ITACA

La casa stampata in 3D autosufficiente ed ecosostenibile

La casa stampata in 3D autosufficiente ed ecosostenibile

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La casa stampata in 3D certificata in Italia

WASP ha completato la costruzione di Itaca, la prima costruzione stampata in 3D certificata situata nel laboratorio a cielo aperto Shamballa, tra le colline dell’Emilia-Romagna. Il progetto nasce con l’obiettivo di sviluppare una fattoria autosufficiente e modello abitativo stampato in 3D, basato su una micro-economia circolare

Un nuovo paradigma per l’edilizia sostenibile, facilmente replicabile in tutto il mondo, grazie alla rapida trasmissione delle informazioni resa possibile dalla tecnologia di stampa 3D e all’utilizzo di Crane WASP, una macchina versatile e accessibile, capace di operare anche in aree remote. 

Uno degli obiettivi principali alla base della costruzione di Itaca era quello di realizzare un edificio stampato in 3D che rispettasse gli stessi standard delle strutture tradizionali, inclusa la resistenza sismica, in conformità alle normative italiane ed europee. Considerati gli stringenti requisiti normativi dell’Italia, essendo una regione fortemente soggetta ad attività sismica, ottenere la certificazione in condizioni tanto rigorose dimostra il potenziale del modello di essere replicato nella maggior parte delle aree del mondo.

Nuovi standard per la bioedilizia e la stampa 3D architettonica

La costruzione di Itaca è stata realizzata da WASP 3D Build, la startup innovativa di WASP dedicata all’edilizia stampata in 3D tramite il sistema Crane WASP. Itaca è la prima struttura stampata in 3D a prendere forma a Shamballa, il laboratorio a cielo aperto di WASP dedicato alla vita sostenibile, immerso tra le colline dell’Emilia-Romagna.

La costruzione di Itaca è stata realizzata utilizzando una nuova configurazione del sistema Crane WASP, che prevede quattro bracci robotici posizionati ai vertici di una struttura esagonale. Questa configurazione consente la stampa simultanea di quattro sezioni di parete, accelerando significativamente il processo di costruzione. Lavorando contemporaneamente, i quattro bracci possono completare il guscio strutturale di una casa in appena un paio di giorni.

Nuovi standard per la bioedilizia e la stampa 3D architettonica

La costruzione di Itaca è stata realizzata da WASP 3D Build, la startup innovativa di WASP dedicata all’edilizia stampata in 3D tramite il sistema Crane WASP. Itaca è la prima struttura stampata in 3D a prendere forma a Shamballa, il laboratorio a cielo aperto di WASP dedicato alla vita sostenibile, immerso tra le colline dell’Emilia-Romagna.

La costruzione di Itaca è stata realizzata utilizzando una nuova configurazione del sistema Crane WASP, che prevede quattro bracci robotici posizionati ai vertici di una struttura esagonale. Questa configurazione consente la stampa simultanea di quattro sezioni di parete, accelerando significativamente il processo di costruzione. Lavorando contemporaneamente, i quattro bracci possono completare il guscio strutturale di una casa in appena un paio di giorni.

Casa in 3D con bilancio di emissioni di CO₂ negativo

Ispirato alla geometria di un Mandala, il layout di Itaca consiste in un quadrato inscritto in un cerchio. Il design prevede quattro pareti principali situate agli angoli del quadrato, ciascun lato caratterizzato da un’apertura centrale. La superficie complessiva è di 164,9 m², mentre ciascuna parete, con un’altezza di 380 cm, richiede circa 24 ore per essere stampata. 

Le pareti sono state stampate utilizzando una miscela a base di calce priva di cemento, scelta per le sue emissioni di carbonio inferiori rispetto al cemento tradizionale, pur rispettando gli elevati standard prestazionali richiesti per una costruzione sicura e durevole. Il mix a base di calce è stato selezionato anche per la sua elevata traspirabilità, che consente alle pareti di autoregolare in modo più efficace la temperatura ed evitare la formazione di muffa sulle superfici.

All’interno dei riempimenti delle pareti sono state inserite una serie di colonne di rinforzo per aumentare l’integrità strutturale, garantire la conformità alle normative antisismiche e sostenere il carico del tetto. Per migliorare la regolazione termica e l’efficienza energetica, le pareti sono state progettate con uno spessore significativo, compreso tra 60 e 70 cm, e i loro riempimenti sono stati colmati con lolla di riso proveniente dagli scarti della filiera agroalimentare e polvere di calce naturale. Questo approccio consente di creare un isolamento incorporato alle pareti anziché applicato all’esterno, dando vita a una casa passiva.

Abbinando i materiali da costruzione selezionati a materiali coibentanti naturali provenienti da scarti di filiera, l’impatto ambientale delle pareti si riduce drasticamente, fino a raggiungere un bilancio di emissioni di CO₂ negativo. Nei territori in cui la normativa lo consente, lo stesso modulo architettonico di Itaca può inoltre essere realizzato utilizzando la terra come materiale da costruzione, contribuendo ulteriormente alla riduzione dell’impatto ambientale complessivo dell’edificio.

Casa in 3D con bilancio di emissioni di CO₂ negativo

Ispirato alla geometria di un Mandala, il layout di Itaca consiste in un quadrato inscritto in un cerchio. Il design prevede quattro pareti principali situate agli angoli del quadrato, ciascun lato caratterizzato da un’apertura centrale. La superficie complessiva è di 164,9 m², mentre ciascuna parete, con un’altezza di 380 cm, richiede circa 24 ore per essere stampata. 

Le pareti sono state stampate utilizzando una miscela a base di calce priva di cemento, scelta per le sue emissioni di carbonio inferiori rispetto al cemento tradizionale, pur rispettando gli elevati standard prestazionali richiesti per una costruzione sicura e durevole. Il mix a base di calce è stato selezionato anche per la sua elevata traspirabilità, che consente alle pareti di autoregolare in modo più efficace la temperatura ed evitare la formazione di muffa sulle superfici.

All’interno dei riempimenti delle pareti sono state inserite una serie di colonne di rinforzo per aumentare l’integrità strutturale, garantire la conformità alle normative antisismiche e sostenere il carico del tetto. Per migliorare la regolazione termica e l’efficienza energetica, le pareti sono state progettate con uno spessore significativo, compreso tra 60 e 70 cm, e i loro riempimenti sono stati colmati con lolla di riso proveniente dagli scarti della filiera agroalimentare e polvere di calce naturale. Questo approccio consente di creare un isolamento incorporato alle pareti anziché applicato all’esterno, dando vita a una casa passiva.

Abbinando i materiali da costruzione selezionati a materiali coibentanti naturali provenienti da scarti di filiera, l’impatto ambientale delle pareti si riduce drasticamente, fino a raggiungere un bilancio di emissioni di CO₂ negativo. Nei territori in cui la normativa lo consente, lo stesso modulo architettonico di Itaca può inoltre essere realizzato utilizzando la terra come materiale da costruzione, contribuendo ulteriormente alla riduzione dell’impatto ambientale complessivo dell’edificio.

Un laboratorio per l’autosufficienza 

Il progetto Itaca non si concentra esclusivamente sulla costruzione di un edificio, ma anche sulle soluzioni innovative adottate per la gestione del terreno circostante. Queste misure mirano a consentire un utilizzo intelligente e sostenibile delle risorse locali, con l’obiettivo finale di creare una microeconomia circolare capace di sostenere la vita umana nel rispetto dell’ambiente. Partendo da questa visione, il progetto abbraccia un approccio olistico alla rigenerazione ambientale e al design sostenibile. 

Partendo dall’edificio stesso, le pareti ventilate contribuiscono a regolare la temperatura interna, riducendo il fabbisogno energetico e abbassando le emissioni derivanti da sistemi di riscaldamento e raffrescamento. Le pareti integrano inoltre sistemi di riscaldamento radiante e impianti elettrici, inseriti direttamente durante il processo di stampa, eliminando la necessità di interventi successivi alla costruzione. Questo include riscaldamento, cablaggio elettrico e isolamento. 

Un laboratorio per l’autosufficienza 

Il progetto Itaca non si concentra esclusivamente sulla costruzione di un edificio, ma anche sulle soluzioni innovative adottate per la gestione del terreno circostante. Queste misure mirano a consentire un utilizzo intelligente e sostenibile delle risorse locali, con l’obiettivo finale di creare una microeconomia circolare capace di sostenere la vita umana nel rispetto dell’ambiente. Partendo da questa visione, il progetto abbraccia un approccio olistico alla rigenerazione ambientale e al design sostenibile. 

Partendo dall’edificio stesso, le pareti ventilate contribuiscono a regolare la temperatura interna, riducendo il fabbisogno energetico e abbassando le emissioni derivanti da sistemi di riscaldamento e raffrescamento. Le pareti integrano inoltre sistemi di riscaldamento radiante e impianti elettrici, inseriti direttamente durante il processo di stampa, eliminando la necessità di interventi successivi alla costruzione. Questo include riscaldamento, cablaggio elettrico e isolamento. 

"Rendere ospitale un inferno come la Luna è un'impresa difficile da immaginare, ma la scienza ci dice che si può fare. Perché non applicare la stessa tecnologia qui sulla Terra, per rendere ospitali anche i suoi luoghi più estremi?" Massimo Moretti, fondatore di WASP

Una casa per una vita autosufficiente

Sul terreno esterno sono stati realizzati due bacini di raccolta dell’acqua piovana per favorire il recupero idrico, controllare l’erosione del suolo e supportare le coltivazioni.

Sulla copertura di Itaca, sono stati installati un tetto verde e un sistema di pannelli solari, per garantire isolamento e riduzione dei costi energetici, oltre a favorire la biodiversità urbana.

Autosufficienza alimentare, idrica ed energetica in 33 metri di diametro

Il progetto si fonda sulla tesi che, sulla Terra, sia sufficiente uno spazio di 33 metri di diametro per rendere indipendenti fino a 4 persone.

Itaca rappresenta una selezione di soluzioni tecniche ottimizzate per creare una micro economia circolare, mantenendo l’equilibrio ambientale.

Itaca è un modello di ricerca e sviluppo collettivo

La digitalizzazione del sapere collettivo e la fabbricazione digitale sono i processi che guidano lo sviluppo del progetto.

Itaca si propone come modello di ricerca e sviluppo collettivo, dove tutte le soluzioni messe in atto sono digitalizzate e condivise.

"Per noi di WASP, Itaca rappresenta un percorso verso l'autosufficienza alimentare, idrica, energetica ed economica. Una proposta di soluzione alla crisi sociale, energetica e climatica. Per noi, la stampa 3D e la digitalizzazione sono una risposta ai bisogni dell'umanità" Massimo Moretti, fondatore di WASP

Via Castelletto 104
48024 Massa Lombarda (RA)
Italia


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