Riutilizzo dei materiali di scarto dell’edilizia attraverso la stampa 3D | Da Vinci’s Bridge



Da Vinci’s Bridge è la prima costruzione stampata in 3D realizzata utilizzando materiali di scarto provenienti dalla lavorazione del marmo, combinando innovazione tecnologica e sostenibilità con la visione senza tempo di Leonardo da Vinci.
Frutto di una collaborazione tra il dipartimento ArCoD del Politecnico di Bari e alcune aziende leader nel settore della stampa 3D e della lavorazione della pietra, WASP e B&Y, il progetto rappresenta un importante passo avanti nel campo delle costruzioni ecosostenibili e dell’utilizzo di materiali innovativi ottenuti da scarti della lavorazione.
Il primo ponte autoportante stampato in 3D
Il Da Vinci’s Bridge nasce da un progetto del prof. Giuseppe Fallacara ed è ispirato al disegno di Leonardo per un ponte auto-supportante che collegasse il quartiere Pera (l’attuale Galata di Beyoğlu) con Costantinopoli (oggi Istanbul), attraverso il Corno d’Oro.
Il prototipo realizzato, concepito come ponte pedonale, ha una luce di circa sei metri e rielabora la visione leonardesca per adattarla alle esigenze della sperimentazione.



Stampa 3D di materiali di scarto della lavorazione della pietra
Uno dei principali aspetti distintivi del progetto è l’uso di un materiale altamente innovativo ed ecosostenibile: una malta a basso impatto ambientale composto al 30% da polveri lapidee di scarto e un legante a base di calce.
Questa soluzione, sviluppata grazie al know-how della start-up pugliese B&Y di Vincenzo Gurrado, dimostra le potenzialità del riutilizzo dei materiali di scarto nel settore delle costruzioni e del design.


In qualità di abilitatore tecnico del progetto, WASP ha messo a disposizione le proprie macchine e il know-how del team per la realizzazione dei conci che compongono il ponte.
Per la realizzazione del ponte, la struttura complessiva è stata suddivisa in 13 conci con layer variabili, stampati utilizzando WASP 3MT LDM Concrete, la stampante 3D di grande formato per materiali cementizi.
I conci sono stati successivamente assemblati dall’Università di Bari tramite un sistema di centine temporanee. Grazie al principio della stereotomia, sfruttato da Leonardo nel progetto originale, il ponte è in grado di autosostenersi.



Il Da Vinci’s Bridge rappresenta un importante punto di partenza per ulteriori sviluppi: i prossimi passi includono la valutazione delle proprietà meccaniche dei materiali utilizzati e il perfezionamento del processo di stampa.
Questi risultati potranno aprire la strada a nuove applicazioni nel settore architettonico, promuovendone una visione più sostenibile e tecnologicamente avanzata.
Crediti del progetto
- Progettazione: Prof. Giuseppe Fallacara (Politecnico di Bari)
- Ottimizzazione del modello per la fabbricazione: arch. Ilaria Cavaliere (Politecnico di Bari), arch. Angelo Vito Graziano (Politecnico di Bari, FabLab Poliba), Mattia Morandi (WASP), Federico Monterumisi (WASP)
- Ottimizzazione del materiale: B&Y, WASP, ing. Claudio Gallo (Politecnico di Bari), arch. Francesco Ciriello (Politecnico di Bari)
- Fabbricazione: WASP, B&Y, Gurrado Marmi Progettazione: Prof. Giuseppe Fallacara (Politecnico di Bari)
Press Kit
email: press@3dwasp.com
Stampante 3D di grandi dimensioni per cemento
Il Da Vinci’s Bridge è stato realizzato utilizzando la nuova WASP 3MT LDM Concrete, la stampante 3D su larga scala per malte cementizie e materiali cementizi.










































