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SUPPORTO TELEFONICO WASP

Prima di contattarci telefonicamente assicurati di avere compilato il Form di Assistenza in fondo alla pagina.
In questo modo i nostri tecnici avranno già le informazioni necessarie ad un supporto ottimale.

FORM ASSISTENZA

IN CASO DI INVIO STAMPANTE O PARTE DANNEGGIATA

Scarica il modulo di assistenza da compilare, stampare ed allegare al pacco in caso di invio di materiale a Wasp, o in caso di spedizione della stampante o parte danneggiata.

MODULO

GARANZIA E POLITICA DI ASSISTENZA

Consulta la pagina dedicata alle Garanzie e Politiche di Assistenza – WASP.

Hai già controllato se il tuo problema è presente tra la nostre F.A.Q.?

Consulta qui la sezione della pagina dedicata alle domande frequenti sulle nostre stampanti, estrusori ed accessori. Se non hai trovato la risposta che ti soddisfa compila il form di assistenza tecnica in fondo alla pagina.

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F.A.Q.

Estrusore

La differenza tra estrusore SPITFIRE rosso e nero sta nella tensione di alimentazione della resistenza.

WASP SPITFIRE BLACK Extruder: 12v 

WASP SPITFIRE RED Extruder: 24v

Per questo motivo ogni modello di macchina è compatibile con un solo tipo di  estrusore SPITFIRE:

WASP SPITFIRE BLACK Extruder (12v): Delta WASP 2040, Delta WASP 2040 Turbo, Delta WASP 4070, Delta WASP 60100

WASP SPITFIRE RED Extruder (24v): Delta WASP 2040 PRO, Delta WASP 2040 TURBO2, Delta WASP 4070 INDUSTRIAL, Delta WASP 4070 INDUSTRIAL 4.0, Delta WASP 2040 INDUSTRIAL 4.0, Delta WASP 3MT INDUSTRIAL 4.0

Video tutorial con le istruzioni per il cambio della cartuccia nello Spitfire System. Una guida su come estrarre la cartuccia o HT o LT nel modo corretto.

Prima di eseguire la procedura assicurarsi che la temperatura dell’ugello sia di 180°C.

  • Spegnere la stampante.
  • Staccare il connettore RJ45 posizionato nella parte alta dell’estrusore.
  • Premere verso il basso l’anello dell’innesto rapido posizionato nella parte alta dell’estrusore e tirare verso l’alto il tubo di nylon diametro 6mm.
  • Svitare le due viti poste sotto la piastra di alluminio che supporta l’estrusore e rimuovere verso l’alto l’estrusore.
  • Inserire estrusore nuovo.
  • Avvitare le due viti sotto la piastra dell’estrusore.
  • Inserire il tubo di nylon diametro 6mm nell’innesto rapido dell’estrusore.
  • Ricollegare il connettore RJ45.
  • Accendere la stampante e livellare il piano.

Come si cambiano gli estrusori nelle stampanti multicore?

  • spegnere la stampante;
  • scollegare tutti i connettori rj da estrusore e tirafilo;
  • svitare con una brugola del 4 le sei viti negli snodi metallici dei braccetti di movimentazione;
  • estrarre i braccetti e tenerli appoggiati lungo le guide;
  • infine rimuovere i tre elastici in silicone dalle asole sui carrelli (per WASP FLEX Extruder non sono previsti gli elastici);
  • riporre i cablaggi in avanzo (o prendere i cablaggi necessari) nel vano posto nel piano intermedio all’interno della stampante;
  • posizionare il nuovo estrusore quindi inserire gli elastici in silicone nei carrelli di movimentazione tramite l’asola dedicata;
  • inserire gli snodi dei bracci di movimentazione nelle sedi della piastra estrusore;
  • avvitare le 6 viti con brugola del 4 per bloccare gli snodi alla piastra estrusore;
  • collegare in base ai colori i cablaggi rj dell’estrusore e del tirafilo;
  • procedere con l’autocalibrazione.

Fanno parte degli estrusori multicore:

  • WASP SPITFIRE Extruder
  • WASP ZEN Extruder
  • WASP FLEX Extruder

  • Spegnere la stampante.
  • Staccare il connettore RJ45 posizionato nella parte alta dell’estrusore.
  • Premere verso il basso l’anello dell’innesto rapido posizionato nella parte alta dell’estrusore e tirare verso l’alto il tubo di nylon diametro 6mm.
  • Svitare le due viti poste sotto la piastra di alluminio che supporta l’estrusore e rimuovere verso l’alto l’estrusore.
  • Inserire l’ estrusore nuovo.
  • Avvitare le due viti sotto la piastra dell’estrusore.
  • Inserire il tubo di nylon diametro 6 mm nell’innesto rapido dell’estrusore.
  • Ricollegare il connettore RJ45.
  • Accendere la stampante e procedere con la calibrazione di piatto.

Procedura per configurare gli estrusori SPITFIRE:

Operazione A
Scarica il download, la cartella Spitfire System Configuration comprende il pid e i profili di stampa di Cura e Simplify 3d dedicati all’utilizzo dell’estrusore SPITFIRE.

Operazione B
Cambia la ventola da A a B. Sul display della stampante esegui questo percorso:
Advanced Settings/temperature/fan type-B 

Se non fosse presente la scelta della ventola, contattare l’ssistenza tecnica. per aggiornare il firmware.

Operazione C
Stampa il Gcode di prova pid spitfire.gcode che trovi nella Spitfire System Configuration  che hai scaricato precedentemente

Operazione D
Usa i profili di stampa che trovi nella cartella Spitfire System Configuration situati nella cartella  Spitfire Extruder profiles, troverai sia i profili di Cura che di Simplify 3d.

Devi sostituire l’estrusore?
Attenzione, devi sostituire l’estrusore? Ecco il video tutorial che spiega come sostituire l’estrusore in maniera corretta.

Anti ooze shield è una protezione montata nel WASP ZEN Extruder per evitare perdite di materiale fuso durante il cambio estrusore.

Come sostituire l’anti ooze shield?

Operazione A
Impostare la temperatura dell’ugello a 200° quindi: menu > control > temperature > nozzle > 200°.
Caricare l’estrusore con il filamento di PLA.
Ruotare in senso anti orario il pomello del tirafilo per estrudere e in senso orario per retrarre. Alternare questi movimenti, accentuando quello di estrusione, fino a quando non si vede uscire il filo pulito.

Operazione B
Impostare la temperatura dell’ugello a 200° quindi: menu/control/temperature/nozzle 200°.
Se il filo dovesse fare fatica ad essere estruso, far passare un ago all’interno dell’ugello per rimuovere eventuali piccole particelle che impediscono la corretta fuoriuscita del polimero.

Operazione C
Impostare la temperatura dell’ugello a 200° quindi: menu > control > temperature > nozzle > 200°.
Premere verso il basso l’anello dell’innesto rapido posizionato nella parte alta dell’estrusore e sfilare verso l’alto il tubo di collegamento tra estrusore e tirafilo.
Inserire direttamente da sopra l’estrusore il filamento di PLA e spingere manualmente verso il basso fino all’estrusione.

Operazione D
impostare la temperatura dell’ugello a 200° quindi: menu > control > temperature > nozzle > 200°.
Premere verso il basso l’anello dell’innesto rapido posizionato nella parte alta dell’estrusore e sfilare verso l’alto il tubo di collegamento tra estrusore e tirafilo.
Inserire un filo di acciaio diametro 2mm all’interno della canna d’acciaio e spingere fino a rimuovere l’eventuale blocco di materiale.

Con gli estrusori acquistati dal 2016, è possibile sostituire l’ugello (durante la procedura viene fatta vedere anche la sostituzione del tubo in PTFE). Questo consente di variare il diametro del foro di uscita del materiale per consentire stampe più veloci con spessori dei layer più alti.

La procedura è la seguente:

  • impostare la temperatura dell’ugello a 200° quindi: menu > control > temperature > nozzle > 200°;
  • svitare l’ugello con una chiave di 5 e rimuoverlo con un panno per evitare scottature;
  • avvitare il grano nella parte alta della canna di acciaio per spingere il tubo di PTFE;
  • aiutandosi con delle pinze rimuovere il teflon dalla parte bassa;
  • spegnere la stampante;
  • inserire la parte conica dell’ugello nel tubo di PTFE;
  • rimuovere il grano in cima alla canna di acciaio e avvitare l’ugello fino la battuta;
  • avvitare il grano in cima alla canna di acciaio fino la battuta per bloccare il tubo di PTFE;
  • accendere la stampante e riscaldare l’ugello per stringere nuovamente l’ugello;
  • procedere con il livellamento del piano di stampa.

N.B. Se si possiedono ugelli senza parte finale conica non importa sostituire il tubo in PTFE se non comunicato dall’assistenza.

La scocca plastica esterna dei nostri Estrusori SPITFIRE è il risultato di anni di ricerca su un materiale robusto e resistente nel tempo alle alte temperature.

Oggi i nostri estrusori sono realizzati con un particolare tecnopolimero dalle prestazioni molto elevate caricato con 50% di fibra di vetro. In questo modo un Estrusore SPITFIRE può lavorare molto più a lungo a temperature elevate senza subire scioglimenti o deformazioni ed essere in questo modo anche montato e smontato più volte sulla macchina.

Queste caratteristiche comportano nello stampaggio a iniezione una finitura opaca e non uniforme, con zone più chiare. Queste sono parti dove la fibra di vetro è particolarmente densa nella parte superficiale.

Tirafilo

  • Spegnere la stampante.
  • Estrarre il tubo di nylon diametro 6mm premendo verso in basso l’anello dell’innesto rapido posizionato sopra l’estrusore.
  • Staccare il connettore a 8 pin posizionato sul cablaggio tra il tirafilo e la parte alta della stampante.
  • Tagliare le fascette in prossimità del cablaggio.
  • Togliere i 3 elastici verdi/trasparenti e sostituire con il tirafilo nuovo.
  • Inserire gli elastici verdi/trasparenti nei tre perni posizionati nella parte altra del nuovo tirafilo.
  • Inserire il tubo di nylon diametro 6mm nell’innesto rapido posizionato sopra l’estrusore.
  • Ricollegare il connettore a 8 pin.

  • Riposizionare le fascette ed i cavi come prima delle operazioni di manutanzione.

Verificare livellamento del piano

  • Se l’ugello è troppo vicino al piatto di stampa il filamento fuso avrà difficoltà ad uscire, causando un blocco dell’ingranaggio e del motore tirafilo, procedere quindi con il livellamento manuale e la pulizia del ingranaggio dentato per rimuovere eventuale polvere.

Verificare funzionamento tirafilo

  1. Accertarsi che il cavo di alimentazione del tirafilo sia bene connesso. Nel caso non lo fosse, a stampante spenta, collegare il cavo.
  2. Verificare che il controllo sia attivo, quindi: menu/prepare/movement/1mm/extruder.
  3. Controllare che il pomello nero del tirafilo non giri a vuoto ma che sia ben collegato all’albero motore. Per verificarlo tenere premuta la pinza del tirafilo lasciando sbloccato il sistema e ruotare il pomello. Quindi avvitare il grano M3 in battuta sulla superficie piatta dell’albero del motore tenendo centrata la parte dentata con il passaggio del filamento.
  4. Controllare che la ventola del motore del tirafilo sia in funzione. Se non va contattare l’assistenza tecnica.

Effettuare pulizia estrusore

Errori di Stampa

Può dipendere dalla qualità del filamento e da una troppa esposizione al sole o umidità.

Dipende dal materiale, in ogni caso è consigliato mantenere la bobina all’interno del sacchetto originale durante il non utilizzo.

Se a fine stampa, dopo l’auto home, i tre motori di movimentazione si disattivano, l’estrusore scenderà verso il basso urtando il pezzo stampato, per evitare questo problema sarà necessario disabilitare il comando “M84″ nella sezione “end.GCODE” del software di slicing. (basta aggiungere punto e virgola prima del comando. es: ;M84).

Nota bene: Dopo circa 10 minuti, anche se il comando “M84″ è stato disabilitato, i motori si disattiveranno comunque automaticamente.

Controllare che il connettore RJ45 di alimentazione dell’estrusore sia connesso correttamente e senza giochi. Una volta riconnesso, riavviare la stampante.

Se il problema persiste contattare l’assistenza tecnica.

Verificare gcode

  • Controllare che il file .stl non presenti difetti di modellazione  ( bordi aperti / superfici non mainfold ).
  • Controllare che i parametri sul software di slicing siano corretti Es: diametro ugello, diametro del filamento, flusso del materiale, temperatura di estrusione, E-step. per mm.

Verificare il funzionamento dell’estrusore:

  1. Accertarsi che il cavo di alimentazione dell’estrusore sia bene collegato al connettore. Nel caso non lo fosse, a stampante spenta, collegare il cavo.
  2. Verificare che i tubi che collegano tirafilo ed estrusore siano connessi saldamente, e che al loro interno non siano presenti occlusioni o sporcizia.
  3. Accertarsi che il filamento sia arrivato fino alla zona di fusione dentro all’ugello.

Verificare il livellamento del piano di stampa

  • Se l’ugello è troppo vicino al piatto di stampa il filamento fuso avrà difficoltà ad uscire, causando un blocco dell’ingranaggio e del motore tirafilo, procedere quindi con il livellamento manuale e la pulizia del ingranaggio dentato per rimuovere eventuale polvere.

Verificare funzionamento tirafilo

  1. Accertarsi che il cavo di alimentazione del tirafilo sia bene connesso. Nel caso non lo fosse, a stampante spenta, collegare il cavo.
  2. Verificare che il controllo sia attivo, quindi: menu/prepare/movement/1mm/extruder.
  3. Controllare che il pomello nero del tirafilo non giri a vuoto ma che sia ben collegato all’albero motore. Per verificarlo tenere premuta la pinza del tirafilo lasciando sbloccato il sistema e ruotare il pomello. Quindi avvitare il grano M3 in battuta sulla superficie piatta dell’albero del motore tenendo centrata la parte dentata con il passaggio del filamento.
  4. Controllare che la ventola del motore del tirafilo sia in funzione. Se non va contattare l’assistenza tecnica.

Perdita passi nei movimenti

  • Verificare velocità gcode. Velocità superiori a 250 mm/s possono far slittare la cinghia attorno la puleggia e causare perdita di passi. (non con il modello TURBO).
  • Verificare accelerazione movimenti. Accelerazioni superiori a 6000 mm/s” possono far slittare la cinghia attorno la puleggia e causare perdita di passi. (non con modello TURBO).
  • Verificare flusso di estrusione. Una percentuale di flusso materiale superiore al 100% potrebbe determinare un accumulo di materiale e causare urti tra i vari layer.
  • Verificare ugello estrusore. Controllare che l’ugello non sia svitato causando urti al pezzo stampato.

Ventola di raffreddamento

La ventola di raffreddamento posta sull’estrusore potrebbe essere rumorosa se impostata a velocità massima. Quindi dal software di slicing calibrare la velocità in base all’ esigenza.

Rumorosità assi di movimentazione

  • Accertarsi che il il rumore non provenga dalla ventola di raffreddamento sull’estrusore, in tal caso guardare il punto precedente.
  • Verificare la corretta scorrevolezza dei pattini facendoli scorrere lentamente con movimenti costanti dal basso verso l’alto e viceversa. Se ci sono degli attriti contattare l’assistenza tecnica.
  • Controllare corretta scorrevolezza dei cuscinetti di rimando delle cinghie, posti nella parte bassa delle guide di scorrimento.
  • Verificare la dentatura della cinghia. Se fossero presenti delle dilatazioni tra i denti della cinghia o delle schiacciature o dei tagli contattare l’assistenza tecnica.

Perdita passi motori

  • Surriscaldamento motore.
  • Puleggia lenta sull’albero del motore.
  • Supporto motore lento.

Urti estrusore

  • verificare livellamento del piano. Mantenere circa 0.1 mm di distanza tra ugello e piatto di stampa ( spessore di un foglio A4 80g).
  • Verificare dimensioni del file. Se il file supera le dimensioni massime del volume di stampa potrebbe urtare le pareti trasparenti della stampante. Impostare sul software di slicing i parametri corretti per la stampante in questione. (a partire dai firmware F20_rev6, F21_rev3 e F30_rev4 è presente una limitazione software).
  • Verificare plug-in installati. Controllare che non siano installati plug-in di spostamento durante la fase di stampa, o impostare un valore che sommato alla larghezza del pezzo non sia superiore al diametro massimo stampabile. (a partire dai firmware F20_rev6, F21_rev3 e F30_rev4 è presente una limitazione software).
  • Perdita passi motori. Vedi paragrafo precedente.
  • Verificare flusso di estrusione. Una percentuale di flusso materiale superiore al 100% potrebbe determinare un accumulo di materiale e causare urti tra i vari layer.
  • Verificare ugello estrusore. Controllare che l’ugello non sia svitato causando urti al pezzo stampato.

Verificare gcode

  • Controllare che il file .stl non presenti difetti di modellazione non solida.
  • Controllare che i parametri sul software di slicing siano corretti Es: diametro ugello, diametro del filamento, flusso del materiale, temperatura di estrusione, E-step. per mm.

Verificare il funzionamento dell’ estrusore

  1. Accertarsi che il cavo di alimentazione dell’estrusore sia bene collegato al connettore. Nel caso non lo fosse, a stampante spenta, collegare il cavo.
  2. Verificare che i tubi che collegano tirafilo ed estrusore siano connessi saldamente, e che al loro interno non siano presenti occlusioni o sporcizia.
  3. Accertarsi che il filamento sia arrivato fino alla zona di fusione dentro all’ugello.

Verificare il livellamento del piano di stampa

  • Se l’ugello è troppo vicino al piatto di stampa il filamento fuso avrà difficoltà ad uscire, causando un blocco dell’ingranaggio e del motore tirafilo, procedere quindi con il livellamento manuale e la pulizia del ingranaggio dentato per rimuovere eventuale polvere.

Verificare funzionamento tirafilo

  1. Accertarsi che il cavo di alimentazione del tirafilo sia bene connesso. Nel caso non lo fosse, a stampante spenta, collegare il cavo.
  2. Verificare che il controllo sia attivo, quindi: menu/prepare/movement/1mm/extruder.
  3. Controllare che il pomello nero del tirafilo non giri a vuoto ma che sia ben collegato all’albero motore. Per verificarlo tenere premuta la pinza del tirafilo lasciando sbloccato il sistema e ruotare il pomello. Quindi avvitare il grano M3 in battuta sulla superficie piatta dell’albero del motore tenendo centrata la parte dentata con il passaggio del filamento.
  4. Controllare che la ventola del motore del tirafilo sia in funzione. Se non va contattare l’assistenza tecnica.

Assicurarsi di aver ottenuto un livellamento corretto seguendo questa procedura>>.

Adesione al piatto di stampa

Applicare uno strato di lacca per capelli o colla stick sul piano in vetro per creare uno strato colloso che migliori l’adesione del filamento fuso sul piatto di stampa.

Temperatura ugello e piano riscaldato

Verificare la corretta temperatura dell’ugello e del piano riscaldato rispetto al materiale utilizzato (controllare le specifiche tecniche del produttore del materiale).

Livellamento del Piatto

  • Iniziare riscaldando ugello e piano alle temperature di stampa previste, quindi:
    menu > avanzate > temperature > ugello e piano.
    Attendere il riscaldamento.
  • Assicurarsi di aver posizionato la stampante su una superficie piana e regolare.
    Controllare il livellamento del piano, quindi:
    menu > prepara > livellamento manuale > posizione.
  • Seguire la procedura seguente nella sequenza: 01 02 03 01 02 03 00
  • Modificare la distanza tra tra ugello e piano di stampa portandola a circa 0.1mm ruotando il pomello alla base della stampante, quello relativo alla posizione dell’estrusore (per il modello DeltaWASP 4070 svitare/avvitare le tre viti a croce più esterne poste sul piatto riscaldante).
  • Una distanza troppo alta o troppo bassa può causare malfunzionamenti di estrusione o problemi di adesione.
    Un buon modo per raggiungere una distanza corretta è posizionare un foglio di carta tra ugello e piano e provare a spingere e tirare. Il foglio deve poter scorrere senza piegarsi, pur facendo attrito.

Seguire la seguente procedura:

  • Da stampante spenta posizionare l’ugello a contatto col piatto di stampa
  • Allentare la vite che stringe il sensore di calibrazione e lasciarlo appoggiare per gravità al piatto
  • Stringere la vite del sensore di calibrazione 
  • Procedere con l’accensione della stampante
  • Attendere la scritta: AUTOCALIB ENABLED
  • Appena visualizzata la scritta far partire l’autocalibrazione quindi:
  • PRINT/AUTOCALIB
  • la procedura di autocalibrazione durerà alcuni minuti
  • è consigliato fare l’autocalibrazione col piatto già in temperatura
  • finita la procedura alzare il sensore e bloccarlo

L’autocalibrazione è un sistema per calibrare la planarità del piano in maniera automatica e quindi semplificare l’adesione di stampa del primo layer.

Compatibile con: 2040 T2, 2040 PRO, 2040 IND, 4070 IND, 3MT IND, Linea IND 4.0

  • Per abilitare l’autocalibrazione seguire la seguente procedura: ( per 3MT IND 4.0 leggere Autocalib 3MT industrial 4.0)
  • Pulire ugello e piatto di stampa
  • Da stampante spenta posizionare l’ugello a contatto col piatto di stampa
  • Accendere la stampante e attendere la scritta: AUTOCALIB ENABLED
  • Se non viene visualizzata la scritta scaldare l’estrusore e rimuovere l’eventuale residuo di plastica sull’ugello o pulire meglio il piatto di stampa
  • Appena visualizzata la scritta far partire l’autocalibrazione quindi:

          MENU/PREPARA/AUTOCALIB (2040 T2, 2040 PRO, 4070 IND)
          PRINT/AUTOCALIB (Linea Industrial 4.0)

  • Attendere qualche minuto che si scaldi l’estrusore
  • La procedura di autocalibrazione durerà alcuni minuti
  • E consigliato fare l’autocalibrazione col piatto già in temperatura di stampa

ATTENZIONE

L’autocalibrazione si attiva grazie ad un contatto elettrico tra ugello e piatto di stampa.
Quindi se il piano di stampa è diverso da quello dato in dotazione, accertarsi che sia conduttivo. In caso contrario rimane disponibile la procedura di livellamento manuale.

Tips and Tricks

Consente di salvare le coordinate di stampa del punto in cui la stampante si dovesse fermare a causa di mancata corrente.

Viene creato un file RESURR nella directory del file originale. Quindi selezionare il file RESURR e attendere la partenza.

ATTENZIONE: se l’ugello rimane a contatto con il pezzo, non mandare a home gli assi di movimentazione. La procedura di Resurrection inizia col portare in temperatura l’ugello a 100° per evitare distaccamenti bruschi dal pezzo. Successivamente gli assi andranno a “home” automaticamente. La stampa riprenderà quando piano caldo ed estrusore raggiungeranno la temperatura del .gcode.

TURBO viene creato un file backup nella memoria dell’ Arduino. Quindi cliccare sulla funzione Resurrection e attendere la ripartenza della stampa. ATTENZIONE: se l’ugello rimane a contatto con il pezzo, non mandare a home gli assi di movimentazione. La procedura di Resurrection inizia col portare in temperatura l’ugello a 100° per evitare distaccamenti bruschi dal pezzo. Successivamente gli assi andranno a “home” automaticamente. La stampa riprenderà quando paino caldo ed estrusore raggiungeranno la temperatura del .gcode.

RESURRECTION SYSTEM
Il sistema riprende le stampe interrotte in caso di spegnimenti accidentali o improvvisa mancanza di corrente.Leggi di più sul Resurrection System.

Free Z system è il sistema per riprendere una stampa in base ad una altezza nota.

Misurare il valore di z dell’ultimo layer stampato, quindi:
MENU/PREPARA/MUOVI ASSE/10,1,0.1/ASSE Z
Avvicinarsi fino a toccare l’ultimo layer stampato e segnarsi il valore di Z

Poi:
MENU/FREE Z SYSTEM
Inserire il valore di z
Selezionare il gcode
Attendere il caricamento del file
L’operazione in base all’altezza del pezzo può richiedere anche molti minuti

Free Z system è il sistema per riprendere una stampa in base ad una altezza nota.

Misurare il valore di z dell’ultimo layer stampato, quindi:
PREPARE/FREE Z SYSTEM
Avvicinarsi fino a toccare l’ultimo layer stampato utilizzando le frecce di comando
Confermare cliccando GO FOR GCODE e selezionare il gcode interessato
Attendere il caricamento del file. L’operazione in base all’altezza del pezzo può richiedere più o  meno minuti.

Preparazione

Accendere la stampante e cliccando sulla “i” di info in basso a destra selezionare il video “ how to set WiFi”.
Sarà evidenziata la procedura di settaggio WiFi.

Non riesco a connettere la stampante al mia rete?

  • Se nel menu a tendina del settaggio wifi non è visibile la ssid rete interessata significa che il segnale è troppo basso oppure disturbato
  • la stampante è compatibile con i seguenti tipi di autenticazione: wpa2/psk – wep – mschap v2

Posso configurare la stampante con IP statico?

Non è possibile configurare la stampante con IP statico  sulla rete WiFi, ma è possibile sulla rete Ethernet in rame selezionando dall’elenco degli ssd disponibili la voce “No wifi static IP”  e compilare i campi relativi

Per caricare o rimuovere un filamento seguire la seguente procedura:

PRINT/LOAD MATERIAL
Attendere che l’estrusore/gli estrusori arrivino in temperatura
Posizionare il filamento nel foro del tirafilo
Confermare e attendere l’estrusione del materiale
Cliccare AUTO HOME
Nel caso fosse doppio estrusore ripetere l’operazione e scegliere l’altro estrusore

Riscaldare l’estrusore, attraverso il menu> preparare> preriscaldare PLA / ABS

Rimozione: Una volta raggiunta la temperatura corretta, estrudere manualmente un po ‘di materiale e quindi, spingendo verso il basso la leva del filamento, estrarre il filamento dall’estrusore.

Sostituzione: con l’estrusore caldo, inserire il nuovo filamento e ruotare manualmente la manopola nera in senso antiorario finché il materiale non viene estruso.

La calibrazione dello ZEN Extruder si basa sul principio del nonio, utilizzato nel comune calibro. Consiste in due griglie sovrapposte con celle di dimensioni leggermente diverse, dove ogni linea corrisponde ad un decimo di millimetro (0,1mm). La posizione del secondo estrusore (T1) rispetto al primo (T0) dipenderà dalla coordinata che precisamente si sovrappone all’altra.
Scarica qui le istruzioni e il gcode di calibrazione.

INDUSTRIAL 4.0

La linea Industrial era nata per soddisfare la necessità di stampare materiali tecnici all’interno di una camera calda.

Grazie al suo sistema di auto livellamento la macchina migliora le performance e diventa più facile da utilizzare. 

Nel 2019 la linea Industrial è diventata INDUSTRIAL 4.0 per avere i requisiti del governo Italiano per ottenere i benefici dedicati all’Industria 4.0.

La maggiore differenza con la linea precedente sono le seguenti caratteristiche: 

Argilla

Dipende dal materiale che vuoi usare. L’obiettivo è raggiungere un mix che sia fluido abbastanza per essere in grado di uscire dal piccolo ugello, ma allo stesso tempo abbastanza duro per evitare collassi durante il processo di stampa.

Si tratta quindi di aggiungere o rimuovere acqua dall’impasto. Per determinare se il materiale ha le giuste caratteristiche per la stampa, semplicemente usa la siringa che viene fornita con la stampante o con il WASP Clay Kit.

Successivamente:
Metti il materiale nella siringa (una qualsiasi siringa da 5ml va bene per questo utilizzo, solo taglia il beccuccio)
Spingi il pistone della siringa fino alla tacca 1 ml. Hai tre opzioni:

  1. Il materiale è orizzontale: l’impasto è troppo duro.

    materiale duro
  2. Il materiale è immediatamente collassato a terra: l’impasto è troppo morbido

    materiale morbido
  3. Il materiale lentamente cade a terra: l’impasto è corretto.

    materiale corretto

Un altro test per verificare questo, quando l’impasto è sotto pressione nel serbatoio, quando esce, la pressione corretta deve essere tra 4 e 5 bar.

Durante la stampa, il miglior metodo per controllare se il flusso è corretto è verificare lo spessore dei livello mentre li stampi. Successivamente controlla se i livelli sono perfettamente vicini gli uni agli altri e allo stesso tempo non creare una sovrabbondanza di materiale che potrebbe sporcare la stampa e l’ugello.

Flusso alto
Flusso basso
Flusso Corretto

Prepara un impasto omogeneo e senza bolle d’aria. Tu puoi lavorare a mano l’impasto, o, per grandi quantitativi, puoi utilizzare il mixer. Guarda il video per vedere due diversi metodi di caricamento.

Sono disponibili dal 2019 i nuovi serbatoi per le Delta WASP Clay e il WASP Clay Kit. Segui le istruzioni nel seguente video.

Tutorial

CREAZIONE GCODE

Accertarsi che il modello 3d presenti le seguenti caratteristiche:
– solido chiuso
– posizionamento corretto
– esportazione in formato .stl

SOFTWARE DI SLICING

Il software di slicing suddivide il modello 3D in tante sezioni, dando la possibilità all’utente di impostare temperatura e parametri di stampa, determinando la qualità del prodotto stampato e la velocità del processo.
Il risultato dello slicing è un file testo contenente tutte le coordinate dei movimenti, e i comandi che la stampante andrà ad eseguire.
Aprire il software di slicing (es. Cura) e caricare il profilo .ini contenuto nella sd card (cartella “configurazioni”) già inserita nella stampante.
Caricare il file .stl e impostare i parametri di stampa.
Salvare il .gcode all’interno della sd card e inserirla nella stampante.

ACCENSIONE STAMPANTE

Rimuovere le tre mollette di sicurezza sulle cinghie e posizionare il piatto di stampa bloccandolo con i tre fermi e accendere la stampante tramite l’interruttore posto nella parte posteriore della macchina.
Selezionare menu > prepare > auto home e verificare che tutti e tre i pattini si muovano verso l’alto andando a toccare i finecorsa.

LIVELLAMENTO PIANO DI STAMPA

Prima di ogni stampa è consigliato fare il livellamento del piano di stampa.
Quindi cliccare su menu > prepare > manual leveling > 0-1-2-3 e regolare tramite i tre pomelli di regolazione la distanza tra piatto di stampa e ugello (per il modello DeltaWASP4070 svitare/avvitare le tre viti a croce poste sul piatto di alluminio all’interno della stampante).

CARICAMENTO/RIMOZIONE FILO

In base al materiale da stampare o da sostituire è necessario riscaldare l’estrusore. Quindi menu > prepare > preheat PLA(ABS) e attendere il raggiungimento della temperatura.
Posizionare la bobina nell’alloggio sopra la stampante e inserire il filo all’interno del tubo di teflon.
Prendere il filamento dall’interno della stampante e inserirlo nel tirafilo.
Ruotare il pomello nero del tirafilo fino a vedere estrudere la plastica fusa.

SELEZIONE FILE DI STAMPA

Prima di procedere con la stampa spruzzare una piccola quantità di lacca sul piatto di stampa (consigliato effettuare la procedura
con il piatto fuori dalla stampante).
Selezionare il file di stampa da: menu > print from sd.
La stampa avrà inizio appena il piano di stampa e l’ estrusore raggiungeranno le temperature pre stabilite.

FUNZIONI DURANTE LA STAMPA

Durante la stampa vengono attivate nuove funzioni come la pausa, cambio filo, stop e salva e arresta stampa.

RIMOZIONE PEZZO

Utilizzando una spatola, rimuovere il pezzo dal piano di stampa.

Versione Cura 13.06
1) Aprire cura e cliccare su next

2) Selezionare “other” e poi proseguire con la configurazione

3) Inserire i seguenti parametri

4) Aprire la finestra “Preferenze”

5) Impostare come valore “Step per E”: 0

6) Aprire “Expert Settings”

7) Impostazioni base

8) Caricare il file .stl

9) Impostazioni base per la PowerWASPevo

10) Salvare il gcode

Le nostre stampanti 3D arrivano già assemblate e tarate da noi.

Può capitare però che uno voglia stampare su un piano differente da quello solito: ad esempio noi stampiamo su una rasiera di acciaio per aiutarci a distaccare più facilmente il pezzo, o su altri materiali per provare metodi di adesione differenti, come ad esempio, stendere un fondo bostik per far aderire meglio nylon.

Tutte queste cose hanno bisogno di una regolazione dell’altezza dell’estrusore differente, vediamo nel video come fare:

Come procedere:

  1. Allentare le 4 brugole che reggono l’estrusore
  2. Mettere un foglio di carta un po’ spesso (tipo biglietto da visita) sul piano
  3. Mandare a “Casa” l’asse z
  4. Stringere le brugole

Grazie ad Antonio Grillo per questo Bellissimo Tutorial che riportiamo qui sotto:

001

Software:
CamBam 0.9.8
Pronterface

Lavorazioni: 1. Incisione / 2. Profilo / 3. Tasca / 4. Profilo 3D / 5. Foratura


Prima di iniziare:

Se avete acquistato una PowerWasp o una Evo sottovalutando le possibilità della macchina di modellare con tecnologia sottrattiva piuttosto che additiva, e quindi non avete comprato il Trapano fresatore a collo lungo e il relativo supporto, dovete munirvi di tali strumenti, ordinandoli a Wasp o in alternativa, acquistate un trapano fresatore (Wasp consiglia un Proxxon LBS/E a collo lungo) e stampatevi un supporto che vada a sostituire l’ugello di stampa della vostra PowerWasp, in modo da agganciare il fresatore perpendicolare al piano di stampa. Potete scaricare il file .stl del supportoQUI per il Proxxon LBS/E e QUI per il Proxxon Micromot 50/E.
Se per caso scegliete un altro fresatore diverso dai Proxxon dovrete disegnarvi e stampare il supporto adatto. Nel nostro caso, stiamo utilizzando un Proxxon LBS/E con relativo supporto stampato in PLA.

Scaricare QUI e Installare CamBam, la versione Trial include 40 sessioni del programma conservando tutte le funzionalità della versione Full. Scadute le 40 sessioni potrete comunque utilizzare il software ma con la limitazione a 500 righe di gcode generato. Ad ogni modo se volete acquistare CamBam, costa circa 100€.

Svitare l’estrusore dalla vs. PowerWasp e montare il supporto con il fresatore negli stessi alloggi rimasti liberi.

002

a

Aggiungiamo una funzione utile a Pronterface

Una funzione che ritroveremo spesso in fase di fresatura è dare un nuovo zero agli assi, quindi andiamo a creare un pulsante in Pronterface che vada ad eseguire ogni volta il comando “G92 X0 Y0 Z0”. Apriamo quindi il programma e clicchiamo su “add new custom button”, ovvero l’unica icona che troviamo con un “+” di colore blu sopra lo stage, quindi settiamo il comando nella riga Command come vedete nell’immagine seguente.

003

Ecco il nostro SET_ZERO pronto per l’uso.

004

 

 

Ed ora passiamo alla lavorazione, iniziando dall’incisione:

b

  1. Lanciamo Cambam e scegliamo i millimetri come unità di misura
    005
  2. Esportiamo da un qualsiasi CAD o da qualsiasi programma di grafica vettoriale il nostro percorso da incidere (considerando sempre i millimetri come unità di misura), scegliendo il formato .dxf.
  3. Importiamolo poi in CamBam attraverso il comando Apri.
    006
  4. In CamBam posizioniamo il Path di curve nel quadrante positivo (in alto a destra) formato dall’intersezione degli assi X e Y. Se solitamente disegnate lontano dal centro degli assi in qualsiasi direzione, è sempre utile lavorare vicino al punto zero, in fase di progettazione; ad ogni modo potete in CamBam spostare il vostro lavoro attraverso il comando “Trasforma/Muovere” (Ctrl+M), una volta selezionato quello che vogliamo spostare.
    007
  5. A questo punto selezioniamo il percorso da incidere e diamo il comando “Lavorazione/Incisione”
    008
  6. Cliccando sulla voce “Incisione 1” del pannello sinistro, potremo editare le proprietà di tale lavorazione, come segue:
    009
  7. Una volta editate le proprietà possiamo generare i percorsi di lavorazione dell’utensile, attraverso il comando “Lavorazione/Genera Percorsi Utensile” (Ctrl+T)
    010
  8. Ora Generiamo il G-Code con “Lavorazione/Produrre gcode” (Ctrl+W). A questo punto di default, nel caso in cui scrivessimo solo il nome del file, il software produrrà un gcode con estensione .nc; quindi quando ci chiede di salvare con nome il nostro gcode, basta scrivere il nome del file seguito dall’estensione .gcode
    011
  9. Per poter lavorare in Pronterface con il gcode appena generato dobbiamo cancellare alcune righe di codice direttamente dall’editor di CamBam; dobbiamo cancellare, richiamando l’editor con “Lavorazione/Modifica gcode”, tutte le righe commentate rappresentate dall’apertura e la chiusura di parentesi tonde, poi salviamo le modifiche nella finestra di “CamBam – Scripts”
    012
  10. Passiamo ora a posizionare il materiale da fresare sul piano di stampa, al momento stiamo fissando il nostro materiale con del nastro biadesivo, senza alcun problema.
  11. Una volta fissato il pezzo possiamo aprire Pronterface e posizionare il fresatore in modo che tocchi il pezzo da lavorare e che lo zero del piano XY sia posizionato in basso a sinistra. Ora possiamo registrare il nuovo Home degli Assi cliccando su SET_ZEROc
  12. Accendete il fresatore e regolate la velocità. Ora potete caricare il gcode con LOAD FILE, cliccare su PRINT e godervi l’incisione.
    d

NOTA PER VELOCIZZARE IL PROCESSO (a cura di Lorenzo Paganelli)

  • Nelle configurazioni del programma è possibile impostare l’estensione predefinita .gcode, da strumenti –> opzioni (vado a memoria, non sono su windows al momento)
  • l’altra è per evitare di dover ripulire il codice dai commenti: dalla tab “sistema” nell’elenco ad albero hai anche i vari post processor. Da qui puoi modificare tutte le variabili del post processor “dafault” tra cui anche l’inizio dei commenti: da “(” basta farlo diventare “;(” per evitare problemi con pronterfac

La prima volta che si connette la stampante 3D può capitare di dover installare (se non lo avete già fatto per altri motivi, come ad esempio aver installato Cura) i driver per la scheda Arduino. Vediamo come fare:
Per prima cosa dobbiamo scaricare dal sito ufficiale l’Arduino IDE e installare il software.
Fatto questo, attacchiamo il cavo USB dalla Stampante 3D al computer. Dopo pochi secondi comparirà la finestra:

1-errore windows

Poi seguire le istruzioni come mostrato nelle immagini:

 

 

 

Quando capita di finire la bobina, o semplicemente vogliamo cambiare colore o materiale, dobbiamo togliere il filo dalla stampante 3d e mettere quello nuovo.

Nel filmato è possibile vedere come fare:

In ogni caso, le cose da fare sono:

  • Portare l’ugello in temperatura.
  • Allentare il tirafilo.
  • Estrarre il filamento.
  • Inserire il filamento nuovo (NB: ricordarsi di settare la temperatura per il nuovo filamento, come nel caso del passaggio da PLA a Nylon).
  • Spingere il filamento fino a vederlo estrudere.
  • Richiudere il blocco tirafilo.
  • Ricordiamo che in caso di colorazioni differenti all’inizio verrà un mix dei due colori.

Può capitare che dopo molte stampe l’estrusore non lavori più molto bene: frequenti cambi di materiale, inattività, o semplicemente ci sembra che il materiale non esca fluido come sempre. Che fare?

In questo filmato vi mostriamo cosa fare:

Cosa vi serve:

  • Una stampante 3D con l’ugello otturato.
  • Un filo metallico da 0.2 ( noi usiamo quelli dei freni da bicicletta ).
  • Un po’ di pazienza.

Come procedere:

  • Portare in temperatura l’estrusore.
  • Infilare il filamento metallico nel foro dell’ugello per circa un centimetro.
  • Ruotare il filamento.
  • Staccare il tubo di collegamento estrusore-tirafilo e inserire manualmente un pezzo di PLA.
  • Rimuovere il filamento metallico.
  • Spingere il filamento di PLA fino a vederlo estrudere.
  • Rimontare il tubo di collegamento.
  • Fatto!

Le nostre stampanti 3d arrivano sempre con alcuni cerchi (perfetti) stampati per  controllare la calibrazione delle cinghie. Però la PowerWASP più che una macchina è una creatura viva, quindi può capitare di doverle ri-calibrare nel tempo.

Nel video che segue Marcel spiega come calibrare la macchina.

Guida ai Materiali

ABS (Acrilonitrile Butadiene-stirene)

L’ABS (Acrilonitrile butadiene-stirene) è un polimero della famiglia degli stirenici (PS, HIPS, SAN, ASA) molto utilizzato per le sue caratteristiche e la sua processabilità.
Le sue caratteristiche meccaniche lo rendono una buona scelta quando serve una resistenza superiore a un materiale di base come il PLA.
Inoltre ha un’ ottima lavorabilità anche dopo la stampa, che lo rende interessante per l’assemblaggio di più parti e per le operazioni di finitura.
Nel mondo industriale le applicazioni sono varie ma una delle principali è nell’automotive, dove troviamo l’ABS nei cruscotti e in vari accessori.


ATTENZIONE!
La guide materiali fanno riferimento ai materiali ufficiali rivenduti da WASP.
Per i materiali prodotti da terze parti le indicazioni di stampa vanno prese solo come linee guida.


SPITFIRE ZEN FLEX*
0.4 0.7 1.2 0.4 0.7 1.2 0.4 0.7 1.2
SI SI SI SI SI EXP EXP EXP EXP

Per questo materiale è consigliato l’uso della cartuccia HT
*Il FLEX extruder stampa solamente filamento di 2.85 mm

PRO CONTRO
  • Parti resistenti
  • Ottimo post-processing
  • Buone prestazioni anche a caldo
  • Costo contenuto
  • Sensibilità all’umidità (igroscopia)
  • Rischio di ritiro e delaminazione durante la stampa

DIFFICOLTA’ DI STAMPA: Medio

ADESIONE AL PIATTO: Colle specifiche
TEMPERATURA UGELLO: 225-260 °C
VELOCITA’: 40-90 mm/s
PIANO DI STAMPA: 100°C
CAMERA CALDA:  Si (60°C)
VENTOLA: Assente


ATTENZIONE!
La calibrazione della stampante è sempre fondamentale per un processo ottimale e evitare danneggiamento alle stampe e alla macchina stessa.
La calibrazione va sempre fatta con il piatto di stampa alla temperatura effettiva che avrà durante il processo.
Vedi: Autocalibrazione, Livellamento manuale


TIPS & TRICKS

L’ABS è diffusamente ritenuto un materiale complicato da stampare per via dei suoi ritiri e della delaminazione. In realtà grazie all’uso delle colle e della camera calda questi comportamenti si riescono a ridurre moltissimo rendendolo una buona scelta anche per parti di grandi dimensioni.

L’adesione al piatto viene risolta con le colle specifiche che si trovano sul mercato, insieme al piano di stampa a 100 °C e alla camera calda garantiscono una buona adesione del pezzo sulla base, che può anche essere aiutata per esempio con un Raft.

Un problema più insidioso da risolvere è invece quello della delaminazione: succede infatti che se la plastica si raffredda troppo rapidamente non riesce a legarsi sufficientemente bene con il layer precedente creando una spaccatura sul pezzo.
Per questo motivo è fondamentale tenere sempre la camera chiusa durante tutta la lavorazione e assicurarsi che la ventola sia al minimo (0%).

La delaminazione può anche dipendere più semplicemente da una temperatura di stampa troppo bassa o una velocità di stampa troppo elevata.

I supporti funzionano bene e sono facili da rimuovere, non lasciando particolari difetti sul pezzo.

Nel caso di pezzi molto grandi, oltre che assicurarsi che abbiano una buona adesione sul piatto, è importante prevedere che ci sia abbastanza materiale in macchina da non doverla aprire, causando un problematico shock termico sul pezzo.

POST-LAVORAZIONI

L’ABS è probabilmente il materiale per la stampa 3D con più possibilità dal punto di vista delle post-lavorazioni. 

Oltre che una ottima carteggiabilità a mano infatti permette un processo di lucidatura ai vapori di acetone che lascia il pezzo liscio e lucido.

Inoltre lavorando con l’acetone (solvente dell’ABS) possiamo creare un liquido detto juice molto utile per stuccare e unire insieme più parti dello stesso materiale.
Questo rende l’ABS particolarmente adatto quando si stampano tante parti che vanno assemblate insieme.
Anche nel caso di lavorazioni meccaniche come foratura e maschiatura si comporta piuttosto bene.

ALTRI MATERIALI SIMILI

L’ABS, come citato, fa parte della più grande famiglia degli stirenici. 

Nella stampa 3D possiamo trovare altri materiali di questa famiglia che presentano caratteristiche e proprietà di stampa simili. 

Alcuni esempi sono l’HIPS, utilizzato per i supporti solubili e altrettanto adatto alle post-lavorazioni e l’ASA che ha il vantaggio di essere naturalmente resistente ai raggi UV e quindi adatto alle applicazioni outdoor.

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PA CARBON (Poliammide con fibra di Carbonio)

Le poliammidi (PA), conosciute come nylon, sono una famiglia di polimeri ad alte prestazioni meccaniche, impiegate in un vasto range di applicazioni che va dal tessile all’automotive.

Le sue caratteristiche meccaniche lo rendono ideale per la filatura utilizzato come fibra ma anche nella produzione di parti particolarmente tenaci e resistenti come le fascette utilizzate negli impianti elettrici.


ATTENZIONE!
La guide materiali fanno riferimento ai materiali ufficiali rivenduti da WASP.
Per i materiali prodotti da terze parti le indicazioni di stampa vanno prese solo come linee guida.


SPITFIRE ZEN FLEX*
0.4 0.7 1.2 0.4 0.7 1.2 0.4 0.7 1.2
SI SI EXP SI SI EXP NO NO NO

Per questo materiale è consigliato l’uso della cartuccia HT
*Il FLEX extruder stampa solamente filamento di 2.85 mm

PRO CONTRO
  • Parti molto tenaci
  • Ottima finitura opaca
  • Buone prestazioni anche a caldo
  • Facile da stampare
  • Estrema sensibilità all’umidità (igroscopia)
  • Le fibre all’interno lo rendono abrasivo (anche per l’ugello della stampante)

DIFFICOLTÀ’ DI STAMPA: Medio

ADESIONE AL PIATTO: Colle specifiche
TEMPERATURA UGELLO: 225-260 °C
VELOCITÀ: 40-80 mm/s
CAMERA CALDA:  Si (60°C)
VENTOLA: Bassa o assente


ATTENZIONE!
La calibrazione della stampante è sempre fondamentale per un processo ottimale e evitare danneggiamento alle stampe e alla macchina stessa.
La calibrazione va sempre fatta con il piatto di stampa alla temperatura effettiva che avrà durante il processo.
Vedi: Autocalibrazione, Livellamento manuale


TIPS & TRICKS

Il PA Carbon è un materiale che si stampa particolarmente bene grazie alla presenza delle microfibre di carbonio che smorzano il ritiro della parte polimerica durante la lavorazione.

Il ritiro del materiale tuttavia è presente e rende necessaria la stampa con la camera calda (60-70 °C) e soprattutto la previa asciugatura della bobina prima della lavorazione. Il materiale non asciugato risulta più ostico da stampare oltre che presentare una finitura peggiore e prestazioni meccaniche più scarse (le poliammidi diventano più plastiche quando si inumidiscono).

L’adesione sul piano viene gestita con colle specifiche e con il piano di stampa ad alta temperatura (ad esempio 90°C). In questo senso è molto utile l’uso di un Raft che migliora l’adesione sul piano.

POST-LAVORAZIONI

Le poliammidi non particolarmente adatte alle post-lavorazioni, anche per la presenza della fibra. La carteggiatura non permette di ottenere una superficie esteticamente gradevole come quella della lavorazione stessa. Allo stesso tempo la qualità di stampa che si riesce a ottenere col materiale rende spesso superflua la necessità di lavorazioni successive.
Il materiale è invece molto adatto all’utilizzo come parti meccaniche come viti, bulloni e parti metalliche in genere.

ALTRI MATERIALI SIMILI

Esistono molti gradi di poliammidi diverse (PA 6, PA 11, PA 12, PA 6-6) e che questo cambia moltissimo le possibilità di impiego del pezzo finale. Anche i settaggi per la stampa possono cambiare significativamente, pur rimanendo vere le linee guida indicate sopra.

E’ possibile anche stampare la poliammide non caricata con fibre. In questo caso il materiale risulta più ostico durante la stampa, similmente al polipropilene.
Il pezzo stampato però avrà una finitura non abrasiva e risulterà più morbido ed elastico.

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PC (Policarbonato)

Il PC (Policarbonato) è conosciuto per essere tra i polimeri termoplastici uno tra i materiali più performanti e versatili.

Il suo punto di fusione ad alta temperatura garantisce al materiale ottime proprietà meccaniche anche a temperature elevate rendendolo rigido ma non fragile.
Nell’ambito industriale lo troviamo impiegato in tantissime applicazioni, anche per le sue buone proprietà ottiche: vetrate, contenitori, occhiali ma anche arredamento di lusso.


ATTENZIONE!
La guide materiali fanno riferimento ai materiali ufficiali rivenduti da WASP.
Per i materiali prodotti da terze parti le indicazioni di stampa vanno prese solo come linee guida.


SPITFIRE ZEN FLEX*
0.4 0.7 1.2 0.4 0.7 1.2 0.4 0.7 1.2
SI SI EXP SI SI EXP NO NO NO

Per questo materiale è consigliato l’uso della cartuccia HT
*Il FLEX extruder stampa solamente filamento di 2.85 mm

PRO CONTRO
  • Parti molto resistenti
  • Anche traslucido
  • Buone prestazioni anche a caldo
  • Parti rigide
  • Alte temperature di stampa
  • Sensibilità all’umidità (igroscopia)
  • Relativamente costoso

DIFFICOLTÀ’ DI STAMPA: Medio-Difficile

ADESIONE AL PIATTO: Colle specifiche
TEMPERATURA UGELLO: 260-310 °C
VELOCITÀ: 40-80 mm/s
PIANO DI STAMPA: 100-120°C
CAMERA CALDA:  Si (65°C)
VENTOLA: Assente


ATTENZIONE!
La calibrazione della stampante è sempre fondamentale per un processo ottimale e evitare danneggiamento alle stampe e alla macchina stessa.
La calibrazione va sempre fatta con il piatto di stampa alla temperatura effettiva che avrà durante il processo.
Vedi: Autocalibrazione, Livellamento manuale


TIPS & TRICKS

Il Policarbonato presenta delle caratteristiche di stampa che possono ricordare l’ABS, in particolare vuole un ambiente di lavoro ancora più caldo e stabile.

L’umidità a cui il materiale è sensibile può complicare le cose e rende necessaria una asciugatura prima delle stampa, altrimenti causerà ritiri, difetti estetici e strutturali.

Per l’adesione al piatto sono consigliate le colle specifiche per questo materiale oppure una lastra di policarbonato sul piano di stampa.
Anche in questo caso è utile aiutarla con un Raft o con un buon Brim.

Il piano riscaldato e la camera calda giocano un ruolo centrale nella stampa di questo materiale, in caso di assenza della camera è comunque importante cercare di scaldare più possibile tutta la camera durante la lavorazione.

Similmente all’ABS anche in questo caso se le temperature non sono sufficienti o se la velocità è alta avremo problemi di delaminazione, visibile nel migliore dei casi oppure dentro il pezzo, causandone punti fragilità.

I supporti funzionano bene e sono facili da rimuovere, non lasciando particolari difetti sul pezzo.

Nel caso di pezzi molto grandi, oltre che assicurarsi che abbiano una buona adesione sul piatto, è importante prevedere che ci sia abbastanza materiale in macchina da non doverla aprire, causando un problematico shock termico sul pezzo.

POST-LAVORAZIONI

Il policarbonato si lavora piuttosto bene per asportazione di materiale grazie alla sua resistenza alle alte temperature. E’ anche molto adatto a lavorare con altre parti meccaniche ad esempio in metallo e in applicazioni strutturali in genere a patto che sia stampato correttamente.

ALTRI MATERIALI SIMILI

Esiste sul mercato un blend di PC e ABS che ha caratteristiche sia meccaniche che di processabilità a cavallo tra i due. E’ l’ideale quando si cerca qualcosa in più dell’ABS, con una rigidezza e resistenza al calore maggiori ma senza la complessità di stampa del PC.
Anche le impostazioni di stampa sono a cavallo tra questi due materiali.

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PET-G (Polietilene Tereftalato)

Il PETG fa parte della famiglia del PET (Polietilene Tereftalato) una plastica di uso industriale molto ampio, soprattutto nel settore packaging (bottigliette monouso).
Nella stampa 3D è molto diffuso per essere facile da stampare ma con caratteristiche meccaniche sensibilmente superiori al PLA.


ATTENZIONE!
La guide materiali fanno riferimento ai materiali ufficiali rivenduti da WASP.
Per i materiali prodotti da terze parti le indicazioni di stampa vanno prese solo come linee guida.


SPITFIRE ZEN FLEX*
0.4 0.7 1.2 0.4 0.7 1.2 0.4 0.7 1.2
SI SI SI SI SI EXP EXP EXP EXP

Per questo materiale è consigliato l’uso della cartuccia LT
*Il FLEX extruder stampa solamente filamento di 2.85 mm

PRO CONTRO
  • Parti abbastanza resistenti
  • Discrete prestazioni anche a caldo
  • Costo contenuto
  • Disponibile anche trasparente
  • Alcuni difetti in stampa (collassi e fili)

DIFFICOLTÀ’ DI STAMPA: Medio-facile

ADESIONE AL PIATTO: Colle generiche
TEMPERATURA UGELLO: 210-250 °C
VELOCITÀ: 40-90 mm/s
PIANO DI STAMPA: 70-90°C
CAMERA CALDA:  No
VENTOLA: Dipende


ATTENZIONE!
La calibrazione della stampante è sempre fondamentale per un processo ottimale e evitare danneggiamento alle stampe e alla macchina stessa.
La calibrazione va sempre fatta con il piatto di stampa alla temperatura effettiva che avrà durante il processo.
Vedi: Autocalibrazione, Livellamento manuale


TIPS & TRICKS

Il PETG è molto utilizzato perchè non è difficile realizzare parti anche grandi con questo materiale senza grossi problemi strutturali.

Questo non vuol dire che i pezzi siano necessariamente perfetti e non ci siamo problematiche in questi processi. Un problema molto comune è quello della filatura.
Il PETG infatti durante la stampa tende a lasciare sempre un sottile filo di materiale in corrispondenza degli spostamenti.
Questo problema può essere ridotto lavorando sui parametri di estrusione, sulle retrazioni e sulla temperatura di stampa ma è difficile da eliminare completamente.

Una possibilità per evitare il problema si possono usare impostazioni come “Evita di incrociare il contorno per i movimenti di spostamento” (Avoid crossing outline for travel movements.

Un’ altra variabile è quella della finitura superficiale che può essere anche molto buona nel PETG. Per ottenerla liscia e lucida si può tenere la ventola durante la stampa ad un valore medio-alto. Stampando senza ventola invece si perderà un po nella finitura ma a favore di pezzi più solidi e robusti.

Per l’adesione al piano si possono utilizzare colle specifiche ad alta temperatura oppure una buona lacca, tenendo la temperatura del piatto sotto i 70°C.
E’ importante abbondare con la colla perchè il PETG in caso contrario tende a staccarsi dal piatto tutto in una volta, danneggiando tutta la stampa.

I supporti funzionano bene e sono facili da rimuovere, non lasciando particolari difetti sul pezzo.

Nel caso di pezzi molto grandi, oltre che assicurarsi che abbiano una buona adesione sul piatto, è meglio non utilizzare valori della ventola alti, che possono complicare l’adesione tra i layer e rendere il processo meno affidabile.
Inoltre in caso di sezioni grandi del pezzo la plastica tenderà a raffreddarsi spontaneamente.

POST-LAVORAZIONI

Il PETG presenta discrete proprietà di post-processing, può essere forato e carteggiato senza particolari problemi, più facilmente del PLA che avendo un punto di rammollimento basso tende a “impastarsi” nelle lavorazioni per asportazione di materiale. Allo stesso tempo non vanta la versatilità dell’ABS, che è preferibile quando c’è da fare un post-processing significativo.

ALTRI MATERIALI SIMILI

Sta prendendo sempre più piede tra i produttori di materiali il PET da fonti riciclate, che ha caratteristiche simili ma il valore aggiunto della sostenibilità. Ovviamente prestazioni e processabilità non sono equiparabili ma è un’alternativa interessante.

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PLA (Acido Polilattico Polimerizzato)

Il PLA è sicuramente la plastica più diffusa nel mondo della stampa 3D FDM per la sua ottima processabilità.

La materia prima tra l’altro è di origine organica, dalla fermentazione del mais, che lo rende quindi una plastica bio-based e compostabile.
Le applicazioni nel mondo industriale sono molto legate al packaging per questa caratteristica del materiale, nella stampa 3D invece il PLA è il materiale di riferimento nella produzione di modellini e prototipi di ogni genere.


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SPITFIRE ZEN FLEX*
0.4 0.7 1.2 0.4 0.7 1.2 0.4 0.7 1.2
SI SI SI SI SI SI SI SI SI

Per questo materiale è consigliato l’uso della cartuccia LT
*Il FLEX extruder stampa solamente filamento di 2.85 mm

PRO CONTRO
  • Ottima processabilità
  • Buona finitura superficiale
  • Pezzi rigidi anche a basso spessore
  • Costo relativamente basso
  • Ampia scelta di colori
  • Bio-based e compostabile
  • Prestazioni meccaniche povere
  • Sensibile alle alte temperature
  • Poco lavorabile dopo la stampa

DIFFICOLTÀ’ DI STAMPA: Facile

ADESIONE AL PIATTO: Colle generiche
TEMPERATURA UGELLO: 190-210 °C
VELOCITÀ: 50-100 mm/s (e oltre)
PIANO DI STAMPA: 50 °C
CAMERA CALDA:  No
VENTOLA: Alta o medio-alta


ATTENZIONE!
La calibrazione della stampante è sempre fondamentale per un processo ottimale e evitare danneggiamento alle stampe e alla macchina stessa.
La calibrazione va sempre fatta con il piatto di stampa alla temperatura effettiva che avrà durante il processo.
Vedi: Autocalibrazione, Livellamento manuale


TIPS & TRICKS

Il PLA non presenta problemi particolari durante la stampa, ha sempre una buona adesione tra i layer e non si deforma. Le uniche problematiche che possono essere legate al materiale sono il distacco da piatto e il surriscaldamento.

Il distacco dal piatto si risolve facilmente con una buona calibrazione e utilizzando abbondante colla sul piatto. Le colle devono funzionare anche a bassa temperatura e non c’è necessità di prodotti particolarmente tecnici a meno di pezzi con adesione sul piatto molto povera.

Il surriscaldamento è di solito compensato dalla ventola dell’estrusore che raffredda a grande velocità il materiale. Tuttavia a volte può non essere sufficiente, specialmente nel caso di sezioni molto piccole (ad esempio in cima alla stampa di un cono) o velocità di stampa molto alte.

In questi casi le soluzioni sono varie: diminuire la velocità di stampa, ridurre un po’ la temperatura di estrusione, stampare più pezzi contemporaneamente o potenziare il raffreddamento sul pezzo.

La scelta della temperatura può essere importante. I pezzi stampati a temperature più basse sono tipicamente più belli ma più fragili (scarsa adesione tra i layer). I pezzi a temperature più alte a volte hanno difetti estetici superficiali, anche solo in alcune zone problematiche, ma di solito presentano una migliore adesione generale tra i layer e sono quindi più robusti.

POST-LAVORAZIONI

Il PLA essendo sensibile alle alte temperature non è un materiale ottimo per le lavorazioni dopo la stampa. Nel caso della carteggiatura e della foratura è importante raffreddare il materiale con acqua per evitare che si impasti.
Per questa stessa caratteristica però è molto facile da termoformare, ad esempio immergendo le parti in acqua calda (90°C) per qualche minuto, o utilizzando un getto di aria calda.

ALTRI MATERIALI SIMILI

Sul mercato esistono una varietà molto ampia di materiali a base PLA, specificamente sviluppati per la stampa ad alte velocità o per avere caratteristiche meccaniche particolari.
La processabilità è di solito un po’ diversa ma non rende di solito la stampa complicata.

Tra le versioni di PLA particolari ci sono quelli caricate con polveri, ad esempio con polvere di legno o di grafite, che danno al pezzo finale una finitura molto diversa e vanno a nascondere i layer di stampa. Il prezzo da pagare è il rischio che queste polveri otturino l’ugello di stampa che poi va pulito o sostituito.

Uno dei prodotti più interessanti sul mercato oggi è anche il blend tra PLA e PHA (poli idrossi alcanoati), che rende il materiali un po meno rigido e più plastico, per applicazioni in cui le parti non si devono rompere. Il PHA inoltre è una plastica molto interessante che rende il blend ancora più bio-based e compostabile.

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PP (Polipropilene)

Il Polipropilene (PP) è una delle plastiche più utilizzate nella produzione industriale, con impieghi molto vasti. Si contraddistingue per la sua capacità di lavorare senza rompersi e la sua stupefacente resistenza agli attacchi chimici.
Le applicazioni del polipropilene sono vaste: contenitori, etichette, nastri, sedie ma anche moltissime in ambito chimico e biomedicale.


ATTENZIONE!
La guide materiali fanno riferimento ai materiali ufficiali rivenduti da WASP.
Per i materiali prodotti da terze parti le indicazioni di stampa vanno prese solo come linee guida.


SPITFIRE ZEN FLEX*
0.4 0.7 1.2 0.4 0.7 1.2 0.4 0.7 1.2
SI SI EXP SI SI EXP SI SI SI

Per questo materiale è consigliato l’uso della cartuccia LT
*Il FLEX extruder stampa solamente filamento di 2.85 mm

PRO CONTRO
  • Robustezza delle parti
  • Resistenza chimica
  • Finitura superficiale liscia
  • Adatto al contatto coi liquidi, cibo e pelle*
  • Estremo ritiro durante la stampa
  • Difficoltà a realizzare forme complesse

*Fa riferimento a prodotti con la certificazione specifica

DIFFICOLTÀ DI STAMPA: Alta

ADESIONE AL PIATTO: Colle specifiche, Nastro in PP, piano in PP
TEMPERATURA UGELLO: 230-255 °C
VELOCITÀ: 30-60 mm/s
PIATTO DI STAMPA:in base all’adesivo
CAMERA CALDA:  Si (60°C)
VENTOLA: Bassa o assente


ATTENZIONE!
La calibrazione della stampante è sempre fondamentale per un processo ottimale e evitare danneggiamento alle stampe e alla macchina stessa.
La calibrazione va sempre fatta con il piatto di stampa alla temperatura effettiva che avrà durante il processo.
Vedi: Autocalibrazione, Livellamento manuale


TIPS & TRICKS

I problemi fondamentali da affrontare nella stampa 3d del polipropilene sono due: l’adesione al piatto e il forte ritiro durante la stampa.

L’adesione al piatto può essere risolta con colle sviluppate appositamente per questo materiale, che per le sue caratteristica chimica tende a staccarsi da quasi tutte le colle tradizionali.

Una alternativa è l’utilizzo di un nastro adesivo in PP: questa pellicola viene applicata sul piatto prima della stampa e rimossa al termine. La compatibilità chimica tra la pellicola e il materiale che esce dall’ugello garantisce una forte adesione. In questo caso è bene non superare la temperatura di 40 °C sul piano di stampa.

L’ultima soluzione può essere quella di utilzzare un piano rigido in polipropilene da fissare sul piano di stampa. L’adesione in questo casa è estrema, diventa invece complicata la rimozione del pezzo dal piano.

In tutti i casi è consigliabile un ampio Brim sul pezzo di almeno un paio di centimetri e anche su più layer.

Il ritiro del materiale durante la stampa invece è un problema più complesso da risolvere. 

Il fatto di utilizzare una camera calda ed evitare shock termici sul pezzo aiuta, come anche il mantenere bassa la temperatura di estrusione e stampare lentamente.

Altri aspetti importanti sono:

  • rispettare la velocità di stampa del polipropilene
  • non esagerare con la potenza della ventola: il raffreddamento veloce aumenta il ritiro
  • progettare la geometria in modo da avere una buona adesione sul piatto
  • evitare sottosquadri oltre il 35%

La fase di progettazione è fondamentale nella stampa del polipropilene.
Con questo materiale è più che mai importante studiare la forma dell’oggetto considerando la lavorazione a venire.

I supporti possono essere utilizzati per contenere il ritiro del materiale ma non sono sempre facili da rimuovere.

POST-LAVORAZIONI

Il polipropilene consente lavorazioni prevalentemente attraverso i materiali abrasivi.
Come tutte le plastiche se sollecitato troppo velocemente tende a scaldarsi e impastarsi. Inoltre presta bene alla foratura e all’incollaggio di altri materiali, per esempio imbottiture.

ALTRI MATERIALI SIMILI

Il polipropilene si può acquistare in diversi gradi, con caratteristiche diverse e processabilità diverse.

Esistono in commercio anche dei prodotti caricati con fibra di vetro o di carbonio, che ne rendono più semplice la stampa e ne modificano le proprietà rendendo i prodotti più rigidi e fragili.

Tra i materiali simili al polipropilene esiste anche il polietilene ad alta densità (HDPE) che però è molto poco utilizzato nella stampa 3D per le sue proprietà meccaniche inferiori e il problema della delaminazione in stampa.

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TPU (Elastomeri Termoplastici)

Gli elastomeri termoplastici sono polimeri che coniugano le caratteristiche delle gomme con la processabilità dei polimeri termoplastici. Si trovano spesso in commercio con le sigle TPE e TPU in base alla loro natura chimica.

Sono materiali facilmente colorati e hanno un ottima durabilità nel tempo grazie alle loro proprietà elastiche.
Le applicazioni sono molto vaste e vanno dagli oggetti di uso quotidiano, come grip, guarnizioni e piccoli contenitori, a parti molto tecniche ad esempio nell’ambito biomedicale.


ATTENZIONE!
La guide materiali fanno riferimento ai materiali ufficiali rivenduti da WASP.
Per i materiali prodotti da terze parti le indicazioni di stampa vanno prese solo come linee guida.


SPITFIRE ZEN FLEX*
0.4 0.7 1.2 0.4 0.7 1.2 0.4 0.7 1.2
EXP EXP EXP EXP EXP EXP SI SI SI

Per questo materiale è consigliato l’uso della cartuccia LT
*Il FLEX extruder stampa solamente filamento di 2.85 mm

PRO CONTRO
  • Elasticità
  • Morbidezza
  • Tante colorazioni
  • Durata nel tempo
  • Alcune complessità in stampa
  • Velocità di stampa relativamente bassa

DIFFICOLTÀ’ DI STAMPA: Medio-Difficile

ADESIONE AL PIATTO: Colle generiche, Colle specifiche, Piano in vetro
TEMPERATURA UGELLO: 195-235 °C
PIANO DI STAMPA: 50 °C
VELOCITÀ: 15-60 mm/s
CAMERA CALDA:  No
VENTOLA: Alta


ATTENZIONE!
La calibrazione della stampante è sempre fondamentale per un processo ottimale e evitare danneggiamento alle stampe e alla macchina stessa.
La calibrazione va sempre fatta con il piatto di stampa alla temperatura effettiva che avrà durante il processo.
Vedi: Autocalibrazione, Livellamento manuale


TIPS & TRICKS

I problemi fondamentali nella stampa degli elastomeri termoplastici sono l’annodamento del materiale sul tirafilo e il ritiro durante la lavorazione.

L’annodamento è molto legato al tipo di estrusore e materiale che si sta utilizzando. I materiali più morbidi sono maggiormente soggetti a questo fenomeno. Un altro fattore cruciale è il diametro del filamento che nel caso dello standard da 1.75 mm rende molto più complessa e instabile la lavorazione, costringendo a velocità di stampa molto basse.
Può aiutare in questi casi utilizzare una velocità di stampa molto bassa e una temperatura dell’estrusore alta.

Per smorzare il ritiro invece è importante individuare la temperatura di stampa più adatta (quando è più bassa si riduce il ritiro) e l’orientamento migliore del pezzo sul piano.
Un altro problema è quello dello “sbandieramento” del pezzo: se l’adesione sul piatto non è molto buona l’estrusore durante la stampa può colpire il pezzo innescando una serie di movimenti e vibrazioni che possono impoverire la qualità del pezzo o inficiare completamente la lavorazione in caso di geometrie complesse.

In questo senso la velocità di spostamento (travel speed) e il sollevamento verticale (vertical lift – z hop) hanno un ruolo importante per ridurre le vibrazioni sul pezzo.

Un buon raffreddamento aiuta a mantenere sotto controllo la situazione, per questo motivo la ventola lavora sempre al massimo della potenza e talvolta può essere utile lavorare con una fonte di aria supplementare sul pezzo.

L’adesione sul piatto non è particolarmente problematica, nel caso di superfici molto lisce il materiale tende a incollarsi in maniera importante senza bisogno di colle.
Nel caso di piatti in materiali generici e porosi è sufficiente una buona lacca o una delle colle specifiche che si trovano sul mercato.

Per facilitare la rimozione del pezzo dopo la stampa è utile aspettare che torni a temperatura ambiente.

I supporti si possono utilizzare ma essendo flessibili sono molto sensibili alle vibrazioni, per questo è meglio prevedere che abbiano sempre una buona base e non siano stampati troppo velocemente. Inoltre, in alcuni casi, sono piuttosto complicati da rimuovere.

POST-LAVORAZIONI

Le post lavorazioni su questo tipo di materiale sono piuttosto limitate, la finitura superficiale è normalmente già buona dal processo di stampa. Si prestano molto bene al taglio con lame o forbici ma molto male alle lavorazioni con materiale abrasivo.

ALTRI MATERIALI SIMILI

I materiali della famiglia degli elastomeri termoplastici sono molti e vari, tra loro variano per proprietà, tipicamente per la durezza che è definita secondo lo shore.
I materiali con shore A sono più morbidi (un valore numerico più alto vuol dire che il materiale è più duro), i materiali con shore D sono più rigidi(un valore numerico più alto vuol dire che il materiale è più duro).

Tra gli elastomeri si trovano anche alcuni prodotti specifici, per esempio per il contatto con il cibo o con la pelle.

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