Case stampate in 3D, equilibrio tra tecnologia e ambiente

WASP presenta una nuova idea di casa interamente stampata in 3d. È il progetto Eremo: una nuova avventura in cui domini progettuali ed esecutivi fino ad oggi inesplorati si fondono alla tecnologia WASP.

L’obiettivo di WASP è da sempre lavorare al servizio della società, cercare soluzioni sostenibili ai bisogni primari dell’uomo ottimizzando le risorse a disposizione, siano esse ambientali, energetiche, tecnologiche o umane. Da diversi mesi WASP sta testando materiali e sperimentando tecnologie all’avanguardia per studiare un nuovo modo di abitare, partendo dalla stampa 3D.

Render - Casa in terra cruda  stampata in 3d
Render - Casa in terra cruda stampata in 3d

Grazie alle esperienze accumulate fino ad oggi, con la sperimentazione della stampante 3d Big Delta WASP 12MT, sempre in progressivo avanzamento, è stato creato Eremo, un modello versatile e riproducibile di rifugio con un impatto ambientale tendente a zero grazie all’utilizzo di materiali a km zero e di macchinari di prototipazione rapida o a controllo numerico. Con l'ingegnerizzazione e la fabbricazione digitale oggi è possibile massimizzare l'efficienza delle risorse presenti sul territorio e contenere i costi di produzione.

La ricerca di un connubio tra tecnologia e ambiente ha portato a questo “archetipo architettonico”, frutto di un progetto d'investigazione multidisciplinare intorno al quale ruotano e convergono una pluralità di ambiti: le energie rinnovabili, il design d’arredo, le ricerche sull’idroponica e le coltivazioni su giardini verticali. Tutti questi ambiti progrediscono parallelamente per confluire in un modello di casa fondata sui principi dell’autoproduzione, della riproducibilità e della scalabilità.

Eremo è un modello di architettura “passiva”, perché in grado di soddisfare la maggior parte del suo fabbisogno energetico con dispositivi passivi, capaci di produrre energia anziché consumarla. Un modello di casa che libera l’uomo dal debito e che non inquina. Essendo costruita con soli materiali naturali e reperiti sul territorio, completamente riutilizzabili o compostabili a fine vita, questo modello di architettura non lascia scarti.

TECNICA COSTRUTTIVA MISTA

L'ingegnerizzazione e la fabbricazione digitale permettono di prevedere, in fase di progettazione, una pluralità di variabili inerenti la struttura interna ed esterna dell’edificio. È possibile intervenire sull'isolamento termico o acustico delle pareti. Si possono studiare gli alloggiamenti per la disposizione impiantistica interna al muro per eventuali esoscheletri strutturali in legno, oltre alla pianificazione di strutture autoportanti e antisismiche.

estrusore stampa 3d case
estrusore stampa 3d case

Il processo di sperimentazione sull'ottimizzazione della composizione del materiale è uno step fondamentale per la buona riuscita del progetto. Per la realizzazione del muro è stata utilizzata una tecnologia LDM con un impasto di materiali semplici: terra, paglia e acqua.

Le strutture realizzate con la terra cruda possiedono un’elevata inerzia termica, hanno una buona resistenza alla combustione e rispondono positivamente a eventi sismici. Con l’aggiunta di sabbia e calce è possibile ottenere pareti più traspiranti mantenendo una composizione completamente naturale.

MATERIALI E PROPRIETÀ

Terra

Ha un’elevata inerzia termica, garantendo ambienti freschi d’estate e caldi d’inverno. Funziona come accumulatore di calore: riscaldandosi e raffreddandosi lentamente, permette uno sfasamento termico tra la superficie interna ed esterna della parete di oltre 12 ore (variando in rapporto alle temperature, zone climatiche e spessori della parete). È un ottimo isolante acustico (una parete di 14,3 cm in terra cruda, intonacata con argilla, consente una insonorizzazione di 43 dB). Presenta una buona resistenza al calore, in caso d’incendio subisce un processo di cottura. Buona la resistenza a episodi sismici.

Inoltre, la terra funge da regolatore igrometrico dell’aria, assorbendo l’umidità e rilasciandola quando l’ambiente interno è più secco, mantiene la percentuale di umidità pressoché costante durante il passaggio tra il giorno e la notte e nelle diverse stagioni. Essendo altamente traspirante, consente il passaggio del vapore acqueo dall’interno verso l’esterno, abbattendo il rischio d’insorgenza di muffe. Assorbe le sostanze nocive, gli odori e il fumo, depurando l’aria in maniera naturale.

Paglia

Ottimo isolante termico, dall’alto potere fonoassorbente. Se mischiata con altri materiali traspiranti come la terra cruda e la calce, agevola questa proprietà, prevenendo la formazione di umidità e di muffe all’interno dell’abitazione. Ottimo comportamento sotto l’azione sismica, permette un alleggerimento della struttura e ne aumenta la flessibilità, consentendo l’assorbimento delle vibrazioni e riducendo la possibilità di cedimenti strutturali.

Calce e Sabbia

Questi inerti hanno la capacità di dare stabilità dimensionale ai manufatti di terra, riducendo il fenomeno del ritiro in fase di essiccamento. Inoltre, hanno la funzione di rendere l’impasto più omogeneo e contribuiscono a favorire la regolazione igrometrica dell’aria. Nello specifico, la calce permette il verificarsi di un processo chimico chiamato carbonatazione, ovvero, la calce bagnata e spenta [idrato di calcio Ca(OH)2], asciugando, rilascia acqua ed assorbe anidride carbonica (CO2) dall'aria mutando la sua struttura in carbonato di calcio (CaCO3). La calce, attraverso la carbonatazione, lapidifica in un minerale uguale alla pietra originaria messa nei forni prima della cottura.


Stampiamo insieme la prima CASA DI TERRA !!

A Shamballa si lavora senza sosta ormai da alcuni giorni. Il Parco Tecnologico di WASP, a Massa Lombarda (Ravenna) è un cantiere aperto in cui dal lunedì al venerdì procedono le sperimentazioni, ma nei week end non ci si ferma: mentre la BigDelta continua a stampare, all’ombra della tensostruttura ci si confronta per fare il punto della situazione e progettare le attività dei giorni successivi. Un confronto di lavoro, che WASP ora intende allargare a tutto il mondo Maker e in generale a chiunque senta la spinta a partecipare, avverta cioè il desiderio di dare il proprio contributo per la realizzazione concreta del sogno:

"la prima casa interamente stampata con materiali non inquinanti, reperiti sul territorio, un misto di terra e paglia impastato con l’aiuto di una molazza e di una motozappatrice."

Il metodo di lavoro è molto semplice: ad ogni problema una soluzione. Ogni giorno, in pratica, si fanno nuove scoperte, ci si confronta con piccoli e grandi ostacoli che di volta in volta vengono affrontati e superati. Dopo i test dei primi giorni, la prova iniziata sabato scorso e ripresa nel pomeriggio di lunedì si è rivelata molto convincente, tanto che abbiamo deciso di proseguire la stampa fino alla realizzazione della prima struttura abitabile.

I primi giorni di lavoro ci hanno fatto comprendere tante cose. L'impasto di terra e paglia è molto robusto e la grande quantità di paglia lo rende anche leggero. Una doppia elica interna crea un’armatura che dà una forte sensazione di robustezza. Attualmente siamo arrivati a un’altezza di circa 50 centimetri, stampando più di 400 quintali di materiale.

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Dunque la strada è tracciata e nei prossimi giorni proseguiremo fino a raggiungere un’altezza che renda abitabile la prima struttura. Ma la performance potrà dirsi conclusa solo quando distruggeremo il prototipo, rimetteremo il materiale utilizzato al suo posto e la terra potrà essere di nuovo destinata alla coltivazione.

Mentre la BigDelta lavora al Parco Tecnologico Shamballa, WASP organizza laboratori all’aperto e invita tutti i Maker.

Il Parco Tecnologico Shamballa però non è solo BigDelta. La parola chiave infatti è autoproduzione. Nella visione della città ideale, Casa, Cibo, Lavoro, Salute, Educazione e Arte, tutte le esigenze di base dell’uomo devono essere affrontate tramite questo approccio, perché l’obiettivo è la costruzione di una microeconomia autosufficiente che produca il necessario per chi la abita. Così nei prossimi giorni faranno la loro comparsa al campo anche le altre stampanti di WASP. Prima fra tutte l’ultima nata, la Delta WASP 3MT, una macchina che può stampare direttamente il granulo e questa è la novità più importante, ma cambiando estrusore si possono estrudere impasti (cemento, polimeri…). E c’è una terza funzione: è possibile inserire nella Delta WASP 3MT un utensile che consente di fresare e permette di tagliare diversi materiali.

Verranno così realizzati gli arredi della casa ed è questo il tema del primo di una serie di laboratori all’aperto, che si svolgeranno Sabato 23 Luglio. Chi vorrà partecipare al confronto e alla progettazione potrà usare le stampanti. E lo stesso accadrà nei laboratori all’aperto che WASP organizzerà successivamente, sempre durante i fine settimana: dalla coltivazione verticale (spirale aromatica) alla ceramica, dalla stampa di piatti e bicchieri ai forni per terracotta.

Nei giorni scorsi hanno partecipato attivamente alle sperimentazioni che si sono svolte al campo Shamballa i ragazzi del FabLab di Venezia. Ma l’invito è rivolto a tutti i maker che intendono passare dal sogno all’azione. Dunque vi aspettiamo al campo!!


Partite le sperimentazioni al Parco Tecnologico Shamballa

Sono iniziati i lavori di sperimentazione con l'imponente BigDelta WASP 12MT in via della Cooperazione a Massa Lombarda (RA).

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TORNA LA BIGDELTA12m DI WASP

La gigantesca stampante 3D sarà al centro di un parco tecnologico che nasce a Massa Lombarda in collaborazione col Comune

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Nasce un parco tecnologico di stampa 3D con al centro la BigDelta di WASP alta 12 metri. Succede a Massa Lombarda (Ravenna) grazie alla collaborazione tra l'azienda romagnola e il Comune, che ha messo a disposizione un'area verde nella zona industriale del paese, in viale della Cooperazione. Martedì 22 marzo 2016, la firma dell'accordo tra il sindaco Daniele Bassi e Massimo Moretti di WASP. Ai primi di aprile l'avvio dei lavori.

Lo scopo dell'iniziativa è duplice. WASP, azienda leader nella stampa 3D, intende divulgare lo stato attuale della sua tecnologia attraverso la realizzazione di un villaggio ecosostenibile e a basso costo. Massa Lombarda diventerà così un importante centro di sperimentazione tecnologica sulla stampa 3D, un'esperienza unica in Italia e probabilmente al mondo.

Da sempre - dichiara il Sindaco Daniele Bassi - Massa Lombarda è un territorio d'innovazione e l'importante accordo siglato oggi dimostra che l'unione di energie, impegno e creatività tra l'Amministrazione comunale e imprenditori privati particolarmente capaci come Massimo Moretti, rappresenta un elemento decisivo di crescita a beneficio della nostra città e dei giovani a cui intendiamo consegnare un futuro adeguato, che possa corrispondere alle loro speranze”.

Abbiamo deciso di chiamare il parco tecnologico Shamballa – annuncia Moretti – dal nome del luogo mitico che rappresenta la città della pace, della tranquillità e della felicità, una città evoluta sia a livello spirituale sia tecnico, di cui si parla in migliaia di documenti e che fa parte dell'immaginario collettivo. La casa, il cibo, il lavoro e la salute sono ciò di cui l’uomo necessita per vivere – prosegue Moretti – Nella nostra Shamballa stamperemo case, ma anche sistemi di coltivazione verticale di diverse dimensioni. Inoltre ci sarà un laboratorio con stampanti compatte per creare oggetti (dal complemento d’arredo al biomedicale, all’oreficeria, alla ceramica). E grazie alla collaborazione di alcuni artisti intendiamo sviluppare anche un progetto culturale”.

Sarà la realizzazione pratica di un concetto di economia sostenibile che WASP ha “battezzato” Maker Economy. Si tratta di un nuovo modello in cui tutto può essere autoprodotto, dove esiste la possibilità di non dipendere da entità che detengono il monopolio produttivo. Il modello della Maker Economy è esportabile ovunque, ancor più che nella nostra società potrebbe funzionare dove ancora non esistono un tessuto produttivo e una rete di infrastrutture ben funzionanti. Come è noto il progetto di WASP è rivolto in particolare ai Paesi più poveri del mondo.

La BigDelta fu presentata in anteprima mondiale al raduno “La realtà del sogno”, svoltosi sempre a Massa Lombarda il 18, 19, 20 settembre 2015 con la partecipazione di alcune migliaia di persone. Successivamente, in ottobre, la stampante gigante è stata portata a Roma e montata all'ingresso della Maker Faire 2015, dove ha suscitato uno straordinario interesse. Rimasta per un po' in letargo per ragioni climatiche, ora la BigDelta torna al lavoro e in una sede permanente. L'accordo siglato oggi ha infatti la durata di tre anni, rinnovabili.

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Progetto TOC Lo sviluppo legato all'idea

Cambiare l'approccio progettuale dell'architettura grazie alla tecnologia di stampa 3D. Un obiettivo ambizioso ma realistico che Pier Carlo Ricci, di Artificio Digitale, insegue anche grazie a WASP.

Il primo passo è il Progetto TOC, che è nato pensando all'evoluzione del lavoro della Big Delta. Le immagini sono molto più significative delle parole.

In sostanza siamo nel campo dello sviluppo. E' l'idea che si adatta alla tecnologia e non viceversa. E si passa dalla prefabbricazione di componenti a una vera e propria prefabbricazione progettuale.

I vantaggi sono molteplici, oltre a quelli già noti legati al progetto WASP, sostenibilità ambientale e contenimento dei costi in primis. Le soluzioni progettuali sono infinite e c'è la massima versatilità compositiva. In poche parole, una volta stabilite le regole di base, chiunque può creare il proprio oggetto come preferisce. Lo sviluppo è legato all'idea ed è possibile raggiungere livelli di qualità estetica molto elevati.

“Avere la possibilità di pensare la progettazione di ambienti (domestici, operativi, di emergenza, etc...) in termini di prodotto anziché di architettura - sostiene Ricci – necessita la riorganizzazione dell'approccio in termini fortemente interdisciplinari: la visione artigianale del singolo prodotto, la progettazione del designer per le forme libere, la soluzione ingegneristica della tecnologia di realizzazione, la creazione corretta di spazi a misura d'uomo dell'architetto e il controllo della filiera produttiva dell'industriale”.

WASP guarda con grande interesse al lavoro svolto da Artificio Digitale e il progetto TOC è senza dubbio un primo approccio che fa intravedere grandi potenzialità.

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Immagini di Artificio Digitale 

“Se immaginiamo di approfondire con grande dettaglio le regole della composizione e definire chiaramente i limiti tecnologici produttivi – conclude Pier Carlo Ricci – sarà possibile realizzare uno strumento software sufficientemente evoluto e adattandosi alle richieste iniziali di spazi, funzionalità, topografia del luogo, budget e ogni altro input informativo, sviluppare una proposta progettuale completa e soddisfacente, pronta da affidare ai sistemi di produzione fisica”.

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  Stampa 3d progetto TOC con  porcellana utilizzando Delta WASP 4070

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  Stampa 3d progetto TOC con  porcellana utilizzando Delta WASP 4070

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  Stampa 3d progetto TOC con  porcellana utilizzando Big Delta 4m


BigDelta WASP 12 metri – La realtà del sogno

Ce l’abbiamo fatta. La BigDelta 12MT non è più un sogno, ha preso forma e sta per essere presentata al mondo.

L'inaugurazione si è tenuta il 18, 19 e 20 settembre 2015, durante lo svolgimento di un evento che a Massa Lombarda tre giorni di workshop, concerti e spettacolo tra i peschi della campagna romagnola.. A pochi metri dalla sede di WASP, dove tutto è nato.

La Realtà del Sogno

La BigDelta WASP 12MT

Le ricerche che abbiamo svolto per sviluppare la BigDelta 12MT ci hanno portati negli anni a migliorare continuamente le stampanti compatte, l’abbiamo sempre detto: guardare al grande, lavorare nel piccolo.

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Anche in questo senso dobbiamo molto a questo progetto, è stato il motore che ha alimentato entusiasmo e ricerca negli ultimi tre anni. Questa tappa importante non è però un punto di arrivo, la visione è diventata molto più ampia.

Leggi la storia dello sviluppo della BigDelta 12MT

Il nuovo obiettivo è la Maker Economy.

La Maker Economy è un nuovo modello in cui tutto può essere autoprodotto, dove esiste la possibilità di non dipendere quindi da entità invalicabili che detengono il monopolio produttivo.

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WASP è l’acronimo di World’s Advanced Saving Project e la nostra ricerca è incentrata sul benessere collettivo e la conoscenza condivisa. Non è necessario essere grandi per trattare grandi temi, sono proprio questi contenuti a dare un senso al nostro operato.

La Casa, il Cibo , il Lavoro e la Salute sono ciò di cui l’uomo necessita per vivere.

“La realtà del sogno” è per noi un prezioso momento per condividere conoscenze e idee ma soprattutto festeggiare questa importante tappa con coloro che hanno seguito il progetto, chi ci ha supportato, chi non ne sa nulla ma ne è incuriosito, chi crede in un mondo migliore.

L’entusiasmo cresce, l’obiettivo è sempre altissimo.

WASP si connette alle energie di Shamballa, che il viaggio verso la città perfetta abbia inizio.

Bzzzzz….

I video dell'evento

https://youtu.be/CZMTQLVTJdA

https://youtu.be/Pcw7Y9v9_wM


Il nuovo estrusore WASP - verso la realizzazione del sogno

Ce lo insegnano gli animali: ogni energia sprecata va ritrovata procurandosi del cibo, facendo rifornimento quando è necessario. L'innovazione che rappresenta il passaggio decisivo del nostro percorso verso la WASP GigaDelta alta 12 metri, cioè verso la stampante che sarà in grado di costruire le case di argilla, si ispira proprio a questo concetto. Alla fine la soluzione del problema che ci ha perseguitato per anni era proprio nel nostro nome. Nella natura. Era nella vespa vasaia da cui abbiamo preso spunto.

Rispetto al modello presentato alla Maker Faire di Roma del 2014 quello che caratterizza l'evoluzione decisiva è il nuovo estrusore. Il controllo dei movimenti nella stampa 3D è indispensabile, ma questo non era possibile con il vecchio estrusore a pompa peristaltica. Ecco perché l'abbiamo completamente ridisegnato con un concetto a coclea. Ora abbiamo un estrusore che è in grado di gestire addirittura la ritrazione, può cioè interrompere il lavoro e ritirare il materiale estruso.

In poche parole siamo passati dall'estrusione continua al controllo preciso dei flussi, alla possibilità di interrompere e riprendere l'erogazione in maniera micrometrica. Il nuovo estrusore può essere montato e smontato rapidamente, si pulisce automaticamente, consuma pochissimo e ha un controllo costante a tutte le velocità. Inoltre grazie all'ugello rotante il materiale non viene solo estruso ma anche impastato in uscita, in modo da permettere una corretta adesione dei layer uno sull'altro.

Se ci voltiamo indietro e pensiamo al nostro percorso, l'ostacolo più grande verso la realizzazione della GigaDelta è stato proprio, fin dall'inizio, l'estrusione dei materiali. Dovevamo capire non solo come estrudere, ma anche come ricaricare e tenere attivo il sistema. E' stata una ricerca continua e abbiamo provato davvero tante soluzioni. Alla fine siamo tornati alla vespa vasaia che deposita materiale e va a procurarselo quando è finito. Con lo stesso sistema, la nostra macchina riduce al minimo il consumo di energia. Ora noi possiamo tranquillamente stampare e spostarci di lato tutte le volte che abbiamo bisogno di caricare materiale. Non esiste più il lavoro dato dallo spostamento in altezza e il risparmio di energia è evidente: per spingere argilla nei tubi occorrono diversi kilowatt, lasciandola cadere controllata con una vite bastano alcune decine di watt.

Tutti questi accorgimenti sono contenuti nel nostro nuovo estrusore e caratterizzano la stampante. Sono già a tutti gli effetti soluzioni tecniche pronte per essere replicate in scala più grande. Ora possiamo dire di aver realizzato una macchina che dà forma a oggetti senza richiedere energia e si tratta a nostro avviso di una rivoluzione, non solo in termini di edilizia. Pensiamo ad esempio alla possibilità di costruire non soltanto case, ma ricoveri per gli animali, giardini pensili. Cambia completamente l'approccio e il centro del progetto è l'energia.

 

 

Quali ulteriori sviluppi potrà avere l'ugello rotante? Ancora non lo sappiamo. A noi questo sistema serviva per impastare meglio il materiale e tenere pulito l'ugello. E' da quella necessità che siamo partiti per arrivare al risultato finale. La forza di questa tecnologia rispetto a tutte quelle messe a punto finora è che si tratta di un sistema ad alimentazione continua, si alimenta cioè mentre la macchina funziona. Chi ha vissuto negli anni i vari passaggi tecnologici può facilmente capire la portata di questa evoluzione. Anche solo l'ugello potrebbe avere dei contenuti importanti nel mondo dell'edilizia. E' una sorta di betoniera a funzionamento controllato. Ulteriori applicazioni sono, come sempre, da scoprire. E' un mondo, il nostro, dove spesso si passa da una tecnologia all'altra. Qui non bisogna essere dogmatici, serve l'umiltà per capire quale soluzione va bene e quale no, occorre essere pronti a cambiare strada tutti i giorni, a volte perfino a buttare via tutto quello che si è fatto fino a quel momento.

In tanti ci chiedono quando costruiremo la prima casa. Ora ci sono tutte le condizioni per il balzo decisivo. Noi pensiamo di aver svolto il nostro ruolo, pensiamo cioè di aver progettato (e a breve la costruiremo) una stampante in grado di fare la casa. Le condizioni insomma ci sono. Poi entrano in gioco altri fattori, occorrono altri soggetti: i territori, i comuni, le istituzioni. Sardegna Ricerche e il Comune di Iglesias si sono dimostrati interessati al progetto. Certo dovrà essere un lavoro di équipe e servirà un team. Altre squadre cominceranno a usare la macchina, noi continueremo a fare ricerca per migliorare il sistema. E' la nostra straordinaria, affascinante “condanna”.

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La BigDelta WASP mentre stampa al 3D Print Hub di Milano (5, 6 e 7 marzo) un progetto di architettura modulare di ArtificioDigitale.

 


Stampa 3D in argilla a Marrakech - Wasproject

 

Ait Ben Haddou. Ci siamo ritrovati qui con una pala ed un piccone a cercare terra buona per le nostre stampanti. L’idea è nata da un depliant che illustrava la città, patrimonio dell’Unesco, come esempio di architettura ancestrale: un dedalo di case in argilla, proprio ciò che faceva al caso nostro.

Alì, il nostro autista, ci ha raccontato che nel deserto le abitazioni sono costruite con l’argilla e che la tradizione berbera vuole che in occasione di un matrimonio gli sposi scelgano il colore della terra da utilizzare per erigere la propria casa futura, argilla rossa o verde.

Così siamo stati guidati tra gli alti muri di terra di Ait Ben Haddou, stagliati su un azzurro a perdita d’occhio. L’impatto è stato fortissimo. Alì ci ha spiegato che le case che stavamo guardando non hanno bisogno di nessun tipo di ristrutturazione se non l’aggiunta di due centimetri di terra sui muri esterni ogni cinque anni. Questo, nel clima continentale e molto piovoso del cuore del Marocco, che ci ha offerto l’occasione di confrontarci quindi con il problema di lavamento, di condizioni atmosferiche anche difficili. Alle nostre spalle, meravigliose montagne innevate. Stiamo già pensando a quale sia l’additivo per ovviare al problema della pioggia ed evitare queste aggiunte di terra periodiche, prendendo ispirazione dalla tradizione cerchiamo la soluzione tecnologica ad un problema antico.

Così è iniziato il nostro lavoro di raccolta della terra per fare l’impasto per la nostra Big Delta.  Armati di pala, setacci e sacchi. Gli strati di terreno erano multipli e di colori differenti. Quello trovato in superficie si è poi verificato troppo sabbioso per l’utilizzo che dovevamo farne, mentre lo strato immediatamente sottostante, sempre di colore rosso, era perfetto. La composizione di argilla e sabbia era nelle proporzioni giuste perché la prima drenasse l’acqua e la seconda facesse da collante, dando vita ad un impasto omogeneo e funzionale. Non a caso, era proprio il tipo di terra utilizzato dagli abitanti di Ait Ben Haddou per la costruzione delle loro case.La nota di costume è che il luogo dove abbiamo raccolto l’argilla era l’arena del film “Il gladiatore”, e così, col sorriso, anche noi, come il protagonista, abbiamo accolto una sfida su quel terreno.

Tornati a Marrakech, all’interno del Fab Lab temporaneo di African Fabbers con i ragazzi di Urban FabLab che ci hanno coinvolti nel progetto, è stato un incontro di mani e soprattutto di piedi, abbiamo impastato le diverse argille con acqua all’interno di tinozze di lamiera, calpestandole. Lavorare la materia prima in questo modo è stato un po’ rappresentativo della nostra idea: connettersi con la tradizione, prendere il meglio di ogni tecnologia,  vecchia o nuova che sia, e riutilizzarla per costruire un sogno.

Nel video, la Big Delta (vincitrice del Green Award al 3D Printing London Show 2013) all’opera nella stampa di geometrie generative ottenute tramite Grass Hopper con l’argilla di Ait Ben Haddou.