso. Lo Studio Arthur (WASP Hub London) in collaborazione con gli Hub di Milano, Venezia e Macerata ha infatti realizzato il progetto più grande al mondo stampato in 3D da una rete di WASP HUB connessi e strutturati per realizzare 700 pezzi stampati con la DELTA WASP 3MT Industrial 4.0. Questa stampante permette stampe di grandi dimensioni in tempi ridotti grazie all’utilizzo di bioplastiche e plastiche riciclate partendo dal pellet.

Questo è il primo vero esempio concreto di fabbricazione diffusa, un’impresa unica che rappresenta in pieno l’anima di WASP. Un’opera che si è concretizzata grazie al lavoro remoto della rete di centri di fabbricazione digitale in Europa che utilizzano la tecnologia WASP, per realizzare una stampa condivisa che concorre ad essere una delle più grandi al mondo.

Il progetto Conifera è un progetto internazionale che testimonia l’avanzamento tecnologico delle stampanti WASP che racchiudono versatilità, velocità e precisione.

700 moduli stampati
Tempo di stampa del singolo modulo:  80 minuti
Materiale: PLA

Design e additive manufacturing sono le parole chiave per creare nuove forme e ottimizzare nuovi processi di realizzazione, applicabili anche al settore industriale e non solo all’artigianato digitale.

Progetto Conifera è una installazione stampata in 3D
con Delta WASP 3MT Industrial 
con materiale PLA
Designed by Arthur Mamou-Mani

DELTA WASP 3M INDUSTRIAL 4.0
stampante 3d industriale


vaso stampato in 3d, composizione di sfere

Un’inedita collezione d’arte di vasi stampati in 3D da WASP e Andrea Salvatori

collezione d'arte stampata in 3d, sfera

Ikebana Rock’n’Roll è una collezione di vasi stampati in 3D nata dal dialogo tra Delta WASP 40100 Clay e l’artista Andrea Salvatori. Sarà esposta presso THE POOL NYC a Milano dal 3 Aprile al 31 Maggio 2019.

Quello tra Andrea Salvatori e la stampa 3D è un confronto inedito, esuberante e al contempo composto, fatto di fugaci imperfezioni e di pause ragionate, che origina da un’innata conflittualità tra creazione umana e artificio tecnico, tra uomo e macchina.
La macchina, in questo caso, è la stampante Delta WASP 40100 Clay, progettata da WASP per essere al fianco dei ceramisti durante tutto il processo artistico, ripensando radicalmente l’ideazione dell’opera grazie alle innovative opportunità offerte dalla fabbricazione digitale.

https://www.youtube.com/watch?v=R5BrO1g6BNM

La stampa 3D è il simbolo di una nuova corrente artistica, frutto di repertori digitali unici e tuttora non sondati dall’arte contemporanea. La collaborazione tra WASP e il Maestro si prefigge di delineare inediti scenari artistici, in cui routine meccaniche e gestualità scultoree coesistono nel dialogo compositivo dell’opera, generando vasi stampati in 3D dal gusto unico.
Salvatori concepisce questo rapporto con un’intuizione estremamente affascinante: manomettere la perfezione della stampa con una miscellanea di inserzioni ceramiche. Il processo di deposizione del materiale e di incastonatura delle sfere è tema centrale nella collezione Ikebana Rock’n’Roll, al punto da convincere Salvatori a denominare le opere “Composizione 40100”, come scaturite da un dialogo musicale dalle tonalità più svariate. L’artista sconvolge l’algoritmo reiterato pedissequamente dalla macchina con accenti musicali imperfetti, frutto di volta in volta di azioni spontanee e processi ragionati.

vaso stampato in 3d, processo

Le ikebane, proposte da Andrea Salvatori in mostra, trascendono i limiti sperimentali di un’astratta investigazione, rappresentando un territorio concreto in cui stampa 3D e arte ceramica convivono sinergicamente. Il Maestro sfida il confronto con il pubblico, divenendo anche in questo settore, precursore di un nuovo genere in cui WASP si sente rappresentata appieno.


Manichini stampati in 3D all’evento FAB14

Manichini stampati in 3D all’evento principale del FAB14

WASP Hub Madrid, in collaborazione con FABRICADEMY, presenta al FAB14 2018 la prima serie di manichini stampati in 3D con la Delta WASP 3MT Industrial utilizzando l’estrusore pellet, una tecnologia che ha permesso di stampare i manichini velocemente, pensate che ogni pezzo è realizzato in sole 3 ore.

File in stampa presso l'Hub di Madrid

Manifattura digitale e innovazione. Fab14 è l’evento internazionale durante il quale ogni anno oltre 1200 FabLab, provenienti da varie parti del mondo, si danno appuntamento per discutere, confrontarsi, condividere i risultati raggiunti finora grazie alla loro ricerca e alle loro sperimentazioni. Si tratta inoltre di un’occasione per far nascere importanti collaborazioni per il futuro.

Esp0sizione a Parigi photo credits FABRICADEMY

Dopo l’evento di apertura che si è svolto a Parigi, il FabCitySummit, quest’anno Fab14 si dipana in diverse tappe e località francesi, che sono state scelte a seconda delle tematiche affrontate: agricoltura e cibo, ecologia, economia, istruzione, energia, mobilità, scienza e ricerca, solidarietà, fino al “main event” di Toulouse, dal 16 al 22 luglio, che sarà dedicato espressamente alla fabbricazione digitale.


I manichini con i capi della 
FABRICADEMY sono esposti sia all’evento inaugurale di Parigi, sia a quello conclusivo di Toulouse, dove nei giorni 20 e 21 luglio sarà presente Gianluca Pugliese di WASP Iberia.
La Delta WASP 3 MT è una stampante multi tools che consente di creare oggetti in piena libertà. Può utilizzare diversi estrusori e in questo caso è stato montato l’estrusore pellet, che stampa direttamente il granulo.
Per informazioni [email protected]

WASP hub Madrid in collaborazione con

 

 

 

 


Bikechair

Seduta posturale stampata in 3D

Il progetto di Eni Versalis in collaborazione con WASP mette in luce le possibilità che la stampa 3d di grandi dimensioni offre.
Per questo progetto sono stati stampati, con Delta WASP 3MT INDUSTRIAL , materiali ottimizzati per la stampa in pellet, materiale termoplastico in grani fornito da Eni Versalis. Una sperimentazione congiunta che ha dato alla luce Bikechair, una seduta posturale per la ginnastica passiva firmata Gurioli Design, stampata in ABS. L’installazione vede in abbinamento il tavolo stampato con HDPE.
L’utilizzo di questi materiali performanti e il design dedicato danno la possibilità alla stampa 3d di confermarsi il cuore della fabbricazione digitale, che trasforma un progetto di design in un prodotto finito in scala 1:1.

Le sedute sono state presentate durante la fiera “PLAST“2018 a Milano presso lo stand di Eni.

Bikechair
Tempo di stampa: 10 ore
Risoluzione layer: 1mm
Materiale: ABS

Design e additive manufacturing sono le parole chiave per creare nuove forme e ottimizzare nuovi processi di realizzazione. Uno degli aspetti più interessanti della Maker Economy.

Bikechair è una seduta posturale stampata in 3D
con Delta WASP 3MT Industrial 
con materiale ABS in pellet
Designed by Giorgio Gurioli

DELTA WASP 3M INDUSTRIAL


3DPrinted Teardrop by WASP Hub London

3DPrinted Teardrop è un frammento del nostro pezzo centrale per Galaxia - Rappresenta le nostre lacrime di tristezza e gioia che si condensano in un movimento incandescente centrale che si eleva verso il cielo e il centro del tempio 2018 per Burning Man.

Il tempio Galaxia è composto da 20 capriate in legno rivolte verso un punto nel cielo, e conterrà al centro una lacrima stampata in 3D, che funge da mandala del tempio - una rappresentazione dell'universo nel simbolismo buddista e indù

Al di sotto di questa lacrima sospesa vi sarà un'increspatura nel terreno, raffigurante la caduta prevista della lacrima, mentre le sezioni in legno forniranno piccole alcove in cui i partecipanti possono scrivere messaggi da bruciare con il tempio.

Questi pezzi bio-plastici vengono generati con il software open source Silkworm per Grasshopper3D, creando una rete sottile nel suo centro per disperdere la luce.


IRIDE - Progetto di cassa acustica stampata in 3d

Progettazione di una cassa acustica stampata in 3d ottenuta tramite processi di fabbricazione digitale

Iride è nata dalle più moderne tecnologie di produzione additiva, in grado di dare forma a geometrie complesse, altrimenti non replicabili. Iride è stata stampata con una stampante 3d Delta WASP 3MT. Si tratta di un progetto di artigianato digitale di una cassa acustica passiva, dal forte potenziale funzionale ed estetico, derivanti da particolari studi legati al materiale ed alle forme.

La progettazione 3d per l'audio designing

Un problema di notevole entità, che si affronta, approcciandosi all'audio designing, è relativo al controllo delle onde riverberanti che si generano all'interno del cabinet. Queste ultime, per non interferire con il normale funzionamento dello speaker, devono trasformarsi da energia meccanica quale sono, ad energia termica. Questo passaggio non è banale, ed ha bisogno di superfici e materiali idonei allo scopo.


Prova di stampa in materiale ceramico


Iride, sfruttando un solo materiale il PLA, riesce a risolvere le problematiche relative all'assorbimento sonoro, alla riflessione e al disaccoppiamento meccanico con l' ambiente. Emblema di questo, è certamente la superficie interna, che presenta estroflessioni materiche a sezione circolare presenti in grandi quantità, in grado di diffondere idoneamente le onde incidenti e non irradiare quelle stazionarie. Il principio che si pone dietro a questi fenomeni riguarda l'attrito viscoso , relativo alle cavità createsi con la sovrapposizione e l' affiancamento dei villi.

La modellazione 3d

La complessità della struttura ha visto il coinvolgimento di due differenti approcci di modellazione. Il volume e gli ingombri sono stati processati utilizzando un software a struttura dati di tipo mesh, elaborati in seguito su Grasshopper, un plug-in di Rhinoceros a programmazione nodale, utilizzato per tracciare i percorsi dell'utensile ed esportare un Gcode da inserire direttamente nella macchina.

Test con Garvan Acoustic nella camera semi-anecoica

Le prove di risposta in frequenza e modulo d'impedenza, sono state eseguite in camera semi-anecoica. L'azienda Garvan  Acoustic di Faenza, oltre ad avere messo a disposizione le componentistiche Hi-Fi di elevata qualità dispone di una camera semi-anecoica, un tecnologico laboratorio per l’esecuzione delle misurazioni e dei test acustici sui prodotti in condizioni ottimali.

Grazie agli elevati valori di isolamento dall’ambiente esterno e agli alti coefficienti di fonoassorbimento delle superfici interne che rendono l’ambiente assimilabile al campo libero, è possibile realizzare misurazioni fonometriche di precisione senza componenti sonore riflesse, rumori di fondo e ogni residuo vibrazionale. Le prove in camera semi-anecoica sono risultate promettenti e soddisfacenti sotto ogni aspetto, invogliandoci a continuare la ricerca e trovare soluzioni sempre più performanti.

https://youtu.be/R_q4g0Kl_1I

IRIDE è un Progetto di Tesi di Lorenzo Filipponi - Accademia di Belle Arti di Bologna - relatore Alessandro Zomparelli.


3d Lamps by WASP Hub Venezia

Una serie di lampade che cerca di interpretare i limiti e le potenzialità della tecnologia di stampa a deposizione fusa di grande formato, per creare un oggetto funzionale, esteticamente piacevole e impossibile da realizzare con altri metodi. Per la generazione algoritmica della geometria è stato utilizzato il software Grasshopper.

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I paralumi sono studiati per creare una doppia superficie che evita l’abbagliamento creando una luce diffusa. Il pattern esterno consente di superare la concezione tradizionale di “strato”, una costante inevitabile nel processo di stampa 3d FFF, creando dei percorsi non convenzionali, che danno alla lampada un’estetica inaspettata e, a seconda dei materiali, diffondono la luce in maniera differente.

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La struttura parametrica del design consente di ottenere infinite variazioni dimensionali e proporzionali, pur mantenendo inalterate alcune regole fondamentali come i trattamento della superficie esterna e la modulazione delle superfici che si aprono con un andamento quasi vegetale.

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Progetto Lampade Telescopiche stampate in 3d by WASP Hub Mantova

PROGETTO LAMPADE TELESCOPICHE STAMPATE IN 3D: Lampade telescopiche componibili, stampabili In offset, inclinazione, sezione e lunghezza Variabile.

Materiale: PLA/pet-G

Tipologia: componibile, variabile, adattabile

Stampante 3d: Delta WASP 2040, Delta WASP 4070, Delta WASP 3MT

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Ispirazione

La lampada telescopica, nasce da un’esigenza specifica, il progetto di illuminazione di Sant’Agnese 10, uno spazio storico protetto dalla soprintendenza di belle arti a Mantova, trasformato in spazio di co-working.

In questo caso non si potevano installare lampade a parete perchè protette da vincolo architettonico, gli unici possibili punti erano delle sbarre di ferro di rinforzo che attraversano gli ambienti.

Quindi il design nasce dall’esigenza di dover studiare una soluzione che fosse adattabile allo spazio voltato in termini formali, che fosse abbastanza lunga e leggera per arrivare sino alle postazioni di lavoro e che fosse esteticamente interessante e flessibile. Si sono studiati i blocchi che da una parte e dall’altra permettono la stabilità delle lampade che sono vincolate ai blocchi ma che permettono 180 gradi di rotazione attorno all’asse verticale in modo da permettere una regolazione del punto luce.

L’idea nasce dunque da esigenze specifiche unita alla simulazione di strutture naturali come le forme telescopiche della natura in modo che fosse possibile comporre più o meno pezzi in diverse maniere modificando la direzione dell’incastro, seguendo la chiave formale dell’arco, essendo in questo caso gli spazi voltati.

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Dettagli tecnici

La sezione di base è un triangolo bombato, simile ad un araldo, che viene modellato in modo che la parte finale di ogni pezzo sia grande quanto la parte iniziale del successivo, in questo modo i pezzi per attrito strutturano una forma finita. L’efficacia di questo sistema è che per le forme più semplici è possibile stampare in offset, risparmiando tempo e potendo produrre con il disegno adeguato lunghezze interessanti ed inclinazioni particolari.

Le stampe per ogni singolo “corno” sono durate 5/6 ore in base alla definizione di stampa, con la stampante 3d Delta WASP 2040.

I blocchi invece di attacco alle sbarre essendo praticamente pieni hanno impiegato 10 ore l’uno.

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3D Printing Light Contest

VINCITORE

Aureal Twist di Marco Parnasi


Il vincitore è l’Architetto fiorentino Marco Parnasi con il progetto Aureal Twist.
Aureal Twist è stato scelto per il valore estetico, la versatilità e la capacità di valorizzare il metodo fabbricativo. Una forma sinuosa che, con una valenza evocativa, accoglie il tema della luce, proponendosi come un oggetto in grado di deformare lo spazio con la luce. Il progetto si distingue per la capacità di instaurare una profonda sinergia con la macchina. Il computo del percorso massimo utilizzato dalla stampante è perfetto per realizzare il prodotto in poche ore. La geometria utilizzata permette un’interessante stabilità fabbricativa: l’oggetto si autosostiene nella stampa e non necessita di più di un passaggio per layer. Questo permette un’elevazione più rapida e una produzione più veloce, che valorizza al massimo le potenzialità della stampa con PLA in pellet della DeltaWASP 3MT INDUSTRIAL.

Il vincitore si è aggiudicato il premio e il progetto verrà stampato alla La Triennale di Milano dal 3 al 4 Marzo 2018, all’interno dell’evento 999 domande. Una collezione di domande sull’abitare contemporaneo dove rimarrà esposto fino al 2 Aprile.

Grazie per la vostra partecipazione, e per il vostro interesse.

BRIEF

Il 3D Printing Light Contest ha l’obiettivo di raccogliere nuove proposte progettuali che interpretino il tema del punto luce in ragione delle potenzialità offerte dalla stampa 3d.

In accordo con la visione di WASP a proposito dei futuri scenari di autoproduzione immaginati nella realtà di “Shamballa”, viene richiesto di progettare un punto luce innovativo (punto luce libero, paralume, lampada da tavolo, plafoniera, piantana, oggetti luminosi)  in grado di reinterpretare il concetto di luce attraverso un oggetto iconico completamente stampato in 3d.

La tecnologia FDM a granulo termoplastico traslucido permessa da Delta WASP 3MT INDUSTRIAL consente la fabbricazione di oggetti dalla geometria complessa, dotati di intrinseche qualità materiali ed estetiche.

A tal riguardo viene richiesto ai partecipanti di progettare un unico oggetto che valorizzi tali proprietà e possa integralmente far parte della collezione di oggetti stampati con Delta WASP 3MT.

Note tecniche per la progettazione:

Nella progettazione dell’oggetto (unico oggetto, non sono consentiti assemblaggi di diversi componenti) è necessario integrare le caratteristiche di stampa 3d proprie di Delta WASP 3MT:

Dimensioni di stampa area max: cerchio con diametro 800 mm altezza max: 900 mm

Risoluzione di stampa: diametro ugello: 3 mm

distanza tra layer in z: 0,5 – 2 mm

Grado di inclinazione max in z rispetto al piano orizzontale: 35°

GIURIA

Giorgio Gurioli

Gurioli Design

Massimo Moretti

CEO WASProject

Enrico Bassi

Open Dot Digital Fabrication Manager

PREMIO

Il progetto vincitore, selezionato dalla giuria, verrà stampato presso la Triennale di Milano nei giorni 2-3-4 Marzo 2018 nello spazio permanente di OpenDot e rimarrà esposto per il periodo seguente.

Il vincitore riceverà in premio l’oggetto stampato dopo la fine dell’esposizione.

CRITERI DI VALUTAZIONE

  • Tempistiche di stampa contenute, vedi oggetti di riferimento stampati con Delta WASP 3MT
  • Ottimizzazione di stampa
  • Valore estetico
  • Versatilità

Gem Lamp
Nicola WaspTeam
Altezza: 900 mm
Layer: 1,2 mm – monolayer
Tempo: 4 ore

Abstract Branch
Kesra Mansuri Thingiverse
Altezza: 550 mm
Layer: 1,2 mm – monolayer
Tempo: 8 ore

Rigatona Chair
Gurioli Design
Altezza: 500 mm
Layer: 0,5 mm – monolayer
Tempo: 20 ore

Confronto di dimensioni e tempi di stampa 

PARTECIPAZIONE

Partecipazione gratuita.

Categorie di partecipanti: designer, architetti, studenti. I partecipanti possono organizzarsi in team, senza restrizioni sul numero massimo di membri per ciascun team.

Materiale da consegnare:

Cartella in formato ZIP denominata con Nomeprogetto.zip max: 20 MB da inviare all’indirizzo email [email protected] e contenente:

  • Modello 3d in formato STL (solido chiuso), denominato con Nomeprogetto.stl;
  • Immagine in formato JPEG (dimensioni 1920 x 1080 pixels, 150 dpi) con visualizzazione della proposta e delle specifiche condizioni di impiego, denominata con Nomeprogetto.jpg;
  • Modulo di adesione alle condizioni del contest, scaricabile qui, firmato dal partecipante/leader (nel caso di team di partecipanti) e scansionato in formato JPEG, denominato con Modulo di adesione_Nomeprogetto.jpg;
  • Scheda anagrafica in formato PDF (formato A4) con indicazione di nome, cognome, data di nascita, professione, città, email di riferimento del partecipante/leader (nel caso di team di partecipanti), denominato con Anagrafica_Nomeprogetto.pdf.

 

Credit big hero image: WASP Team / subject design: FabLab Venezia


Forno per ceramica ottimizzato per il Kit Argilla 2.0 by WASP Hub Madrid

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Un forno per ceramica costruito per far in modo che chi usa il  Kit Argilla 2.0 con LDM Wasp Extruder  non abbia barriere nel poter cuocere o smaltare i propri lavori, il 2040KLIN è stato progettato e costruito per poter essere collegato a qualunque impianto elettrico, anche domestico, consumando solo 2.8kW rende molto economica ogni cottura.

forno-kit-argilla-wasp

 


scenografia stampata in 3d wasp

La prima Scenografia stampata in 3d

La collaborazione di WASP con il Teatro dell’Opera di Roma per l’allestimento della scenografia 3d di Fra Diavolo in scena nella capitale nell’ottobre 2017

scenografia stampata in 3d


La stampa 3d al Teatro dell’Opera di Roma

Una scenografia stampata in 3d. È forse la prima volta che accade, sicuramente non si trovano esempi simili negli allestimenti dei teatri nazionali: la stampa 3d è stata utilizzata per realizzare maschere e componenti d’arredo, mai un imponente impianto scenografico. Succede a Roma, per l’opera “Fra Diavolo” di Daniel Auber, regia di Giorgio Barberio Corsetti, direttore d'orchestra Rory McDonald, in scena al Teatro dell’Opera l’8 ottobre 2017, e in replica fino al 21: WASP è orgogliosa di esserne partner tecnologico.

https://youtu.be/vrKxwH8JZZc


WASP ha montato una DeltaWASP 3MT Industrial di fianco all’ingresso del Teatro dell’Opera di Roma. La stampante rimarrà al lavoro fino al giorno della “prima”, domenica 8 ottobre, e i tecnici di WASP si cimenteranno nella stampa del personaggio di Fra Diavolo in scala 1 a 1.

wasp teatro dell'opera fra diavolo - entrata teatro


Quando l’arte ispira l’industria generando lavoro e prodotti

Siamo sicuri – ha detto Carlo Fuortesche questa che abbiamo sperimentato qui per la prima volta per costruire delle scene sarà la tecnica del futuro. Del resto la storia dello spettacolo teatrale è sempre stata una storia di invenzioni, di sperimentazione di tecniche e di materiali. Oggi la stampa 3D è già presente in tutti i lavori di progettazione ma anche di costruzione di elementi in vari ambiti produttivi. Qui per la prima volta, grazie all’impegno e al lavoro di WASP, è impiegata per costruire la scenografia di un’opera”.

La sfida che ci è stata proposta dal Teatro dell’Opera era molto rischiosa. – ha detto durante la conferenza Massimo Moretti fondatore di WASP – Non era mai accaduto che la stampa 3d venisse applicata a un materiale così grande. La plastica che usiamo normalmente ha un costo enorme, se viene rapportato ai 1500 Kg della scenografia da produrre. Ci siamo rivolti allora a una materiale ricavato dal mais, naturale e che può essere facilmente riciclato: il giorno in cui questa scenografia non servirà più la si potrà triturare e riusare per una nuova e diversa opera. Per questo lavoro abbiamo preso in affitto un capannone vicino alla nostra sede, adesso è nostro e siamo l’unico service di stampa 3d capace di produrre oggetti di grandissime dimensioni. Questo del Fra Diavolo è un caso in cui è l’arte a trascinare l’industria e apre a nuove creazioni e a nuove possibilità di lavoro”.

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Giorgio Barberio Corsetti (regista) - Carlo Fuortes (sovrintendente) - Massimo Moretti (Wasp) - Rory McDonald (direttore d'orchestra)

La prima scenografia stampata in 3d

Alla richiesta di realizzare la scenografia 3d dell’opera, il team di WASP è rimasto sorpreso, ma come sempre accade ha subito accettato la sfida. I lavori sono iniziati a metà aprile e sono terminati in luglio, con il passaggio delle componenti scenografiche al Teatro romano.

L’impresa è cominciata con la consegna, da parte dello scenografo, di un modello 3d raffigurante due edifici storici deformati, due grandi facciate con finestre e terrazzi, simili a un quadro di Dalì: la percezione deformata della realtà è un elemento centrale dell’opera, che necessariamente si rispecchia anche nella sua struttura scenografica. Il regista, sostenuto dal sovrintendente dell’Opera di Roma, Carlo Fuortes, che ripone grande fiducia nell’utilizzo della stampa 3d per lo studio e l’allestimento scenografico, ha dunque scelto la stampa 3d come mezzo per ottenere al meglio il risultato desiderato.

scenografia-teatrale-stampata-in-3d-modello02

Il modello 3d si presentava come un blocco unitario, ed è stato necessario suddividerlo in 223 pezzi che potessero rientrare nelle dimensioni di stampa della DeltaWASP 3MT, ovvero un cilindro di 1 metro x 1 metro. Il materiale utilizzato è PLA colorato di pigmento bianco. Per affrontare il lavoro, il team WASP ha costruito 5 stampanti, utilizzate a pieno ritmo durante questi tre mesi nel nuovo capannone dove è stato realizzato questo progetto dalle dimensioni fuori dal comune.

La DeltaWASP 3MT al lavoro con la costruzione delle parti della scnografia 3d
La DeltaWASP 3MT al lavoro con la stampa 3d delle parti della scenografia

La sfida maggiore è stata dettata dai tempi. Grazie alla pianificazione del lavoro e alla velocità delle macchine WASP il risultato è arrivato senza particolari problemi alla scadenza prestabilita: a metà luglio il capannone era interamente riempito dai pezzi dell’allestimento stesi a terra, pronti per il trasporto a Roma.

Nella capitale, all’interno degli spazi del Teatro dell’Opera, le componenti sono state assemblate e fissate su una struttura portante in legno. Qualche piccola imprecisione non ha influito sulla resa finale, anzi, ha enfatizzato il carattere artigianale, e speciale, del lavoro, che il regista ha accolto con grande soddisfazione. È stata una prova, un esperimento, e un traguardo raggiunto con successo, che potrebbe aprire la strada a nuove future collaborazioni tra il settore teatrale e la stampa 3d.

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Intervista Giorgio Barbiero Corsetti


Mamou-Mani Studio a Parigi con WASP

Una DeltaWASP 40 70 produce, uno dopo l’altro, pezzi e oggetti di design

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WASP e Mamou-Mani sono ospiti a Parigi, fino al 7 ottobre, di AA[n+1] - Architecture&Analysis transdisciplinary project, un’organizzazione indipendente di curatori che promuove eventi transdisciplinari tra arte e architettura. Qui, nelle sale espositive di rue de Cléry, l’architetto Arthur Mamou-Mani, francese con base a Londra, conduce laboratori sulla fabbricazione digitale e produce oggetti e pezzi di design con una stampante 3D, una DeltaWASP 40 70, al lavoro  per l’intera durata dell’esposizione.

https://youtu.be/R5h4E07hieo

Durante i laboratori parigini, i partecipanti stampano oggetti d’arredamento come lampade, sedie e sgabelli utilizzando la DeltaWASP 40 70 e i software Grasshopper per Rhinoceros3D e Silkworm, un plugin gratuito per generare Gcodes.

WASP Hub Londra

Arthur è stato da noi, a Massa Lombarda, lo scorso febbraio, e in quell’occasione abbiamo parlato proprio di Silkworm, lo strumento che l’architetto utilizza per realizzare le sue creazioni dalla fitta intelaiatura a rete, che sembrano tessute in seta da un ragno. Silkworm, infatti, lavora sul tracciato e sul movimento dell’estrusore.

Arthur Mamou-Mani fonde architettura e design nel suo studio londinese, premiato con numerosi riconoscimenti per l’originalità e la visione innovativa, dove è presente anche uno dei primi WASP Hub.

Uno dei suoi progetti più recenti, e più spettacolari, è l’installazione “Tangential dreams”, costruita per l’edizione 2016 del festival Burning Man, un festival di otto giorni che si svolge ogni anno a Black Rock City, sulla distesa salata del Deserto Black Rock nello Stato del Nevada (praticamente nel nulla), durante il quale ognuno dei partecipanti è libero di organizzare esibizioni, mostre, performance.

Architetto e Maker

Realizzata grazie a una campagna di crowdfunding, “Tangential dreams” è una torre sinuosa nata da un progetto digitale e creata con materiali dal costo tendente a zero, sottili pezzetti di legno posti uno sopra l’altro seguendo una rotazione attorno a un asse centrale. “L’inizio di molti sogni”, un’opera che ognuno è libero d’interpretare come crede. “Questo progetto è l’illustrazione di quando un architetto diventa un maker attraverso la fabbricazione digitale – spiega Arthur -.  Connetti il tuo computer alla macchina e rendi fisico un progetto virtuale. L’obiettivo era realizzare un progetto artistico che rispondesse ai requisiti della radicale espressione di sé e del rispetto dell’ambiente”.

Nuove frontiere per l’architettura

Inoltre, Arthur e il suo team hanno anche dato forma, naturalmente stampandolo in 3D, a tutto l’arredamento del “FoodInk” di Londra, il primo ristorante al mondo totalmente realizzato da stampanti 3D, al quale anche WASP ha contribuito, “Il mondo fisico e il mondo digitale si stanno incontrando – conclude l’architetto -, oggi si può produrre architettura come mai è stato fatto prima. Possiamo creare edifici incredibilmente sofisticati con materiali economici e connessioni intelligenti, integrando forze culturali e naturali nel design, senza il contributo materiale dell’uomo”.


Espositore per un negozio stampato in 3d by WASP Hub Beirut

Au Gant Rouge, un rinomato negozio di articoli per la tavola della città di Beirut ha festeggiato il suo 150° anniversario.  Il nostro WASP Hub per l'occasione è costituito dall'allestimento della vetrina del negozio progettata dal designer locale Gregory Gatserelia. La vetrina prevedeva più elementi, ciascuno collocato in una cornice separata sulla facciata del negozio. Gli elementi consistevano in un proiettore di forma ovale utilizzato per illuminare un piatto dal design unico, tenuto da una mano.

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Lo sviluppo della vetrina: prima è stata eseguita una scansione 3D per generare il modello richiesto, dopo aver rifinito il modello, è stato stampato con una stampante 3D Delta WASP 4070 utilizzando un filamento in  PLA. Il busto è stato disegnato su Rhyno e poi stampato con la stampante 3d DeltaWASP 3MTutilizzando pellet plastico, per avere la possibilità di creare uno stampo in silicone e creare altri 42 busti usando del gesso. Tutti gli elementi sono stati successivamente assemblati e posizionati in ciascun riquadro nella vetrina del negozio.

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Una delle parti progettate in un unico pezzo per la vetrina è un volto collegato a una piatto in ceramica, che viene scansionata in 3D e stampato con altissima risoluzione con la stampante 3D Delta WASP 4070. Inoltre, il viso è attaccato a una mano che impugna una sigaretta usando un gancio è stato inserito all'interno delle stampe. Infine, la mano e il viso sono stati levigati e spruzzati con un colore dorato.


arredo urbano stampato in 3d

WASP dona l’Anma alla città

La scultura stampata in 3D del nocciolo di pesca ricoperto di foglie d’oro è ora al centro della nuova rotatoria alle porte di Massa Lombarda

arredo urbano stampato in 3d

Ok, noi vi concediamo molto volentieri il terreno dove potete fare i vostri esperimenti, le vostre prove di stampa 3D. Grazie a WASP quel luogo col tempo potrà diventare un vero e proprio parco tecnologico della fabbricazione digitale. In cambio vi andrebbe di fare qualcosa per la comunità?”. Certo non potevamo dire di no alla richiesta che ci fece, circa un anno fa, il sindaco di Massa Lombarda, Daniele Bassi. “Stiamo progettando una nuova rotatoria alle porte del paese – aggiunse il sindaco – all’inizio di viale Zaganelli. Quando sarà realizzata, lì in mezzo ci starebbe proprio bene un'opera di arredo urbano stampato in 3d e donato da WASP alla città”.

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Una grande responsabilità

Bella idea, anzi splendida. Eravamo tutti soddisfatti. Ma l’entusiasmo iniziale lasciò ben presto spazio all’incertezza e alla preoccupazione. Quel giorno nell’ufficio del sindaco ci eravamo presi una grande responsabilità. Tanto per cominciare si trattava, ancora una volta, di cimentarsi in un’avventura completamente nuova e non solo per WASP. Non si hanno notizie infatti di opere simili di arredo urbano stampato in 3d in altre zone del mondo. E poi, anche se per certi versi il nostro lavoro può giungere a volte quasi a sfiorarla, non possiamo certo dire di frequentare abitualmente l’Arte con la A maiuscola. Insomma, non ci consideriamo certo artisti. E ancora: cosa potevamo rappresentare? Quale oggetto?

Un simbolo del territorio

Occorreva un simbolo, qualcosa che si identificasse col territorio, con la storia, con la tradizione, ma anche con l’innovazione. Tutte caratteristiche che contraddistinguono i romagnoli. Venne spontaneo pensare alla frutticoltura e in particolare alla pesca. E’ storia: tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900, fu in Romagna e particolarmente proprio a Massa Lombarda che iniziarono a essere coltivati i primi impianti a frutteto. In seguito quell’esempio fu seguito da altri e nacque di fatto qui la frutticoltura industriale, facendo di questo territorio un punto di riferimento per diversi anni, non solo italiano ma europeo.

“Stampiamo un frutto, una pesca!” disse qualcuno. Sì, forse eravamo sulla strada giusta. Ma non avevamo ancora raggiunto il risultato, non eravamo ancora arrivati al… nocciolo della questione. “Ecco sì, il nocciolo di pesca. Stampiamo il nocciolo! L’Anima, in dialetto Anma. Un simbolo perfetto perché può rappresentare anche l’anima del romagnolo”.

Il nocciolo di pesca

Step 1: scegliere il nocciolo

A quel punto abbiamo scelto una pesca, una qualsiasi, abbastanza piccola, non la volevamo neanche particolarmente bella. Ci interessavano altre cose. Dovevamo prima di tutto verificare la possibilità di stampare il nocciolo in grandi dimensioni.

Step 1: Scansione (da cui ricaviamo la mesh). File formato STL aperto con Cura

Partendo dalla scansione occorreva sviluppare un processo che non conoscevamo, sperimentare, seguendo il percorso del disegno 3D e dei software che lo trasformano consentendo la deposizione del materiale.

Già il materiale. Quale? Serviva qualcosa che potesse durare nel tempo e resistere all’esterno. La prima prova la facemmo in porcellana ma fu un fallimento: ci si sbriciolò letteralmente nelle mani.

Finché ci venne consigliato di seguire la strada dei polimeri, in particolare della plastica Asa, un materiale utilizzato particolarmente nel settore automobilistico, resistente ai raggi ultravioletti e plasmabile come il legno. Le prime prove di stampa in Asa furono fatte in piccolo e scoprimmo, piacevolmente, che la forma del nocciolo era di per sé in grado di sostenersi.

Finché, dopo varie scansioni e prove durate mesi, ci sentimmo pronti e ci cimentammo nella stampa della scultura vera e propria, che doveva essere alta circa un metro.

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L’Anma ricoperta d’oro

Avevamo realizzato l’Anima, l’Anma, la cosa più preziosa. Per ottenerla erano occorse 50 ore di stampa, oltre alle successive rifiniture. Ma non eravamo ancora completamente soddisfatti. Ci venne allora l’idea di ricoprirla con il materiale più prezioso che c’è: l’oro. Così l’opera avrebbe rappresentato, oltre alla storia del nostro territorio, anche la ricchezza, il benessere. E a quel punto il messaggio sarebbe stato completo.

 

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Il nocciolo, che per l’esattezza è alto 90 cm, è stato quindi ricoperto con 500 foglie d’oro (8x8 cm, per una superficie totale di circa 2 mq) e pesa 25 chili.

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Poggiato su un piedistallo tubolare in acciaio cromato, dal 27 aprile 2017 è al centro della rotatoria alle porte della città, passaggio obbligato sia per chi proviene da Ravenna in direzione di Bologna, sia per chi viaggia nel percorso opposto.

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Siamo molto orgogliosi – ha detto il sindaco Bassi il giorno dell’inaugurazione della rotatoria – WASP è una delle eccellenze di questo territorio, dove ci sono diverse realtà che portano nel mondo la nostra tradizione e la nostra capacità di innovare. Massa Lombarda è una realtà che ha forti radici ma anche grande vitalità. Ed è migliore di come viene generalmente rappresentata”.


Il solito Gnomo

Era il lontano 2014 e la DeltaWASP muoveva i primi passi. Come dite? Sono passati solo tre anni? Certo, ma talmente pieni di scoperte e sviluppo che a noi sembrano trenta.

Dunque era il “lontano” 2014 e per verificare la qualità di stampa 3D delle nostre macchine la cosa più immediata fu stampare il simbolo di quel periodo, il mitico Rocket Gnome della Makerbot. Da allora, tutte le volte che WASP sforna un nuovo estrusore, o una nuova stampante, è inevitabile che qualcuno lanci la proposta: “Facciamo lo gnomo”.

Quanti ne abbiamo visti! Belli e brutti, fallimenti e successi, collassi, gnomi in pla, abs, nylon, cioccolata, argilla, pasta frolla, gnomi in miniatura e gnomi giganti, gnomi hackerati… Nessuno però finora ci aveva stupito tanto quanto l’ultimo.

E’ storia di qualche giorno fa. Avevamo appena terminato la nuovissima DeltaWASP 3MT Industrial, pronta per essere presentata al Mecspe di Parma. Un macchinone. Tre quintali di acciaio per stampare un metro cubo di roba, in camera riscaldata, una stampante capace di spostare un estrusore da dieci chili carico di materiale, tre braccia per ogni cinematica parallela, in grado di assorbire le vibrazioni e i pesi.

Figuriamoci se a qualcuno non veniva in mente: “Stampiamo lo gnomo”. “Sì certo, magari uno gnometto di 3 centimetri con la 3 metri…”. “Vabbè ma cosa ci costa? Basta montare l’estrusore da 0,4 millimetri e caricare il codice che usiamo con le DeltaWASP 20 40. Ci mettiamo cinque minuti”. “Con dei leveraggi così lunghi e con cinghie di sei metri verrà uno schifo. Meglio non perdere tempo, la fiera è domani”.

Come sarebbe finita lo sapevamo già tutti. La curiosità ha preso ancora una volta il sopravvento: “Ok, stampiamo lo gnomo con la DeltaWASP 3MT e con l’estrusore da 0,4 millimetri. Poi in fiera stamperemo come al solito quello che ci verrà in mente sul momento”.

Così parte la stampa. E mano a mano che l’oggetto cresce, non crediamo ai nostri occhi. Inizia una processione continua: “Guarda come stampa la 3 metri!”. Tutti inginocchiati di fronte alla stampante ad ammirare il minuscolo gnomo, neanche fosse la Mecca. Pervasi da una sorta di euforia di gruppo: “Stampa da Dio!”.

Finita la stampa togliamo il pezzo. E’ perfetto fin nei minimi dettagli. Possibile che i cambi di direzione, le nocciole, le cinghie, i tendi cinghia, rendano i centesimi di millimetro? Evidentemente sì: è possibile. Insomma, il solito gnomo vi stupirà ancora.

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Dalla tecnologia alla natura: un alveare in 3D

Asya Ilgun, laureanda alla Scuola di Architettura di Copenhagen, ha realizzato un alveare artificiale stampato in 3d con una DeltaWASP 40 70. Una struttura sofisticata ed efficiente, un modo per avvicinare la natura all’uomo e per incentivare l’inserimento degli animali nei contesti urbani.

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La natura dà vita a strutture complesse, meccanismi perfetti e meravigliosi. Pensiamo all’alveare, uno degli esempi di architettura più avanzata, formato da favi esagonali, la forma geometricamente più vantaggiosa, e abitato da una popolazione altamente organizzata dove ciascun membro riveste un ruolo preciso. Asya Ilgun, studentessa laureanda alla Royal Danish Academy of Fine Arts - School of Architecture di Copenhagen, ha osservato l’alveare, ne ha studiato la struttura e l’ha riprodotta con una DeltaWASP 40 70.

https://youtu.be/5LTbs5C4c20

https://youtu.be/W6Uh3juln5s

Spostare i confini dell’architettura…

“La mia idea è nata da una riflessione sui confini dell’architettura e dalla volontà di superare una distinzione ancora oggi dominante tra architettura e sistemi naturali”, spiega. “L’evoluzione del design architettonico è strettamente collegata alla tecnologia disponibile in un determinato periodo, e oggi la stampa 3D ci permette di affrontare la sfida concettuale di questo progetto, che affianca la realizzazione di strutture in 3D al concetto dell’autocostruzione ad opera di insetti sociali, nello specifico api mellifere”.

Non a caso, WASP s’ispira a un insetto simile, la vespa vasaia, un animale che fonda la sua esistenza proprio sull’autocostruzione, perché realizza la sua casa con quello ha, con il materiale naturale presente nel territorio in cui vive.

…portare la natura in città

Asya si è concentrata in particolare sull’interconnessione tra natura e ambienti urbani, ipotizzando la realizzazione di strutture artificiali in 3D per gli animali, che permettano la convivenza tra insetti ed esseri umani, per un migliore contesto abitativo anche in città. “Lo sfruttamento di nuovi ambienti urbanizzati potrebbe provocare modifiche e danni al sistema ecologico e, addirittura, l’estinzione di alcune specie; incorporare gli abitanti della natura negli ambienti urbani è una scelta volta a recuperare l’origine ibrida dell’occupazione delle città.

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Nello specifico, la presenza delle api comporta molti vantaggi: basti pensare che l’85% delle piante esistono grazie all’impollinazione delle api. Pensiamo a un ambiente più autentico, in cui anche il concetto di prodotto locale assume un significato diverso. In questo senso, la stampa 3D ci aiuta grazie alla possibilità di riprodurre fedelmente e precisamente strutture altamente sofisticate come il nido d’ape”.

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L’alveare 3D alla prova

L’alveare che Asya ha progettato e costruito con una DeltaWASP 40 70 ripropone la struttura sofisticata di un alveare naturale; ricco di colonne e anfratti, realizzato in un materiale poroso e robusto, è adatto alla coabitazione degli insetti: a maggio, una famiglia di 8 mesi di età, composta da circa 500 api, è stata introdotta con successo nell’alveare.

Asya ha imparato molto dagli apicoltori locali, che le hanno permesso di osservare la struttura di un alveare tradizionale, e il risultato l’ha premiata. Il suo lavoro è in corso d’opera, e nuovi esperimenti le permetteranno di migliorare e affinare questo innovativo progetto che mette in relazione natura e tecnologia.


Botijo - refrigeratore naturale in argilla stampata in 3D

Botijo (refrigeratore  naturale) è un progetto di Gianluca Pugliese, un maker che ha collaborato con WASP per molti anni. Per stampare il Botijo ​​ha usato una DeltaWASP 20 40 con il Kit Argilla - LDM WASP Extruder.

Botijo (Spanish name) è un "contenitore" tradizionale per conservare l'acqua fredda.

Storia

Il Botijo ​​è stato inventato nel 1611, su Wikipedia si può leggere un pò della storia:  https://en.wikipedia.org/wiki/Botijo

Design

Gianluca ha studiato la forma per ottenere la stessa efficienza, ma con un occhio al design e con l'obiettivo di stampare il Botijo con una stampante 3D.

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Gianluca ha provato molte forme prima di ottenere quella ottimale alla funzione del Botijo. È possibile scaricare il file STL: http://www.thingiverse.com/thing:1821124.

Materiali

Quello tradizionale è realizzato in argilla rossa, per la stampa Gianluca ha provato la Paperclay che è un materiale composito con cellulosa, carta e argilla. Quando si cuoce il pezzo, la carta si disintegra e il pezzo risulta ben poroso.

Stampa 3d

Gianluca ha stampato il Botijo ​​con una stampante 3D DeltaWASP 20 40 con il Kit Argilla - LDM WASP Extruder, usando un ugello da 2mm con 0.6  di risoluzione del layer. Con questa configurazione ha ottenuto un ottimo risultato.

Cottura

Come tutti i tipi di argilla si deve cuocere il pezzo, la paperclay necessita di un forno a 1250 gradi, in un laboratorio di ceramica è possibile scegliere la temperatura in base al tipo di argilla.

VEDI IL PROGETTO SUL SITO DI INSTRUCTABLES >>


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La Stampa 3D al servizio del Design

Livyng Ecodesign combina creatività e tecnologia con le stampanti WASP

Reinterpretare la tradizione e il saper fare artigiano con sistemi tecnologici all’avanguardia, grazie a WASP è possibile. Livyng Ecodesign è una neoimpresa faentina, nata nel 2015, che produce illuminazione, librerie, arredi e oggettistica con uno stile fortemente riconoscibile. L'amore per la natura e la passione per il design, hanno guidato l'ideazione di questo brand giovane e dinamico.

La nuova CERAMIC COLLECTION, presentata in anteprima ad Argillà Italia 2016, è un perfetto mix di tradizione e contemporaneità, il frutto di una ricerca sul design applicato al mondo della stampa 3D con materiali ceramici, come la porcellana e il gres.

Una sfida degna della DeltaWASP 2040 con il suo kit argilla per materiali fluidodensi.

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Alla base di questa sperimentazione è l’idea di creare forme impossibili da realizzare a mano e con i metodi di formatura “tradizionali” quali lo stampaggio, il colaggio o la foggiatura al tornio. Forme complesse e ricche di sottosquadri al contempo esteticamente intriganti e gradevoli.

Questo il requisito fondamentale della linea di paralumi della serie «139» e «153» e dei mini-vasi per piante grasse della serie «46». I nomi dei prodotti sono numeri che corrispondono ai layer dell’oggetto, la sovrapposizione di strati è infatti l’elemento distintivo di questo processo produttivo che ne caratterizza l’aspetto estetico.

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In particolare, nei paralumi, la trama intessuta dai layer e i sottili spiragli che si formano in fase di essicamento della porcellana creano un effetto magico grazie alla luce che attraversa il materiale traslucido e le piccole e casuali fessurazioni dell’oggetto.

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Livyng Ecodesign condivide con WASP anche l’attenzione all’ecologismo. Ispirandosi al linguaggio della Natura, adatta i suoi progetti con una scelta flessibile dei materiali. Ponendo al centro non solo l'interesse del cliente ma anche del suo habitat, si ottiene un prodotto ad elevato valore estetico ed eco-socio-sostenibile.

www.livyng-ecodesign. com

[email protected]

 


LEDbyLED: Tecnologia e Design per dare forma alla luce

I lavori di LEDbyLED con la DeltaWASP 20 40

E' possibile dare forma alla luce? La domanda suona come ambigua, ma la risposta vi sorprenderà…

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La luce è calore, la luce è un'espressione di vita. E' da questi presupposti che LEDbyLED enlightening design, grazie all'utilizzo di stampanti 3D DeltaWASP 20 40 altamente performanti, riesce a "modellare la luce" donando un tocco di innovazione e design sorprendente a tutti gli ambienti della vita quotidiana.


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LEDbyLED è un'azienda artigiana italiana specializzata nella produzione di lampade di design con tecnologia  LED  e stampa 3D. La creazione delle lampade di design è frutto di una simbiosi tra tecnologia di illuminazione LED, stampa 3D degli elementi illuminanti, ed un'accurata scelta del design degli elementi illuminanti e decorativi rigorosamente eco-friendly.

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Il risultato è una lampada moderna, personalizzata, curata nei minimi particolari e con un alto tasso di efficienza energetica.


Come è possibile tutto ciò?

Tutto comincia da un progetto 2D/3D che mira ad incontrare e definire il gusto delle persone e gli ambienti che ospiteranno le lampade. Poi si passa alla fase realizzativa che prevede la stampa degli elementi illuminanti; le stampanti 3D DeltaWASP 20 40 eseguono egregiamente questo compito, andando a modellare gli elementi con precisione millimetrica.

https://youtu.be/wVZakyPiaho

Il materiale utilizzato per queste specifiche creazioni è il PLA, una bioplastica naturale, facilmente smaltibile e con un’ottima trasparenza, che perfettamente si adatta all’utilizzo come involucro per le lampade. Il PLA infatti è completamente biodegradabile e compostabile, sicché l'intero ciclo di vita delle lampade può definiri sostenibile.


Quando la precisione è tutto

Nel laboratorio LEDbyLED, le stampanti 3D DeltaWASP lavorano "like a charm" permettendo all'azienda di realizzare dei prodotti impeccabili sotto il profilo dell'accuratezza dei dettagli e dell'efficienza sotto tutti gli aspetti.

Grazie alle stampanti WASP è possibile modellare la luce, darle la forma che più la lega agli ambienti della nostra quotidianità. LEDbyLED propone i migliori prodotti frutto di artigianalità unita alle più innovative tecnologie in campo dell’illuminazione e design produttivo.

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Qual è il vostro concept di illuminazione?

Ogni persona ha un rapporto speciale ed esclusivo con la propria casa, con il prorio ambiente di lavoro o di relax. Per questo motivo LEDbyLED enlightening design mette a disposizione il proprio PROJECT DEPARTMENT che provvederà allo sviluppo e realizzazione della vostra idea di illuminazione, proponendo un progetto ex-novo o sviluppandolo secondo le vostre esigenze d’arredo.

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"Così diamo forma alla luce, e lasciamo che sia la luce a guidarci in tutto il processo, passo dopo passo: Step by Step, Led by Led"

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Millennium Falcon 3D printing

Tan tant tan tatan tantantantaaan. Ok, ricomponiamoci. Ecco a voi un bel pezzettone stampato in 3D, un millennium falcon realizzato con DeltaWASP 40 70. Settantadue ore di attesa per questo risultato, bello o brutto a voi WASPers il giudizio! Sicuramente una nerdata di prima categoria che molti in laboratorio hanno già tentato di sottrarre al pubblico dominio con scuse di svariato genere tra le quali: "una cena con amici, per farglielo vedere, poi lo riporto".

.stl from_http://www.thingiverse.com/thing:919475

3d printed with Delta WASP 4070_http://bit.ly/2e57Tix

printig time_ 72h

nozzle_0.7 mm

layer height_ 0.2 mm

material PLA Blu WASP_http://bit.ly/2f4I1pS

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Maker francese vince l’Instructables 3D Printing Contest

Tom Siu conquista la Delta 2040 messa in palio da WASP per Instructables e 3D Hubs: “Adesso le possibilità di creare sono infinite!”

Tom Siu è un ragazzo francese di 23 anni, studente alla Scuola di Management di Grenoble. Ama lo skateboard, lo snowboard, le corse in motocicletta, le riprese aeree e i droni, e da quando è bambino si diverte a creare con le sue mani costruendo oggetti di ogni genere. Una passione che l’ha premiato: Tom ha vinto il più importante contest dedicato alla stampa 3D, promosso dalla comunità di makers Instructables e da 3D Hubs, condividendo il suo progetto di un drone quadricottero, naturalmente stampato in 3D.

https://youtu.be/ICgmZI-NBF4

Autoproduzione: una passione vincente

“Ho iniziato a interessarmi ai droni poco più di un anno fa - ricorda -, e subito ho desiderato realizzare da solo il mio drone quadricottero, informandomi e imparando il necessario tramite forum e dagli amici. Poi, sette mesi fa, ho scoperto la stampa 3D e mi sono reso conto delle infinite possibilità che offre! In quel momento ho capito che avrei trovato il modo di costruire il mio drone con questo metodo”. Tom ha progettato il suo quadricottero con 123D Design, poi ha provato a stamparlo con una piccola stampante 3D trovata online; nel frattempo ha notato il bando di concorso 3D Printing Contest e ha deciso di partecipare inviando il suo progetto, nella speranza di vincere il premio in palio: una DeltaWASP 2040, scelta dagli organizzatori quale migliore stampante 3D.

Nuovi progetti con DeltaWASP

“Sono entusiasta all’idea di ricevere una Stampante 3D DeltaWASP perché aprirà molte più prospettive alle mie creazioni!”, esclama il giovane maker. “Ora potrò creare parti più grandi e stamparle in filamenti nuovi e più resistenti, come il nylon”. La creatività di Tom è già all’opera per ideare ingegnose produzioni: “Sto pensando di progettare parti di motori elettrici da montare su uno skateboard autoprodotto per girare nella mia città, realizzerò nuove strutture per quadricotteri da gara stampate in filamenti che finora non ho mai potuto utilizzare e, infine, creerò diverse parti per la mia motocicletta e le mie biciclette, da una videocamera a supporti per i fanali fino a elementi puramente decorativi”.

https://youtu.be/chPtEAMVqlg

Stampa 3D: creatività senza confini

Tom Siu ha colto l’essenza della stampa 3D e i principi fondanti di WASP: il valore dell’autoproduzione e della conoscenza libera e diffusa, la concreta possibilità di realizzare un nuovo mondo a partire da un’idea e da una motivazione, costruendolo con le proprie mani. Ciò che amo veramente della stampa 3D - continua Tom - è il fatto che le possibilità siano semplicemente infinite. Basta che tu abbia un’idea, ed ecco che quell’idea può diventare realtà. So che in futuro realizzerò molti progetti con la stampa 3D ai quali finora non avevo neppure pensato”.


Clip System Vision - una novità assoluta si affaccia sul mercato

Un nuovo progetto di produzione nato grazie alla stampa 3D

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ClipSystem Vision è un sistema brevettato, capace di soddisfare le esigenze delle Aziende Oftalmiche e dei Centri Ottici, si tratta di una valigetta che contiene un kit per occhiali regolabili. Ogni kit ha al suo interno una montatura accompagnata da 40 clip destri e 40 sinistri.

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Il progetto è nato dall'idea di Roberto Pregliasco, responsabile del settore Optometria e Contattologia presso il Centro di Ottica, Optometria e Contattologia di Genova. Con una DeltaWASP 20 40 e 3 PowerWASP EVO in soli quattro mesi sono stati studiati e realizzati cinque prototipi differenti di occhiali.

Tutto il progetto è stato controllato dallo stesso team: un progettista, un prototipatore e un produttore. In tempi velocissimi rispetto alle tecniche tradizionali, è stato possibile passare dall’idea alla produzione seriale, mantenendo sempre il contatto diretto con il cliente. Tutto grazie alle potenzialità offerte dalle stampanti 3D, si conferma una tecnologia innovativa in grado di abbattere tempi e costi rispetto a tecnologie tradizionali. Parliamo di un risparmio dell’80% sui tempi di prototipazione dei modelli e del 60% su quelli di produzione. I numeri parlano chiaro: 5 progetti e 5 prototipi in 5 mesi. Ci scrive Alessandro Gargano del gruppo 3d-agency: "Abbiamo iniziato a lavorarci a gennaio, a maggio abbiamo organizzando la produzione. Impossibile da fare con la tecnica a stampo a iniezione". Inoltre è stato importante il continuo contatto diretto con il cliente che, come sottolinea Alessandro, "ha la possibilità di tenere in mano il suo oggetto in ogni momento".

Sequenza

Tutta la valigetta contiene prodotti realizzati in Italia. "Il nostro occhiale stampato in 3D", continua Alessandro, "è progettato da un team italiano. Stessa cosa vale per le restanti parti della valigetta: occhiali realizzati dalla ditta Damiani, con materiale italiano, le lastre Mazzuchelli, e lavorazione interamente artigianale italiana."

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Un progetto seguito da 3D-agency il laboratorio di fabbricazione digitale del Dipartimento di Scienze per l’Architettura (DSA) dell’Università di Genova. Questo gruppo si propone di divulgare e sperimentare le tecnologie di fabbricazione digitale attraverso l’organizzazione di eventi e Workshop, è supporto per lo sviluppo e la gestione di processi di prototipazione (dall’idea all’ingegnerizzazione), occupandosi inoltre di sviluppo e messa a punto di processi produttivi per piccole serie.

Logoretina

 


Flower Artist, quando la tecnologia fa della natura un'artista.

Fiori che disegnano il proprio vaso, non è fantascienza ma l'originale progetto di Gianluca Pugliese un Maker di lunga data che da tempo collabora con WASP.

(Vi ricordiamo il bellissimo progetto del Light Extruder che potete rileggere qui).

Flower Artist, quando la tecnologia fa della natura un'artista

Gianluca, in arte Owen, il 13 Maggio ha partecipato con una DeltaWASP  20 40 alla Sonar+D, una fiera dedicata alla musica e all'innovazione che si svolge ogni anno in Spagna.

Gianluca ci ha spiegato: "Io qui a Madrid sono socio del Makespace, una sorta di Fablab, e siamo stati invitati da COTEC per esporre dei progetti."

COTEC è una Fondazione creata dal Re emerito, Juan Carlos I, nel 1987. Nacque dopo una visita negli Stati Uniti, dove comprese l'importanza dell'innovazione per lo sviluppo del Paese.

Flower Artist, quando la tecnologia fa della natura un'artista

Continua Gianluca: "Inizialmente volevo portare solo la Stampa 3D in ceramica, poi mi sono sbilanciato un po' più in là ed ho deciso di fare un progetto interattivo. Il progetto si chiama Flower Artist ed il concetto che sta alla base è che i fiori si disegnano il proprio vaso. Mi spiego meglio. Si parte da un vaso con un fiore, con un Arduino ed alcuni sensori (umidità, temperatura, luce, livello di liquidi) rilevo i valori della pianta in un determinato momento; il tutto è collegato con un computer che, grazie ad un programma parametrico, modella un vaso con i valori letti dai sensori. La luce definisce l'altezza del vaso, l'umidità la larghezza, la temperatura la deformazione della superficie e via dicendo."

Il progetto del suo Owen Lab è stato esposto durante la Fiera che quest'anno è stata realizzata a Madrid. Nel corso dell'esposizione, sono venuti in visita l'attuale Re di Spagna, Felipe VI, il Re emerito, Juan Carlos I e il Sindaco di Madrid, Manuela Carmena, oltre a diversi Ministri.

Flower Artist, quando la tecnologia fa della natura un'artista
Re di Spagna Felipe VI guarda una Delta WASP 2040 durante la stampa

Tutti hanno apprezzato moltissimo il progetto e questo non fa che renderci sempre più orgogliosi dei tanti Maker italiani che riscuotono grande successo in giro per il Mondo.

Flower Artist, quando la tecnologia fa della natura un'artista.

Qui il link al video del progetto.


Delta Wasp

DeltaWASP 3MT stampa 3D sedie in dimensioni reali

La sedia te la stampi su misura con la DeltaWASP 3MTun altro passo avanti nella Maker Economy.

Dalla rappresentazione del prodotto, al prodotto stesso. E' forse il salto di qualità che la stampa 3D deve ancora fare per essere davvero protagonista in quel grande contenitore che è la Rivoluzione 4.0.

La Maker Economy

Fin dall'inizio WASP ha sposato il concetto dell'autoproduzione dei beni strettamente necessari all'uomo. E' sempre stato un punto di riferimento, la barra che ha guidato WASP nello sviluppo e nell'innovazione. “Una macchina bella, funzionale, precisa e rapida, in grado di stampare la rappresentazione di un prodotto, ha certamente un utilizzo importante nel mondo industriale e del design, ma una stampante che è in grado di realizzare un prodotto può essere utilizzata nel mondo del lavoro e dell'artigianato digitale. Questa è la base di quella che abbiamo definito Maker Economy” dichiara Massimo Moretti.

La linea custom series

WASP ha sviluppato una nuova linea di stampanti, nata per oggetti di grandi dimensioni utilizzabili nella vita quotidiana. I primi esperimenti hanno riguardato pezzi alti circa un metro per un metro di diametro, ma si può passare con grande facilità ad altre dimensioni. Si tratta infatti di stampanti custom made, che possono essere pensate e costruite a seconda delle esigenze degli utilizzatori.

Nel suo percorso WASP ha dovuto affrontare e superare una serie di problemi, il primo dei quali ha riguardato i filamenti di stampa. Dovendo stampare oggetti di grandi dimensioni, infatti, è impensabile utilizzare filamenti normali. Occorrerebbero giorni e giorni di stampa per ottenere il risultato voluto. Dunque WASP ha realizzato un ugello dotato di un'uscita che va da 4 a 10 millimetri di diametro.

Il passo successivo ha riguardato i costi. La necessità di abbatterli, o quantomeno calmierarli, è un altro tema da sempre centrale per l'azienda. In questo caso WASP ha risolto il problema andando a monte, sviluppando cioè un estrusore che funziona direttamente con il granulo. Il vantaggio è evidente: se un filo di stampa ha un costo di circa 30 euro al chilo, quello della materia prima, cioè il granulo o pellet in materiale plastico, è di soli 3 euro al chilo.

E' stato a questo punto che la stampante ha preso forma diventando una macchina che funziona col granulo, in grado di stampare una decina di chili di materiale in otto ore. Si realizza così un obiettivo primario della stampa 3D: permettere a chiunque di creare prodotti personalizzati su richiesta e a prezzi accessibili. Inoltre costruire un oggetto secondo le esigenze del cliente consente a un'azienda di eliminare le scorte di magazzino.

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 Il gruppo di lavoro

L'esigenza era quella di progettare e stampare forme utilizzabili che siano anche di qualità sotto tutti i punti di vista, compreso quello estetico. Per questo WASP ha coinvolto un gruppo di creativi, studiando e lavorando assieme a designer di esperienza, docenti universitari e neolaureati. Si tratta di un gruppo aperto che ogni venerdì si incontra nella sede dell'azienda. Da quelle riunioni hanno preso forma i primi progetti di complementi di arredo: tavoli, sgabelli, sedie. Per il momento l'attenzione di WASP si è concentrata proprio sulle sedie, grazie soprattutto alla presenza nel gruppo di Giorgio Gurioli, un docente dell'Isia (Istituto superiore per le industrie artistiche) che ha già all'attivo diverse progettazioni di questo tipo.

Le prime sedie "Rigatona"

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Con una Delta di 3 metri che estrude pellet sono stati stampati i primi modelli, via via migliorati e perfezionati da Giulio Buscaroli, un giovane che sta svolgendo uno stage presso WASP. E' nata così la prima linea di sedie. “Siamo molto contenti dei risultati ottenuti e attendiamo grandi evoluzioni – dice Massimo Moretti – Ancora una volta sta prendendo forma un nuovo modello di sviluppo che si basa sulla conoscenza collettiva”.

WASP ha già presentato pubblicamente le prime sedie stampate con la Delta di 3 metri. E' accaduto prima alla Fiera Mecspe di Parma, poi al FabLab Venezia dove si è svolto il challenge “Designer meet 3D Printing”, 12 ore durante le quali alcuni giovani designer hanno proposto una serie di progetti, tutti molto interessanti. Ma quello che WASP lancia, in sintonia con la propria filosofia e la propria storia, è in sostanza un challenge sempre aperto, rivolto a chiunque senta l'impulso a collaborare al progetto. Si tratta di un contributo fondamentale perché solo un designer è in grado di interpretare il limite delle macchine e arrivare al prodotto.

WASP mette sul mercato (vai allo shop) una stampante 3D per centri di stampa intenzionati a produrre in proprio complementi di arredo. Basta una singola stampante per diventare produttori di sedie personalizzate. Una volta prese le misure dell'utilizzatore e avvalendosi della consulenza di esperti fisiatri, possono essere stampate in modo da renderle non solo confortevoli, ma anche coadiuvanti per chi è affetto da particolari problemi fisici. Si ritorna così alla Maker Economy: piccoli produttori saranno in grado di realizzare beni di serie che normalmente richiedono attrezzature inavvicinabili.

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Desert Light di Serena Fanara

Splendidi pezzi unici, costruiti artigianalmente utilizzando PLA stampato in 3D con una Delta WASP 4070.

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La linea di lampade Desert Light creata da Serena Fanara, giovane architetto e designer milanese, è davvero affascinante. Si tratta di oggetti di arredo e di illuminazione adatti sia per interni che per esterni, giardini e terrazzi. In questo video, firmato da Caterina Alinari, vediamo Serena all'opera mentre realizza le sue lampade.

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Colori e forme sempre nuove, materiali atossici ed eco compatibili, pezzi in serie limitata, firmati e numerati, con la possibilità di personalizzarli. E' la linea Desert Light: autoproduzione con alta qualità di design. Anche questa è Maker Economy.

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Ukulele in 3D realizzato con Delta Wasp 2040 turbo

Ukulele in 3D realizzato con Delta Wasp 2040 turbo da Alessandro Rubino.

Sistema 54 ukulele suonabile


SAN TOMMASO PATRONO DEGLI SMANETTONI

Che gusto ci sarebbe se ognuno di noi facesse sempre e soltanto quello che è già certo di saper fare? Un vero maker ha bisogno di sperimentare come dell'aria, deve cimentarsi continuamente con il nuovo, sbagliare e tentare un'altra volta, provare a stampare anche i pezzi più improbabili. Quando scatta questa molla (e scatta spesso) parte la sfida. Oggi ve ne raccontiamo una accaduta circa un mese fa.

La prima fase è sempre quella delle previsioni, delle piccole scommesse. Ce la faremo oppure no? Inevitabilmente si va a frugare nelle esperienze accumulate nel tempo. E scattano gli allarmi. “No, lì è troppo sottosquadro”, “Lì non c'è un supporto” e così via. Anche questo è uno dei motivi del fascino della stampa 3D.

Nel caso del castello, il nostro sguardo è subito caduto sulle colonnine che sostengono i tetti. Sono subdolamente alla fine del pezzo. E le guglie? Come la mettiamo con le guglie? Quelle sì che sono insidiose. Siamo tutti perfettamente consapevoli che un bel pezzo, ben stampato dall'inizio alla fine, a cui però manca anche una sola guglia, non è più un bel pezzo. La cosa peggiore che può capitare è fallire all'ultimo minuto dopo una decina d'ore di stampa.

Ma stavamo parlando del castello. Eccoci pronti per la nostra impresa. L'incertezza è grande e francamente non abbiamo molte speranze, ma la fiducia nella Delta è tanta. Ci diciamo “Lasciamola andare, va a finire che ce la fa...”. E così è. Dopo alcune ore di stampa il pezzo è finito in tutti i particolari, guglie comprese. Tutto ai limiti dell'impossibile. Quei tetti sospesi su pelucchi improbabili accumulati microgrammo dopo microgrammo ci sorprendono. Ci inorgogliscono. “Accidenti se va bene!” “Guarda le retraction, perfetta!”.

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Stampa con Delta 60 100 / ugello 0.4 / PLA / 120 h di stampa / stl from thingiverse ->http://bit.ly/1gzGt5G

Fine dei giochi? Ma nemmeno per sogno. Quando tutto sembra finito, scatta una nuova molla. La voglia di fare sempre di più. “Dai, facciamolo più grande!”. Siamo tutti d'accordo e rilanciamo lo slicing. Ma uno dopo l'altro i computer si impallano e nessuno riesce a portare a termine il calcolo. Ci tocca diminuire la dimensione perché non abbiamo pc in grado di fare il conto del codice.

Ci serve una soluzione ragionevole, una via di mezzo: 120 ore di stampa? Sì può fare. E se finisce la bobina di notte niente paura: nuovo firmware e sensore di fine filo. Tocca a Denny implementare poche linee di codice e la sfida è rilanciata. Ce la farà la Delta 60 100 con ugello 0.4 mm a stampare un pezzo da 120 ore e concludere il lavoro senza sbagliare nulla, layer su layer, con l'incognita degli ultimi minuti che sono i più critici? Non resta che raccomandarsi a San Tommaso, che nominiamo seduta stante patrono degli smanettoni, e aspettare.

Ecco il risultato.

 


La stampa 3d le suona

Anche se le stampanti 3D si sono già dimostrate utili per la fabbricazione di strumenti musicali, pochi risultati sono stati belli come la sorprendente chitarra che potete vedere qui. Questa splendida creazione è stata progettata dal designer italiano Francesco Orrù. Mentre la stampa 3D di una chitarra funzionante è di per sé già impressionante, Francesco ha aggiunto un secondo livello di difficoltà modellando la cassa acustica secondo un'innovativa opera d'arte di HP Lovecraft.

http://www.3ders.org/articles/20150626-italian-designer-3d-prints-a-gorgeous-guitar-inspired-by-hp-lovecraft-groundbreaking-art.html


ITALYMAKER realizza la prima produzione in serie con Delta 2040

ITALYmaker ha realizzato per la prima volta in Italia una produzione in serie utilizzando esclusivamente stampanti 3D e distribuendo il lavoro sui Makers collegati alla sua Community. Si realizza così un grande sogno di co-produzione e di applicazione diretta della tecnologia di stampa additiva.

Le stampanti prescelte per la Co-produzione sono le precise e affidabili DELTA 2040 di WASP ed a tutti i Makers aderenti è stato inviato il Gcode per generare l'oggetto. Inoltre il filamento è stato prodotto esclusivamente per questa serie, in versione customizzata da FILOALFA.

Sono state generate 350 "mezze bottiglie" in tecnologia spiralizzata e filamento PLA ambrato, su commissione di ASSOBIRRA - Associazione Nazionale dei Produttori di Birra, per una campagna di sensibilizzazione sulle accise promossa appunto da questa Associazione e che sta avendo grande risalto anche sui media nazionali.

La "mezza-bottiglia" è stata ora condivisa su THINGIVERSE  e tutti possono aderire alla protesta scaricando l'STL e generando l'oggetto con la propria stampante 3D. Ecco il gcode.

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La protesta nasce a causa delle accise, aumentate del 30% nell'ultimo anno. In questo modo quando si acquista una bottiglia di birra al supermercato il 50% della spesa è di tasse.

#rivogliolamiabirra è la campagna promossa da AssoBirra per dire no all’ingiusta pressione fiscale su questa bevanda. 

Con #rivogliolamiabirra nasce FiscAle la birra esclusiva, limited edition, ironica e irriverente, ottenuta con la “massima pressione fiscale”, che in Italia è tra le più alte d’Europa.

FiscAle è il simbolo della battaglia intrapresa dal mondo della birra per ridurre una tassazione che danneggia: i 30 milioni di italiani che amano la birra, le 600 aziende che la producono, le oltre 200.000 imprese che operano nell'indotto (bar, pub, ristoranti, aziende agricole), le 136.000 persone che lavorano con e grazie alla birra.

Per unirsi alla protesta sono sufficienti tre mosse:

  1. scarica il file da questo link e realizza anche tu una copia in 3D dell’oggetto simbolo della campagna: la mezza bottiglia di Fisc★Ale con l’hashtag #rivogliolamiabirra (l’altra metà se l’è bevuta il fisco!!!)
  2. fatti un selfie* con la mezza bottiglia di birra stampata, condividilo con l’hashtag #rivogliolamiabirra su facebook, twitter, instagram, pinterest o dove vuoi tu e tagga i tuoi amici
  3. firma anche tu la petizione per ridurre le accise sulla birra. su www.salvalatuabirra.it e fai firmare i tuoi amici.

La stampa 3D all'interno di questa irriverente e simpatica battaglia non è solo uno strumento, riflette a nostro parere un modo di pensare. Quello di una innovazione dal basso che diventa una vera e propria rivoluzione produttiva che parte da tutti coloro che guardano avanti, che si impegnano in un progetto, che sovvertono l'ottica esistente.

 

Bzzzzzz...

 


Robot Composito Snodabile con stampa 3d

Designed by Stefano Valle
Stampato con Delta 2040
Materiali: ABS, Nylon, PLA.
Made by Fabula

Il Robot è realizzato in parti, successivamente assemblate e con inserti snodabili. Ogni elemento è stato realizzato utilizzando la stampa 3d.
Il prototitpo sarà utilizzato ( insieme ad altri )  in una discussione per una tesi di laurea su Stampa 3D FDM all'Accademia di Belle Arti Santa Giulia Brescia.

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