Si stampano in 3D le protesi per i bambini della Siria

Attivo a Damasco un laboratorio di protesi stampate in 3D donato da AMAR, WASP e Arche 3D.

Il piccolo siriano sembra perplesso, forse non capisce bene cosa sta succedendo. Poi vede l’arto artificiale colorato che gli hanno applicato al posto del braccio destro mancante e il suo volto si illumina in un sorriso che scalda i cuori.

https://youtu.be/GQ_DWc3KZrM
Yasser Al Khaled prova la sua protesi stampata in 3d
https://youtu.be/LlGXXFgRiss
Yasser Alkaled e la scansione 3d

La sua è una delle prime protesi stampate in 3D nel laboratorio in Siria che l’associazione AMAR Costruire Solidarietà Reggio Emilia, WASP e Arche 3D WASP Hub Mantova hanno donato all’Università di Damasco.

Chissà – commenta Massimo Moretti, Ceo di WASP – forse quel bambino ha perso il braccio proprio a causa di una mina anti-uomo italiana. Ora sa che in Italia non si producono solo armi”.

Yasser Alkaled e la scansione 3d

Le tappe della nascita del laboratorio delle protesi satmapte in 3D in Siria

Poco più di un anno fa un cardiologo siriano trapiantato da diversi anni a Reggio Emilia, Jean Bassmaji, accompagnato da Carlo Masgoutiere di Arche 3D, si presenta nella sede di WASP con una richiesta particolare. Jean ha fondato l’associazione AMAR allo scopo di aiutare il suo popolo, martoriato dalle guerre. Ha saputo che WASP ha creato una Officina Ortopedica Digitale e spera di poter ottenere uno sconto per acquistarne una da impiantare in Siria. Jean rimane sbalordito e commosso quando Moretti, di slancio, si offre di installare gratuitamente a Damasco un laboratorio perfettamente attrezzato, fornendo sia le stampanti, sia la formazione necessaria per poter realizzare le protesi.

Inizia così un febbrile lavoro per arrivare ai giorni nostri. Le relazioni con Damasco per coinvolgere l’Università sono ben presto avviate, ma gli ostacoli da superare sono innumerevoli. Ad esempio occorre creare le condizioni affinché le macchine e il materiale possano essere trasportati in Siria senza rischi, prima in nave, poi superando gli innumerevoli posti di blocco controllati dalle diverse fazioni in lotta. Nel frattempo il professor Firas Al-Hinnawy, della facoltà di Bioingegneria Medica dell’Università di Damasco, è in Italia, nella sede di WASP, dove segue un corso di formazione che gli permetterà di trasferire ai suoi allievi le conoscenze necessarie per utilizzare al meglio le stampanti 3D.

Il laboratorio con le stampanti 3D di WASP all'Universita di Damasco in Siria

WASP in Siria - Consegna laboratorio di protesi in 3d al prof Firas

Da circa un mese una Delta WASP 4070 INDUSTRIAL e una Delta WASP 2040 PRO, scanner, pc, monitor e materiale tecnico, costituiscono l’attrezzatura del laboratorio attrezzato nel campus universitario di Damasco, dove si lavora per dare un sollievo a centinaia dei circa 50 mila mutilati del Paese. Assieme a Jean Bassmaji, Carlo Masgoutiere si è recato personalmente in Siria per una decina di giorni e ha contribuito all’ulteriore formazione di studenti e professori.

WASP in Siria - Studenti al lavoro nel laboratorio di protesi in 3d a Damasco

Carlo è rientrato entusiasta: “C’è grande fermento e siamo stati accolti con tutti gli onori. Ora l’obiettivo è formare più persone possibili e realizzare protesi sempre più sofisticate. Lo scambio di conoscenze è virtuoso. Ad esempio una ragazza siriana ha già sviluppato un sistema con dieci movimenti, che vengono memorizzati sul braccio esistente e trasferiti alla parte mutilata”.

Le due basi del ponte sono state gettate – aggiunge Massimo Moretti – Ora gruppi di persone così distanti possono dare forma ai medesimi pensieri. Quello che viene progettato a Damasco può materializzarsi in Italia e viceversa, saltando a piè pari frontiere e check-point”.

Studenti e insegnanti al lavoro per dare un sollievo ai mutilati di guerra

Finalmente il nostro sogno è diventato realtà – commenta entusiasta Jean Bassmaji – Il laboratorio arti artificiali per i mutilati siriani è stato avviato presso la facoltà di Ingegneria Meccanica ed Elettrica di Damasco, dove una decina di studenti (in gran parte donne) e quattro insegnanti sono quotidianamente al lavoro. In Siria abbiamo incontrato un paese sfinito dopo quasi nove anni di guerra, ma tenace e pieno di speranza. La popolazione è cordiale e ospitale. Ma il nostro lavoro non è certo concluso: il laboratorio deve crescere e diventare sempre più un punto di riferimento scientifico, oltre che un traguardo umano”.

Un ringraziamento va a tutti coloro che hanno sostenuto concretamente il progetto di AMAR, WASP e Arche 3D. In particolare la cooperativa sociale Boorea, i circoli Arci di Reggio Emilia, l’artista Sergio Fermariello e tanti privati di Reggio Emilia, Chieti, Mantova, Napoli e Lauria (Potenza).


Progetto Lampade Telescopiche stampate in 3d by WASP Hub Mantova

PROGETTO LAMPADE TELESCOPICHE STAMPATE IN 3D: Lampade telescopiche componibili, stampabili In offset, inclinazione, sezione e lunghezza Variabile.

Materiale: PLA/pet-G

Tipologia: componibile, variabile, adattabile

Stampante 3d: Delta WASP 2040, Delta WASP 4070, Delta WASP 3MT

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Ispirazione

La lampada telescopica, nasce da un’esigenza specifica, il progetto di illuminazione di Sant’Agnese 10, uno spazio storico protetto dalla soprintendenza di belle arti a Mantova, trasformato in spazio di co-working.

In questo caso non si potevano installare lampade a parete perchè protette da vincolo architettonico, gli unici possibili punti erano delle sbarre di ferro di rinforzo che attraversano gli ambienti.

Quindi il design nasce dall’esigenza di dover studiare una soluzione che fosse adattabile allo spazio voltato in termini formali, che fosse abbastanza lunga e leggera per arrivare sino alle postazioni di lavoro e che fosse esteticamente interessante e flessibile. Si sono studiati i blocchi che da una parte e dall’altra permettono la stabilità delle lampade che sono vincolate ai blocchi ma che permettono 180 gradi di rotazione attorno all’asse verticale in modo da permettere una regolazione del punto luce.

L’idea nasce dunque da esigenze specifiche unita alla simulazione di strutture naturali come le forme telescopiche della natura in modo che fosse possibile comporre più o meno pezzi in diverse maniere modificando la direzione dell’incastro, seguendo la chiave formale dell’arco, essendo in questo caso gli spazi voltati.

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Dettagli tecnici

La sezione di base è un triangolo bombato, simile ad un araldo, che viene modellato in modo che la parte finale di ogni pezzo sia grande quanto la parte iniziale del successivo, in questo modo i pezzi per attrito strutturano una forma finita. L’efficacia di questo sistema è che per le forme più semplici è possibile stampare in offset, risparmiando tempo e potendo produrre con il disegno adeguato lunghezze interessanti ed inclinazioni particolari.

Le stampe per ogni singolo “corno” sono durate 5/6 ore in base alla definizione di stampa, con la stampante 3d Delta WASP 2040.

I blocchi invece di attacco alle sbarre essendo praticamente pieni hanno impiegato 10 ore l’uno.

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COCOON PROJECT by WASP Hub Mantova

COCOON PROJECT,  Il loto, cellula meditativa multisensoriale.

Materiale: PLA
Tipologia: componibile
Stampante 3d: Delta WASP 3MT

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Il progetto per una cellula abitativa multisensoriale, prende ispirazione dalla morfologia del fiore di loto e dal suo significato fortemente simbolico e parallelo applicato nella meditazione e nella pratica Yoga.

L’obiettivo era quello di progettare una soluzione minima, mono-persona che fosse allo stesso tempo piccola ma capace di far raggiungere un grande stato di interiorizzazione a chi ne vuole usufruire. Utilizzabile in spazi naturali aperti, in strutture di relax, oppure in spazi urbani, per trovare un punto in cui ricongiungersi con il se’, il progetto è totalmente modificabile nelle dimensioni, nelle integrazioni e nei materiali, in modo da potersi adattare alle singole esigenze.

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In ambiti naturali come parchi, boschi o riserve, può essere un rifugio per una notte,  una piccola stazione di riposo riparata o potrebbe essere parte di un sistema di stazioni connesse tra loro come rifugi diffusi in punti strategici e facilmente rintracciabili tramite gps, in ambito urbano, può essere una piccola pausa dal frastuno e dal trambusto cittadino, oppure, aperta, la cellula può diventare un piccolo spazio per pic-nic o per sdraiarsi anche in più persone.

Dettagli tecnici

In questo modulo i petali sono pensati come movibili indipendentemente uno dall’altro, fissati (tramite giunture semlici e stampabili insieme al petalo) al proprio spicchio di basamento. La base si forma dall’incastro di 6 spicchi attaccati ai relativi petali o può essere formata anche da un pezzo unico stampato e rifinito. i petali sono pensati per poter essere chiusi dall’interno tramite ganci. una volta chiuso per intero, rimane un oculo diametro 40 cm dal quale è possibile vedere il cielo. L’oculo puo essere chiuso con un materiale trasparente per ripararsi dalla pioggia. I petali sono stampabili, dotati di una parte piana da far attaccare al piano di stampa un inclinazione inferiore a 45° e in modo tale da rientrare nell’ingombro 1mtX1mt.

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Il modulo può essere posto a terra oppure eventualmente appeso tramite 3 tiranti aggangiati al basamento che lasciano la possibilità di aprirsi a tutti i petali.

L’unità è progettata apribile totalmente grazie ad un sistema meccanico o manuale, con aperture strategiche per la visuale dell’utente, l’areazione e per minimizzare la possibile sensazione di claustrofobia, il progetto è implementabile con moduli per aumentarne le qualità di healing, come l’aromaterapia, la musicoterapia e la cromoterapia, oppure con moduli tecnologici, come la connessione internet, o altre caratteristiche per poter essere rintracciabile e localizzabile a distanza, come gps.

Ogni petalo potrebbe essere tecno-dotato di pannelli solari oppure traforato per la ventilazione ecc.

Una volta chiusi tutti i petali il modulo ricorda il riccio di mare, chiuso e sicuro. La texture tridimensionale esterna e la matericità del materiale può variare dal liscio al ruvido, può essere microforata, bocciardata, spinata, resa a specchio ecc.

Le dimensioni dell’elemento finito sono di 1.15mt di altezza per 1.50 mt di ingombro massimo. Variabili.

Il basamento dei moduli da mettere a terra puo essere stampato anche in cemento per dare maggiore robustezza e una piattaforma solida.

L’idea iniziale del progetto è quella di poter stampare direttamente la cellula con plastiche biodegradabili, ed ecosostenibili come il PLA, tuttavia grazie alla forma specifica è possibile utilizzare i vari petali come casseforma per formare diversi materiali, come materiali alleggeriti, materiali naturali, schiume organiche ecc.

E’ inoltre possibile finire il prodotto con materiali fresati o tagliati a laser come plexiglass, legni o metalli.

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One Hand for Syria: arti protesici stampati in 3d per l'Università di Damasco

Arche 3d in qualità di WASP Hub Mantova grazie alla connessione con il cardiologo Jean Bassmaji presidente di AMAR, associazione di Reggio Emilia che si occupa di aiuti umanitari per la Siria, ha prodotto una collaborazione tra WASP e la suddetta associazione. L'obiettivo era quello di allestire un laboratorio per la fabbricazione di arti artificiali superiori presso l’Università di Damasco di Ingegneria meccanica (corso di Bio Ingegneria Medica). Questo per progettare, produrre e distribuire arti o parti di essi ai mutilati di guerra gratuitamente e senza distinzione di età, sesso, etnia o religione.

Il laboratorio sarà costituito da due stampanti 3d, Delta WASP 2040 TURBO2 e uno
Scanner 3D sense offerti da WASP.

Il progetto si basa su un processo consolidato dell’applicazione delle nuove tecnologie di fabbricazione digitale, attraverso 3 passaggi:

  • la scansione del moncherino dell’amputato;
  • l’elaborazione dei dati in digitale;
  • l'eventuale modifica di file di progetti già elaborati per il corretto dimensionamento o per la differente disfunzione, la stampa 3d degli arti stessi e la successiva composizione degli stessi.

PROGETTO UNA MANO PER LA SIRIA: laboratorio ortopedico digitale per arti protesici stampati in 3d per l'Università di Damasco.

Materiale: PLA/ MATERIALI AVANZATI WASP
Tipologia: componibile
Stampante: Delta WASP 2040 TURBO2
Scanner: 3D sense

L’associazione AMAR sosterrà il costo del materiale necessario per un anno solare. Arche 3D si occuperà di assistenza e consulenza inerente alle attrezzature fornite ed eventualmente corsi di formazione via SKYPE. Elaborerà anche i dati recuperati dall’Università e sosterrà il progetto anche a distanza con l'invio dei file da stampare o con la spedizione dei progetti stessi in modo da rendere più efficace l'operazione.

Parallelamente verrà creato e condiviso un database online per i casi affrontati in modo da avere più facilmente accesso a varie tipologie eventuali di casi di amputazione e quindi una risposta ottimizzata nel tempo e nelle modalità progettuali ai fini di rendere il processo migliore e più rapido.

Arche 3D, in contatto con l’Università, ha già provveduto a sviluppare un layout online del possibile laboratorio. Questo sarà effettivamente attivo quando le macchine arriveranno a destinazione, cosa prevista per il mese di maggio, successivamente ad una visita in loco di parte del team Di Arche 3d e del Dott. Bassmaji.

Gli scopi del progetto sono di produrre più protesi possibile (a pieno regime è possibile strutturarne 2 al giorno, una per stampante) e di formare e diffondere conoscenza sull’utilizzo delle tecnologie di manifattura additiva e della progettazione digitale. Questo grazie alla possibilità con le stesse macchine e lo stesso processo di progettare e produrre oggetti e componenti utili all’uomo.

PARTNERSHIP: Comune di Reggio Emilia, Comune di Mantova, Fondazione Mondinsieme, Associazione AMAR, CSP wasproject, Arche 3d, Creative Lab, Università di Damasco, Fab Lab Mantova, HelpyTechnology, NUR.